Nel cuore di dicembre, Pomigliano d’Arco sceglie di ritrovarsi attraverso le storie: quelle che fanno sorridere, quelle che custodiscono la memoria, quelle che aprono uno spazio nuovo per i più piccoli. Con Racconti d’Inverno 2025, il Pomigliano Teatro Festival torna a parlare alla sua comunità nel momento in cui il bisogno di ascolto si fa più intenso.
Una neve simbolica che riporta alle storie
L’immagine che guida questa tappa invernale arriva da lontano e porta la firma del Bardo: nel suo Racconto d’Inverno, Shakespeare immagina una Palermo imbiancata, scenario improbabile eppure capace di farsi credibile nella potenza del teatro. Il Festival raccoglie quella suggestione e la traduce in un gesto poetico: una Pomigliano avvolta da una neve simbolica, morbida e luminosa, che invita a fermarsi, a guardare con occhi diversi i luoghi quotidiani, a lasciare che una narrazione nuova prenda forma.
Dentro questa atmosfera sospesa tra magia e tradizione, l’inverno diventa occasione per recuperare la dimensione più antica del racconto condiviso, quella che nasce attorno a un calore comune e si trasmette di voce in voce. Il cartellone si muove su tre traiettorie precise: due spettacoli e un workshop. Tre linguaggi, un’unica direzione: riaprire il dialogo con la fiaba, con il racconto orale e con una canzone d’autore capace di essere leggera senza rinunciare all’intelligenza.
Un ritorno che costruisce continuità
La forza di un progetto culturale si misura anche nella sua capacità di tornare, di non esaurirsi nell’eco di un singolo appuntamento. Racconti d’Inverno 2025 nasce proprio come segmento ponte: dopo l’esito positivo della prima edizione estiva, il Pomigliano Teatro Festival riapre il sipario e prosegue il percorso, confermando il teatro come luogo d’incontro, di immaginazione e di memoria collettiva. È un modo per restare vicini, stagione dopo stagione, senza perdere il filo.
Questo capitolo è ideato, organizzato e diretto da Felice Panico. A sostenerlo ci sono l’Assessorato alla Cultura, l’Assessorato al Bilancio, l’Assessorato alle Associazioni e Fondazioni e l’Assessorato allo Sport della Città di Pomigliano D’Arco, insieme al patrocinio della Regione Campania. Un appoggio che accompagna la missione culturale del progetto fin dall’inizio, rendendo possibile un percorso che punta a tenere viva la relazione tra scena e comunità.
La fiaba che si reinventa: “Facimme ’e Cunti”
Il primo appuntamento sceglie la via del racconto natalizio, ma lo fa evitando qualsiasi patina prevedibile: a portarlo in scena sono Daniela Ioia e Antimo Casertano, due voci tra le più fresche e apprezzate del panorama teatrale e audiovisivo contemporaneo. Il loro Facimme ’e Cunti è costruito come una notte di Natale attraversata da ironia, poesia e divertimento, dove la leggerezza non è mai vuota, e la parola resta il centro di tutto.
Al cuore dello spettacolo c’è un omaggio dichiarato al Cunto de li Cunti di Giovan Battista Basile, scrigno di fiabe e linguaggi antichi che qui torna a respirare in una forma nuova. La tradizione non viene trattata come reperto, ma come materia viva: si trasforma in un gioco scenico brillante, capace di tenere insieme popolare e colto senza forzature. È il passato che rientra nelle feste, ma con passo contemporaneo, pronto a farsi ascoltare da un pubblico di oggi.
Umorismo d’autore e scena in movimento: “Me ne vado a fare il guru”
Il secondo spettacolo cambia ritmo e prospettiva, aprendo lo spazio alla figura di un performer che attraversa linguaggi diversi. Ivano Schiavi arriva con la sua attitudine eclettica, capace di oscillare tra teatro, musica e scrittura, portando sul palco un racconto che si nutre di testi e di memoria culturale. Accanto a lui c’è il maestro Vittorio Cataldi, presenza fondamentale per accompagnare una serata costruita sulla precisione delle parole e sul tempo del sorriso.
Con Me ne vado a fare il guru, il pubblico viene condotto in un viaggio ironico e affettuoso nella vita e nell’opera di autori e umoristi italiani del Novecento. Il percorso intreccia testi, canzoni e sceneggiature, restituendo un umorismo che non si limita alla battuta, ma coltiva una leggerezza intelligente, attraversata da una vena surreale ancora capace di sorprendere. È un racconto vivo, pulsante, che rimette in circolo lo spirito di artisti rimasti nel tempo.
Il teatro come gioco e crescita: “Il Piccolo Sipario”
Il Festival, nel suo segmento invernale, non si limita alla scena serale: sceglie anche di investire nelle nuove generazioni con un appuntamento pensato per la formazione. Nella Sala delle Capriate, la pedagogista ed educatrice Albachiara De Lucia propone la versione natalizia del laboratorio Il Piccolo Sipario, ispirato al libro per bambini “Come fa Babbo Natale a passare dal camino” di Mac Barnett. Il percorso è rivolto ai più piccoli, dai 3 ai 10 anni.
L’idea guida è semplice e preziosa: intrecciare gioco, immaginazione e avvicinamento al teatro in un’esperienza che sappia accendere stupore e partecipazione. Il workshop è gratuito e si presenta come un dono alla comunità, un invito concreto a scoprire il teatro come spazio di crescita. È previsto un laboratorio intensivo con una restituzione finale, pensata per testimoniare il lavoro sviluppato nella sessione mattutina e in quella pomeridiana. Quando si dà fiducia ai bambini, spesso sono loro a restituire la meraviglia con più forza.
Calendario, sedi e modalità di partecipazione
Racconti d’Inverno 2025 si svolge da martedì 16 a sabato 20 dicembre 2025. Gli spettacoli sono ospitati nell’Aula Consiliare del Comune di Pomigliano d’Arco, mentre il workshop per i più piccoli si tiene nella Sala delle Capriate. L’apertura del programma è fissata per martedì 16 dicembre alle ore 21.00 con Facimme ’e Cunti, mentre il secondo spettacolo, Me ne vado a fare il guru, è in calendario per venerdì 19 dicembre alle ore 19.00.
L’accesso agli spettacoli è libero, fino a esaurimento dei posti disponibili. Per il laboratorio Il Piccolo Sipario è prevista l’iscrizione obbligatoria, da effettuare scrivendo a pomiglianoteatrofestival@gmail.com. In questo ritorno invernale, il Festival conferma la sua traiettoria: tessere legami, illuminare spazi e rimettere in circolo quel calore che solo il teatro sa generare. Nel tempo del Natale, quando le storie si cercano e si condividono, l’invito è a ritrovarsi e ad ascoltare.
