Roma, 16/12/2025. Si chiude l’esperienza di LIFE GRACE, progetto cofinanziato dall’Unione Europea, insieme alla pubblicazione del Layman’s Report: il resoconto divulgativo richiesto dalla Commissione Europea che rende leggibili a tutti obiettivi, azioni e traguardi raggiunti.
Una sfida partita dai prati e arrivata alle comunità
Alla base di LIFE GRACE, acronimo di GRAsslands Conservation Efforts through usage, c’è un obiettivo netto: sostenere la conservazione degli habitat seminaturali in tre siti della Rete Natura 2000 nel Lazio, dove l’abbandono o una conduzione del pascolo non adeguata rischiano di comprimere la biodiversità. È una di quelle partite in cui la natura non chiede slogan, ma continuità, responsabilità e scelte quotidiane, perché l’equilibrio di questi ambienti dipende anche da come vengono vissuti e gestiti.
Il tratto distintivo del progetto è stato l’approccio, dichiaratamente innovativo, capace di mettere in dialogo tutela ambientale e prospettiva economica. LIFE GRACE ha infatti puntato sulla valorizzazione della zootecnia estensiva legata a razze autoctone, con allevamenti grass-fed, costruendo un percorso in cui la conservazione degli habitat non resta un principio astratto ma diventa una pratica sostenuta da strumenti concreti e da un ruolo attivo degli allevatori, riconosciuti come “Custodi del Territorio”.
Dove si trovano gli habitat e come cambiano nel tempo
Tra i risultati più operativi c’è la mappatura dettagliata degli habitat pascolativi nelle aree individuate dal progetto, cioè Monti della Tolfa, Montagna Reatina e Ausoni-Aurunci. Questa ricognizione, pensata per dare una base solida alla gestione, è stata affiancata da un lavoro di monitoraggio che rende possibile leggere l’evoluzione degli ambienti e dei loro equilibri nel tempo, senza affidarsi a impressioni o a valutazioni episodiche.
Per sostenere il lavoro sul campo è stata sviluppata anche un’App di raccolta dati, indicata come elemento fondamentale per seguire l’andamento della biodiversità, analizzare l’evoluzione degli habitat e valutare i carichi di pascolamento. In un contesto in cui spesso la distanza tra decisioni e territorio è enorme, la differenza la fa la possibilità di osservare, registrare e comprendere ciò che accade davvero, stagione dopo stagione, trasformando le informazioni in scelte più consapevoli.
Regole condivise per i demani collettivi
Un altro snodo centrale riguarda la governance dei demani collettivi. Il progetto ha lavorato alla definizione di specifici schemi di accordo tra ARSIAL, indicato come ente con competenze tecniche e amministrative in materia, e gli enti territoriali titolari della gestione dei demani, quindi Comuni e Università agrarie. L’obiettivo è dare una cornice chiara alla gestione del pascolo, evitando che manchi un indirizzo comune o che prevalgano soluzioni non in linea con le esigenze di conservazione.
Questi accordi sono pensati per garantire una conduzione coerente con gli obiettivi di conservazione degli habitat, mettendo nero su bianco criteri e impegni che rendano la gestione più stabile e verificabile. Quando le regole diventano comprensibili e condivise, il territorio smette di essere un luogo dove si rincorrono emergenze e torna a essere uno spazio governato, dove la tutela non è una parola d’ordine ma un metodo.
Valore economico alla carne grass-fed, senza separarla dalla tutela
La tutela, per reggere nel tempo, ha bisogno anche di convenienza e riconoscimento. In questa direzione LIFE GRACE ha implementato un modello di co-marketing e una rete di imprese per valorizzare economicamente la carne grass-fed proveniente dagli allevamenti attivi in aree Natura 2000. L’impianto è chiaro: creare un incentivo diretto alla conservazione, legando la qualità del prodotto a un modo di lavorare che mantiene vivi e gestiti gli habitat.
Il risultato atteso, indicato dal progetto, è anche la costruzione di un mercato più consapevole, capace di riconoscere il valore di filiere che operano in contesti delicati e regolati. Non si tratta solo di vendere un prodotto, ma di far capire che dietro quel prodotto c’è una scelta di presidio, un impegno che incide sul paesaggio, sulle praterie e su quel patrimonio di biodiversità che l’abbandono e le pratiche non ottimali possono mettere in difficoltà.
Dopo la chiusura, cosa resta e come si continua
Con la conclusione formale del progetto, l’eredità dichiarata è un pacchetto di strumenti, best practice e un codice di condotta già pronti per essere adottati su scala più ampia. La trasferibilità delle soluzioni messe a punto nelle aree di progetto viene presentata come un contributo potenziale alla gestione dei siti Natura 2000 non solo a livello nazionale, ma anche europeo, portando fuori dai confini dei tre territori un metodo replicabile.
La fase After-LIFE viene indicata come la prova più impegnativa: garantire la sostenibilità di lungo periodo degli habitat di prateria nella Rete Natura 2000, rafforzando il ruolo dell’allevamento estensivo dentro le strategie di sviluppo rurale e negli strumenti di tutela e gestione delle aree interessate dalle Direttive Habitat e Uccelli. Il Layman’s Report è presentato come lo strumento chiave per condividere risultati e percorso con cittadini, istituzioni e portatori di interesse, con l’invito a scaricarlo dal sito del progetto. LIFE GRACE, identificato come LIFE19 GIE/IT/000977, è cofinanziato dal programma europeo LIFE e vede tra i partner Arsial (capofila), Università La Sapienza con il Dipartimento di biologia ambientale, Comunità Ambiente, Firab e Green Factor.
