Un pomeriggio di dicembre, tra l’aroma del caffè e le note di una chitarra, il Vomero ha ospitato un incontro dedicato alla città e al suo carattere. Nel salone del Gran Caffè Toraldo, Pasticceria Artigianale, scrittura e musica si sono intrecciate in un omaggio sentito all’identità partenopea.
Un appuntamento dal vivo nel cuore del quartiere
La data cerchiata sul calendario era 13 dicembre, e la cornice non poteva essere più riconoscibile: il Gran Caffè Toraldo, Pasticceria Artigianale, in Via Luca Giordano 124 a Napoli. Qui si è svolto un incontro dal vivo pensato come tributo all’anima partenopea, a quella città che sa cantare e, allo stesso tempo, trovare parole nuove per raccontarsi, anche quando i temi si fanno attuali e profondi.
Al centro, un’alleanza chiara: la cultura che incontra l’eccellenza del territorio. La collaborazione ha legato il Gran Caffè Toraldo alla narrativa di Marianna Scagliola, in un dialogo che ha messo insieme ospitalità e racconto. A fare gli onori di casa è stato Angelo Simonetti, indicato come mente e cuore dell’attività, presente insieme agli ospiti e parte attiva dell’iniziativa, in un clima costruito sulla partecipazione e sull’ascolto.
La “napoletanità” tra ironia e vita quotidiana
Protagonista della serata, Marianna Scagliola ha scelto la via più diretta per arrivare alle persone: la lettura. Attraverso brani del suo primo romanzo umoristico, Una famiglia allargata cane compreso, ha portato in sala i tratti della Napoletanità, trasformandoli in racconto e osservazione. È quel tipo di ironia che non scivola in superficie, ma accompagna la realtà, la illumina, e la rende più vicina, mentre il gesto semplice di bere un buon caffè diventa parte della scena.
A incontro concluso, la scrittrice ha ripercorso il senso di quanto accaduto, legando il tema centrale del romanzo al luogo che lo ha accolto. Ha spiegato di essersi sentita onorata di celebrare la Napoletanità in un contesto percepito come iconico, proprio al Vomero. Come il profumo del caffè riesce a mettere le persone una accanto all’altra, così l’ironia e il calore di una cultura condivisa diventano un tratto distintivo. E quella collaborazione, nelle sue parole, è stata soprattutto la prova che la Napoli più autentica resta viva, presente, capace di esprimersi in molte forme.
La musica come tessuto emotivo della serata
Ad accompagnare la parte letteraria, senza mai sovrastarla, è arrivata la chitarra di Andrea Parente. Musicista e divulgatore dello swing italiano degli anni ’40, Parente ha costruito un repertorio definito e curato, muovendosi tra classici italiani e brani della tradizione napoletana. Il risultato è stato un sottofondo elegante, pensato per sostenere l’ascolto e dare respiro alle parole, creando un equilibrio naturale tra ritmo e narrazione.
La chiusura ha scelto il tono più semplice e più vero: stare insieme. Dopo letture e musica, il pubblico ha condiviso un momento conviviale con un buffet molto apprezzato. A suggellare l’incontro, un gesto concreto e diretto: il libro di Marianna Scagliola è stato consegnato in omaggio a tutti i presenti, come traccia da portare via e come invito a continuare la storia anche oltre quella sala.
