Nel cuore di Bologna, la sera di martedì 16 dicembre 2025, lo sport cittadino si è dato appuntamento al PalaDozza per un Natale diverso: non solo applausi e racconti, ma un gesto concreto di solidarietà a sostegno dei Centri antiviolenza del territorio. Un ingresso libero, una sala piena, una città che si riconosce.
Una serata pensata per stare insieme
Il titolo scelto, “Sport sotto l’albero. Racconti di sogni e traguardi possibili”, ha riassunto lo spirito di un appuntamento diventato ormai tradizione: la festa natalizia dello sport locale. In platea si sono ritrovati volti e storie diverse, dalle associazioni sportive alle istituzioni, passando per le realtà del territorio e un pubblico arrivato con la voglia semplice, e oggi preziosa, di condividere tempo e presenza. Musica, sport e narrazione si sono alternati in un clima leggero, ma tutt’altro che superficiale.
A dare forma e direzione alla serata è stata l’Assessora allo Sport del Comune di Bologna Roberta Li Calzi, che ha voluto rimettere al centro la funzione sociale dello sport. Il messaggio è passato senza bisogno di effetti speciali: quando lo sport diventa casa comune, sa includere, educare e chiamare ognuno alla propria parte di responsabilità. In questo senso, l’evento non è rimasto una vetrina: è diventato un punto d’incontro tra chi ogni giorno anima palestre, campi e spazi di quartiere e chi, da cittadino, sceglie di partecipare.
Dalla raccolta fondi al momento della consegna
Dentro la festa ha trovato spazio anche un passaggio particolarmente atteso: la consegna ufficiale dei fondi destinati ai sei Centri antiviolenza dell’area metropolitana. Il percorso si è chiuso lì, ma era iniziato con la raccolta promossa attraverso l’iniziativa Bologna For Community allo Stadio Renato Dall’Ara. A curare il momento sono stati Io Sto Con ETS insieme al Centro Bologna Clubs, chiamati a tradurre in un atto pubblico un impegno costruito nel tempo e sostenuto da tante adesioni.
Il risultato è stato legato in modo decisivo alla spinta del Centro Bologna Clubs e dei Club che ne fanno parte, protagonisti di una mobilitazione definita straordinaria. La rete rossoblù ha mostrato, ancora una volta, come il tifo organizzato possa cambiare pelle e diventare forza civica, capace di trasformare la passione in aiuto reale. A rappresentare questa alleanza tra associazioni, tifoseria e territorio sono stati Silvana Fusari, direttrice del progetto Bologna For Community, e Andrea Coppari, presidente del Centro Bologna Clubs.
Venti mila euro per sostenere chi accoglie e protegge
La raccolta ha raggiunto la cifra complessiva di 20.000 euro, destinata integralmente ai sei Centri coinvolti. La ripartizione prevista assegna a ciascuna realtà un contributo di 3.333 euro, pensato per rafforzare attività quotidiane che spesso restano invisibili finché non diventano urgenti: ascolto, protezione, accoglienza. I Centri beneficiari indicati sono CHIAMA chiAMA – MondoDonna Onlus, Casa delle Donne per non Subire Violenza APS, Trama di Terre APS, UDI Bologna APS, Associazione PerLeDonne ODV e SOS Donna ODV.
In quell’assegno simbolico, consegnato davanti a una comunità riunita, c’era più di una somma. C’era l’idea che lo sport, quando smette di guardarsi allo specchio, può produrre risultati misurabili e legami che restano. La serata ha dimostrato che la partecipazione non è una parola buona per i discorsi ufficiali: è un gesto che prende forma quando tante persone scelgono di esserci, ciascuna con il proprio ruolo, e di trasformare un appuntamento festivo in un sostegno concreto.
Le parole che hanno segnato il senso dell’iniziativa
Nel corso della serata, Silvana Fusari ha ricondotto il risultato a un principio semplice: vince ciò che si costruisce insieme. Ha sottolineato come la fiducia ricevuta si sia trasformata in un’azione condivisa e verificabile, attribuendo quel traguardo a una pluralità di protagonisti: associazioni sportive, Club e cittadini presenti. È un modo di intendere la comunità che non cerca protagonismi, ma riconosce che ogni contributo, anche piccolo, diventa determinante quando si somma agli altri.
Andrea Coppari, dal canto suo, ha spiegato la scelta di realizzare uno striscione con i nomi di tutte le donne uccise nel 2025 e di sostenere la raccolta come parte dello stesso messaggio: per i tifosi, ha evidenziato, è un gesto necessario per unirsi a una voce che dice con fermezza NO alla violenza sulle donne. In questo intreccio tra festa e responsabilità si è chiusa la serata: sport, partecipazione e coscienza civile, con lo sguardo capace di andare oltre il campo.
