A Fasano la musica torna a parlare la lingua di casa, con giovani artisti pronti a esporsi senza filtri davanti al pubblico. La quarta edizione di Fermenti 2025 cambia pelle, sceglie una formula speciale e mette al centro chi sta costruendo, passo dopo passo, un percorso autentico nel territorio.
La special edition: dal concerto al cantiere creativo
Per il 2025, Fermenti decide di non limitarsi a una semplice sequenza di live. La rassegna si trasforma in una giornata compatta e operativa, pensata come un vero work in progress in cui studio, scambio e preparazione diventano parte integrante dello spettacolo. È una scelta che sposta l’attenzione dalla sola esibizione al percorso, con l’idea di far vedere come nasce e prende forma un progetto musicale quando incontra competenze, ascolto e disciplina.
Dentro questa evoluzione c’è anche un cambio di prospettiva legato al presente della musica: la visione del concept album come opera unica, oggi, lascia sempre più spazio a uscite singole accompagnate da videoclip e artwork digitali. Il festival accoglie questo passaggio e lo trasforma in opportunità, creando un contesto concreto di confronto e sperimentazione. Al centro restano i nuovi progetti discografici degli artisti selezionati, chiamati a presentarli in una cornice che favorisce crescita e verifica sul campo.
Una macchina organizzativa che parte dalla città
La regia dell’iniziativa è saldamente locale: l’evento è promosso dal Comune di Fasano, attraverso l’Assessorato alle Politiche Giovanili guidato da Pier Francesco Palmariggi, insieme a Generazione F. La co-organizzazione è affidata a Officine Musicali, con la direzione artistica del M° Antonio Di Lorenzo, batterista, compositore e collezionista di batterie vintage. Un assetto che racconta un lavoro costruito per dare struttura e continuità a una scena giovane che chiede spazi veri.
Da sempre, lo slogan “Musica a Km Zero” sintetizza l’identità del festival: sostenere e valorizzare la creatività del territorio puntando su mobilità, flessibilità e poliedricità come leve di crescita artistica e culturale. Dopo le prime tre edizioni, la missione viene confermata senza ambiguità: offrire palcoscenici, contesti e occasioni di confronto a giovani del luogo che abbiano già pubblicato almeno un prodotto musicale e stiano lavorando a un cammino solido e ambizioso.
Dove e quando: Fasano si prepara ad accogliere Fermenti
La giornata di Fermenti si svolgerà mercoledì 17 dicembre 2025 nel Laboratorio Urbano “CiaiaLab”, in Corso Vittorio Emanuele 76, a Fasano (BR). Una scelta di luogo che non è solo logistica: uno spazio urbano, riconoscibile e accessibile, capace di ospitare sia il lavoro “dietro le quinte” sia l’energia del palco. È qui che la musica smette di essere un annuncio e diventa un incontro reale, con la città come sfondo e come parte in causa.
La struttura dell’evento segue una scansione netta e comprensibile: una fase di formazione e preparazione durante la giornata, poi l’apertura al pubblico con la performance live. L’obiettivo non è riempire un cartellone, ma dare senso a ogni passaggio, dal confronto tecnico alle prove, fino alla restituzione finale. Il festival, così, non propone soltanto brani e presenze, ma una dinamica che permette agli artisti di misurarsi con il proprio materiale in un contesto che chiede precisione e personalità.
Riccardo Onori, esperienza messa in circolo
Ospite d’onore di questa edizione sarà Riccardo Onori, chitarrista e produttore, figura riconosciuta per versatilità e visione musicale. Storico chitarrista di Jovanotti e cardine della sua band, Onori è attualmente nella formazione di Tananai. Nel suo percorso ha condiviso palco e studio con nomi come Robbie Williams, Enrico Rava, Stefano Bollani e con il progetto Doni Doni, consolidando un profilo capace di muoversi tra linguaggi diversi senza perdere identità.
All’interno di Fermenti, la sua presenza non è un semplice “nome” in locandina: Onori accompagnerà un gruppo di giovani talenti emergenti in un percorso fatto di masterclass, workshop, prove e performance. È l’idea di un sapere che non si esibisce dall’alto, ma si condivide, mettendo l’esperienza a disposizione di chi sta cercando una direzione e, soprattutto, un metodo. Il festival scommette su questo passaggio di testimone, costruito sul lavoro e non sulla retorica.
Workshop gratuito e live serale: come funziona la giornata
La parte formativa prevede l’avvio delle iscrizioni al workshop alle ore 11.00 del 17 dicembre, con partecipazione gratuita e un massimo di 15 posti disponibili. La masterclass prenderà il via dalle ore 11.30. Per aderire è necessario contattare direttamente Officine Musicali e il direttore artistico M° Antonio Di Lorenzo al numero di telefono +39 347 487 3725. Un’impostazione essenziale, senza barriere economiche, che punta a selezionare chi ha davvero intenzione di mettersi in gioco.
Il punto di arrivo sarà il concerto conclusivo, con la performance live aperta al pubblico gratuitamente dalle ore 19.30. Gli artisti selezionati si esibiranno sia individualmente sia in collaborazione con Riccardo Onori e con altri professionisti del panorama musicale italiano, tra cui il bassista Dado Penta e il multitastierista Vince Abbracciante, oltre ad altri session man di rilievo. È il momento in cui studio e palco si toccano, e il risultato si misura davanti alle persone, senza scorciatoie.
Quattro novità discografiche, quattro identità in primo piano
La scaletta porterà in scena quattro proposte emergenti legate a nuove uscite discografiche. Si parte con Fabio Boggia e FireFlash, duo dinamico composto da due fratelli che procedono su strade autonome, capaci di incrociarsi e poi separarsi per costruire suggestioni sonore vicine ai White Stripes e ad altre formazioni indie originali. Subito dopo toccherà ad Anulare, in arte Matteo Patrone, cantautore giovane e riconoscibile, inserito in una cantautorialità moderna e segnato da una cifra stilistica personale e curiosa.
Il racconto prosegue con Cristina Cafiero, cantautrice partenopea che arriva con un disco definito “fantastico”, attraversato da Napoli, dal Sud e da Pino Daniele, con un omaggio dedicato proprio a lui, e che a Fermenti presenterà la sua ultima produzione. A chiudere sarà il ritorno di Vito Carrone, cantautore sospeso tra blues, psichedelia e scrittura d’autore, con echi dichiarati che richiamano Pink Floyd, Muddy Waters, Paolo Nutini, Tom Waits e Battisti nei solchi delle sue canzoni.
Un format raro nei festival italiani
La formula scelta da Fermenti viene presentata come un caso raro nel panorama italiano: un’occasione pensata per mettere giovani musicisti a contatto diretto con figure di spicco della produzione musicale, in un ambiente dove idee, tecniche e visioni possono circolare senza formalità. Non è un passaggio simbolico, ma una pratica: provare, correggere, capire cosa funziona e cosa no, con professionisti abituati a stare in studio e sul palco, e con artisti che arrivano con materiale già pubblicato e la voglia di farlo crescere.
Fermenti 2025 si annuncia come una giornata di musica, formazione e sperimentazione, dove l’energia del territorio incontra esperienza e respiro internazionale. Il valore, qui, sta nel tempo condiviso: quello passato a lavorare sui brani, a metterli alla prova, a portarli davanti alle persone. In un’epoca che spesso brucia tutto in fretta, la scelta di costruire un laboratorio sonoro aperto restituisce alla musica la sua dimensione più vera: quella che cambia mentre la stai vivendo.
