A Trapani la memoria del Novecento torna a farsi domanda viva con la presentazione del libro di Alfonso Lo Cascio, “1943: la Reconquista dell’Europa. Dalla Conferenza di Casablanca allo sbarco in Sicilia”. L’appuntamento è fissato per mercoledì 17 dicembre 2025, alle ore 18, alla Torre di Ligny.
Un incontro nel cuore di Trapani
La cornice scelta è la Torre di Ligny, al Polo Espositivo Torre di Ligny, in Via Torre di Ligny a Trapani: un luogo che invita naturalmente al silenzio e all’ascolto, prima ancora che alla discussione. Qui il pubblico potrà seguire la presentazione del volume che ripercorre mesi decisivi della Seconda guerra mondiale, in un passaggio storico che, pagina dopo pagina, mette in fila scelte, conseguenze e fratture che non si sarebbero più ricomposte nello stesso modo.
L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra la sede di BCsicilia di Trapani, il Polo Espositivo Torre di Ligny e l’Associazione Ermes. Ad aprire la serata saranno i saluti di Serena Sanfilippo, presidente di BCsicilia di Trapani, e di Giuseppe Puglia, presidente dell’Associazione Ermes. A dialogare con l’autore sarà Francesco Torre, presidente del Consorzio Universitario e direttore del Museo di preistoria di Trapani, chiamato a guidare la conversazione lungo i nodi centrali del libro.
Il 1943 come frattura della guerra e dell’Europa
Nel racconto proposto dal volume, il 1943 non è un semplice anno di calendario, ma il punto in cui la guerra cambia direzione. La notte tra il 9 e il 10 luglio viene descritta come un passaggio che va oltre l’azione militare: coincide con lo sbarco degli Alleati in Sicilia, ma segna anche l’avvio di quella che l’autore definisce la “Reconquista” dell’Europa, una rincorsa destinata a concludersi soltanto a Berlino, riportando il continente nell’orizzonte della libertà e della democrazia.
Un altro cardine, nel percorso ricostruito da Alfonso Lo Cascio, è la decisione maturata a gennaio durante la Conferenza di Casablanca: la scelta della “resa senza condizioni”. È lì che, secondo l’impianto del libro, si fissa un punto di non ritorno. Dopo quella risoluzione, l’idea stessa di un dopoguerra negoziato cambia peso e forma, e gli eventi successivi assumono il carattere di un cammino ormai obbligato, scandito da decisioni politiche e militari che si alimentano a vicenda.
Casablanca: contatti, assenze e decisioni che restano
Il volume segue gli avvenimenti mese per mese e ricostruisce le premesse che portarono all’incontro di Casablanca, soffermandosi sui contatti tra gli alleati e sul progressivo consolidarsi di una maggiore unità di intenti e di obiettivi comuni. Nel quadro tracciato trovano spazio anche le ragioni degli assenti e quelle di chi, al contrario, fu “costretto” a prendere parte alla Conferenza. Il racconto conduce poi al cuore delle scelte finali, fissate nella dichiarazione conclusiva e negli accordi che orientarono la prosecuzione del conflitto.
Tra gli elementi più puntuali compare anche una breve cronistoria dell’evento: una ricostruzione giorno per giorno di ciò che accadeva nell’Anfa Camp, la zona militarizzata creata appositamente per ospitare il convegno e sottoposta a stretta vigilanza dei soldati americani. È un dettaglio che restituisce il clima di quelle ore, facendo intravedere come la storia, prima di diventare capitolo nei manuali, si consumi in luoghi controllati, in tempi serrati, in decisioni prese mentre fuori tutto resta fragile e incerto.
Dalle reazioni in Italia alla scelta della Sicilia
Il libro affronta poi le conseguenze della riunione di Casablanca e le reazioni in Italia, chiamando in causa il regime, la monarchia e il Vaticano. In questo passaggio, la narrazione si sposta dal tavolo diplomatico agli effetti politici e simbolici che quelle decisioni provocarono. È su questo sfondo che vengono spiegati anche i motivi per cui gli Alleati optarono per l’invasione della Sicilia, scelta che avrebbe aperto una fase nuova e irreversibile nel teatro mediterraneo della guerra.
Spazio, inoltre, ai complessi preparativi dell’Operazione Husky, definita nel volume come il più grande intervento anfibio nel Mediterraneo. In questo quadro compare anche un capitolo che affronta il tema del ruolo della mafia nello sbarco: un argomento che per lungo tempo ha visto contrapporsi tesi diverse e che viene riletto anche alla luce di nuovi documenti resi disponibili dagli archivi militari. Qui la ricostruzione invita a distinguere, a pesare le versioni, a non accontentarsi delle spiegazioni comode.
Quando le decisioni diventano territorio conquistato
Nelle pagine dedicate agli esiti operativi, il libro colloca il momento in cui le conclusioni della Conferenza di Casablanca si traducono in realtà sul campo: l’occupazione del cosiddetto “ventre molle dell’Asse”. È l’avvio del primo attacco degli Alleati alla “Fortezza Europa”, un passaggio che nel racconto assume un valore strategico e insieme simbolico. La campagna si chiude, secondo la ricostruzione proposta, con la conquista dell’intera Sicilia in appena 38 giorni, tempo breve che misura l’intensità di una svolta ormai in atto.
Alfonso Lo Cascio: giornalismo e volontariato culturale
Alfonso Lo Cascio, giornalista pubblicista, viene presentato come una figura da anni impegnata nel volontariato culturale. È Presidente regionale di BCsicilia, associazione dedicata alla salvaguardia e alla valorizzazione dei beni culturali e ambientali, e ha dato vita all’Università Popolare di Termini Imerese. Nel suo percorso rientra anche la direzione di “Espero”, rivista di cultura, politica e informazione, oltre a esperienze in redazioni e collaborazioni con testate indicate come autorevoli e prestigiose nel testo di presentazione.
Nel profilo biografico trovano posto anche incarichi editoriali e attività di fondazione: Lo Cascio è stato direttore de “I racconti di Luvi” e fondatore della Casa editrice Don Lorenzo Milani, oltre che direttore responsabile di “Galleria, Rassegna semestrale di cultura, di storia patria, di scienze letterarie e artistiche e dell’antichità siciliane”. Ha pubblicato diversi volumi e curato opere collettive, e il suo libro più recente, “1943: la Reconquista dell’Europa”, viene indicato come un lavoro che sta riscuotendo grande successo, già presentato al Salone del Libro di Torino, e accompagnato da riconoscimenti come i premi “Quattro arcangeli”, “Sikelè”, “Gaia”, “Civitas”, “La Campana di Burgio”, “Paolo Amato – Città di Ciminna” e “Kermesse 2023”.
