Milano, 11 dicembre 2025. Nel motorsport la differenza si misura spesso in dettagli invisibili, e proprio su quei dettagli interviene Racing Physique Academy con un nuovo progetto: un protocollo scientifico dedicato alla preparazione atletica di chi corre su due e quattro ruote, con un’estensione pensata anche per aziende e manager.
Un protocollo scientifico pensato per chi corre
Racing Physique Academy (RPA), accademia focalizzata sulla preparazione fisica per piloti e appassionati di motorsport, introduce in Italia l’adozione in esclusiva di un protocollo scientifico rivolto a chi guida in pista o su strada. L’obiettivo dichiarato è sostenere insieme performance e sicurezza, con un impianto che guarda tanto ai professionisti quanto ai rookie decisi a crescere nelle competizioni. Il progetto nasce in collaborazione con lo Human Locomotion Lab (LOCOLAB) dell’Università di Pavia.
Il cuore dell’iniziativa è un sistema di lavoro costruito su percorsi personalizzati e su test avanzati, pensati per ottimizzare la resa individuale. L’elemento distintivo, così come presentato, sta nella struttura: non un programma generico, ma un metodo che si appoggia a strumenti e valutazioni sviluppati con l’Università di Pavia, con l’idea di dare ai piloti una preparazione più solida e misurabile. Quando si parla di prestazione, ogni scelta deve reggere la prova dei fatti, non solo delle sensazioni.
Dalla pratica di pista a un hub di formazione
La presentazione ufficiale si è svolta giovedì 11 dicembre presso Albert School, in via Tortona 56. A illustrare il progetto è stato Stefano Ledda, Founder di RPA, affiancato da Luca Correale, Ricercatore e Responsabile dello Human Locomotion Lab e del Master in Gestione Individualizzata dell’Atleta nel Motorsport dell’Università di Pavia. Con loro anche Stefano Sammarco, Amministratore Delegato di NLS (Never Lag Skills), e Alessandro Castelli, People & Organizational Development Advisor e Founder di Activation Human Lab (AHL).
Secondo quanto spiegato, il progetto affonda le radici in oltre dieci anni di esperienza di Stefano Ledda nella preparazione di piloti di livello internazionale. Da quel percorso nasce un’evoluzione precisa: dall’intervento di fisioterapia e dalla preparazione personalizzata si passa alla costruzione di un hub di alta formazione in cui convergono corpo, mente, prevenzione e utilizzo dei dati, grazie alla sinergia con l’Università e con le altre realtà coinvolte. È una dichiarazione di metodo: crescere non per intuizione, ma per struttura.
Dieci posti gratuiti per i piloti emergenti
Nel giorno del lancio, RPA e NLS hanno annunciato una possibilità concreta per chi sta cercando spazio nel motorsport: 10 piloti emergenti potranno accedere gratuitamente al protocollo completo di preparazione atletica sviluppato con l’Università di Pavia. La finestra temporale indicata va dall’11 dicembre 2025 al 1° marzo 2026, con candidature aperte fino a quella data. È un passaggio che sposta il discorso dal semplice racconto alla selezione sul campo.
Il recruitment è rivolto a giovani piloti che aspirano a diventare professionisti e che vogliono affidarsi a un’impostazione scientifica della performance, affiancata da una tutela manageriale integrata. Per partecipare, viene richiesto di accedere all’apposita sezione del sito di Racing Physique Academy e compilare il modulo di iscrizione entro il 1° marzo 2026. Per molti talenti il tempo è la prima risorsa che manca: qui, almeno per dieci di loro, si prova a trasformarlo in occasione.
Quando la performance diventa cultura d’impresa
Accanto alla dimensione sportiva, l’11 dicembre segna anche l’avvio ufficiale della partnership tra Activation Human Lab (AHL) e RPA, descritta come la prima nel suo genere in Italia. La direzione è chiara: portare nelle organizzazioni un modello di benessere organizzativo completo, ispirato allo sport ma costruito per le esigenze quotidiane di chi lavora. Non si parla di replicare l’agonismo, bensì di trasferire logiche operative che rendono sostenibile la prestazione nel tempo.
La collaborazione mette al centro una visione moderna della performance umana integrata: non conta soltanto il livello agonistico, ma il rapporto tra energia, focus, recupero, collaborazione e cultura del team. In questa chiave, i modelli del mondo delle corse vengono reinterpretati per diventare strumenti di sviluppo manageriale, leadership e wellbeing aziendale, con attenzione anche alle nuove generazioni che si affacciano oggi al lavoro. La velocità, fuori dalla pista, è utile solo se non consuma le persone.
Percorsi su misura per organizzazioni e nuove generazioni
Alessandro Castelli ha definito la partnership con RPA come un passaggio che propone un’idea innovativa di benessere aziendale. La promessa, nelle sue parole, non è importare la “performance estrema”, ma le logiche che la rendono possibile: gestione dello stress, preparazione mentale, equilibrio e cura delle energie. È un concetto di wellbeing di nuova generazione, dove salute e performance convivono senza che una schiacci l’altra. Il risultato, se deve durare, ha bisogno di proteggere chi lo costruisce.
Il metodo, così come descritto, prende forma in percorsi integrati e personalizzati che uniscono coaching, formazione, wellbeing e sviluppo della leadership. Lo sport diventa un linguaggio per accelerare il lavoro sui processi, sulle dinamiche interne e sulla crescita delle persone, includendo le nuove generazioni. Non viene presentato come un semplice team building, ma come un intervento di sviluppo organizzativo pensato per rafforzare cultura, collaborazione ed energie personali, con progetti tailor-made costruiti sulla cultura, le esigenze e la maturità organizzativa dell’impresa.
