Tra la fine del 2025 e l’alba del 2026, il Bolgia di Bergamo rilancia con Capodanno Mezzanotte-Mezzogiorno: un appuntamento che promette energia continua e più piste attive. È la notte in cui il tempo si allunga, e il brindisi diventa un pretesto per restare dentro la musica.
La formula: si entra la notte e si esce a mezzogiorno
Il calendario è scandito con precisione: mercoledì 31 dicembre 2025 il Bolgia apre le porte alle 23.30 e si va avanti fino alle 12.00 di giovedì 1 gennaio 2026. In mezzo ci sono 12 ore consecutive di musica, pensate per chi vive il club senza interruzioni. La struttura dell’evento si distribuisce su tre ambienti distinti, ciascuno con una propria identità sonora e un proprio gruppo di artisti in consolle.
Il cartellone è volutamente fitto, perché una maratona di questo tipo non ammette vuoti: la line-up mette insieme nomi come Don Woezik, Kardenal, Leo Bufera, NVNS, Pisapia, Valentinø e altri ancora. È un’idea semplice e radicale: non inseguire il countdown come unico momento, ma attraversare l’intera notte fino al mattino, lasciando che sia il suono a dettare l’andatura.
Main Room: il cuore del club e la spinta più dura
Nella Main Room, centro nevralgico del Bolgia, spicca Don Woezik, indicato come riferimento nella scena Hard Techno / Hardcore. I numeri raccontano un profilo già molto seguito, con quasi 100mila follower su Instagram, e una visibilità confermata da una recente cover per Mixmag Latin America. Tra le produzioni citate figura “Hold That Sucker Down”, realizzata con Deevey, traccia che sintetizza la sua direzione sonora e la sua riconoscibilità.
Olandese con base a Malmö, Don Woezik è descritto come presenza costante su etichette elettroniche di rilievo, e nei suoi set pesa l’impronta di un passato da ex batterista, evidente nel modo in cui costruisce un ritmo potente. Accanto a lui, la stessa sala ospita un gruppo di nomi che spingono sull’intensità: Kardenal, Leo Bufera, Pisapia, NVNS, Valentinø e Alex Rubino, ciascuno con un profilo diverso ma allineato a un’idea di dancefloor senza compromessi.
Tra questi, Kardenal viene presentato come dj e produttore italiano di impronta Hard Techno, avvolto da un’aura di mistero e riconoscibile per il personaggio del cavaliere mascherato. Le sue performance mescolano suoni duri, melodie emotive e atmosfere oscure, ispirate alla figura mitologica di Caronte. Da Viareggio arriva Leo Bufera, definito talento italiano in forte ascesa, inserito nella stessa traiettoria sonora fatta di musica che spinge forte.
Nel racconto della Main Room trovano spazio anche Pisapia, associato a una hard techno “a zero compromessi” che lo porta a far ballare tutta Europa, e NVNS, anche lui italiano e descritto come decisamente scatenato, con un sound che rende difficile restare fermi. Poi c’è Valentinø, forte di quasi 32 mila follower su Instagram e di un’uscita indicata come manifesto, lo “Spiritual EP” pubblicato a marzo ’25, capace di condensare uno stile oscuro, ipnotico ed energico. Genovese, attivo fin da giovanissimo, pubblica su label come Etruria Beat e Suara e porta la sua musica in festival e club di rilievo, incluso lo stesso Bolgia. A completare il quadro in sala c’è il suono coinvolgente di Alex Rubino.
Alterego Room: il mito di un club che continua a suonare
Nel disegno di Capodanno Mezzanotte-Mezzogiorno trova spazio anche la Alterego Room, dove il focus cambia e diventa dichiarazione d’identità. Qui si “celebra il mito” dell’Alterego, raccontato come un club infinito, la cui musica continua a fluire ancora oggi. È un passaggio che parla di appartenenza: non solo una stanza in più, ma un richiamo a una storia sonora che per molti non si è mai interrotta.
Al mixer arrivano alcuni dei suoi pilastri musicali, chiamati a dare forma a questa celebrazione: Adrian Morrison, Chiara DC, Pizeta, Giuseppe Cosca, Gix, Mattia Vallenari, Showa e Lunah Ash. La scelta dei nomi serve a tenere compatta la narrazione della sala: una sequenza di dj “di riferimento” che riportano al centro il senso di continuità, come se la notte non fosse un’eccezione ma una pagina che prosegue.
Technobus Stage: la pista che si muove su un bus
La terza anima della notte è il Technobus Stage, pensato per chi cerca un’esperienza diversa senza uscire dall’evento. Si balla dentro e fuori un vero bus, allestito come un top club, con un impianto audio e con effetti dichiarati “all’altezza della situazione”. È uno scenario che cambia prospettiva: la club culture portata in un mezzo reale, trasformato in spazio scenico e in pista, con un impatto immediato sul pubblico.
Anche qui la consolle parla la lingua della durezza e dell’energia. Sul Technobus Stage si fa sentire Kardenal, presente dunque in più punti della programmazione, e con lui ci sono Merkimine, Omar Gaz e Brascø. La logica è chiara: offrire un ulteriore fronte di suono, capace di reggere la pressione della nottata e di accompagnare chi vuole cambiare ambiente senza abbassare l’intensità.
Un percorso recente che spiega il peso internazionale del Bolgia
La collocazione del Bolgia come riferimento internazionale dell’elettronica viene sostenuta anche da ciò che è passato in consolle negli ultimi mesi. Il club ha ospitato artisti come 999999999, Hades + Santøs, Kruelty, Ilario Alicante, Poltergst, Reinier Zonneveld, horsegiirL, Novah, Charlie Sparks, Deborah De Luca, Ale De Tuglie, Manda Moor e Fantasm, in un passaggio costante tra stili e personalità centrali della scena.
Lo stesso elenco prosegue con I Hate Models, Joseph Capriati, Ellen Allien, Métaraph, Marco Faraone, Indira Paganotto, Len Faki, Lilly Palmer, Franky Rizardo, East End Dubs, Luca Agnelli, Wade + Felix e molte altre figure considerate centrali nell’elettronica mondiale. Dentro questa traiettoria, il Capodanno diventa un capitolo coerente: un rito collettivo che si misura con un livello di programmazione abituato ai grandi nomi.
