Chi assiste ogni giorno una persona fragile conosce bene la fatica di orientarsi tra diritti, servizi e bisogni emotivi. Per ridurre quel senso di solitudine che spesso accompagna la cura continua, nasce Sportello Cura UBI, un aiuto digitale gratuito pensato per offrire indicazioni chiare e un supporto concreto a chi non può permettersi di fermarsi.
Uno sportello digitale pensato per chi assiste
Sportello Cura UBI è un servizio online gratuito e facilmente accessibile, progettato e realizzato dall’area Cura dell’Unione Buddhista Italiana (UBI). L’obiettivo è dare risposte utili a chi si prende cura, in modo continuativo, di una persona fragile non autosufficiente: informazioni, orientamento e un sostegno che aiuti a ritrovare una direzione quando tutto appare confuso. Il progetto è reso possibile grazie ai fondi 8xmille dell’Unione Buddhista Italiana.
Il servizio si rivolge in primo luogo ai caregiver, siano essi familiari o professionali, e include anche gli operatori sanitari tra i destinatari. Al momento è attivo in Lombardia, Lazio e Sicilia, e concentra il proprio supporto su tre ambiti specifici: oncologia, Alzheimer e disturbo dello spettro autistico in età pediatrica. Entro la fine del 2026 è prevista l’estensione a tutte le regioni italiane e, progressivamente, l’intenzione è ampliare l’assistenza anche ad altre malattie.
Una mappa di risorse costruita con Fondazione The Bridge
Un punto centrale del progetto è la ricognizione delle risorse già presenti sul territorio. Grazie alla collaborazione con Fondazione The Bridge, realtà che opera accanto alle associazioni di pazienti e dei caregiver e che ha tra le proprie finalità la tutela del diritto alla salute, l’Unione Buddhista Italiana ha mappato e individuato circa 500 associazioni impegnate nell’assistenza, nella cura e nel supporto a pazienti e famiglie. Il lavoro ha permesso di raccogliere informazioni pratiche e una panoramica ampia dei servizi disponibili.
Questa mappatura non è un semplice elenco: è un tentativo di trasformare un percorso spesso frammentato in un accesso più ordinato e comprensibile. Quando la vita di una famiglia ruota attorno alla malattia, anche una sola indicazione affidabile può alleggerire il peso dell’incertezza. In questa logica, lo sportello punta a ridurre disorientamento e senso di abbandono, mettendo a disposizione strumenti che accompagnino le persone nel quotidiano, senza farle sentire sole davanti a passaggi burocratici, scelte difficili e decisioni urgenti.
Tre livelli di aiuto, dalla consultazione alla risposta su misura
Il funzionamento di Sportello Cura UBI si sviluppa su tre livelli. Il primo è l’accesso immediato ai contenuti del portale: materiali pensati per rispondere alle domande più comuni e, insieme, più delicate. Tra questi ci sono informazioni, articoli, video e testimonianze utili a chiarire cosa significhi essere caregiver, quali siano i diritti, cosa si intenda per burnout e come affrontare la comunicazione della malattia con un proprio familiare.
Quando serve un orientamento più mirato, entra in gioco il secondo livello: la possibilità di compilare alcuni campi costruiti per delineare la richiesta nel modo più preciso possibile, in base alla patologia e all’area geografica. A quel punto lo sportello restituisce una risposta con le informazioni richieste, così da avvicinare il caregiver ai servizi coerenti con la sua situazione. È il passaggio in cui le esigenze smettono di essere generiche e iniziano a trovare una direzione concreta.
Ascolto continuo e team di professionisti
Per i casi in cui i primi due passaggi non bastino, è previsto un terzo livello: un numero di telefono attivo 24 ore su 24 e 7 giorni su 7. Dall’altra parte risponde un team di professionisti esperti, formati dall’Unione Buddhista Italiana, pronto a fornire indicazioni più specifiche e personalizzate. È la risposta pensata per quando le domande non entrano in uno schema e la realtà chiede un ascolto più attento e competente.
Secondo Anna Li Vecchi, dell’area Cura dell’Unione Buddhista Italiana, prendersi cura di una persona malata è un gesto profondo d’amore, ma può mettere a dura prova le risorse fisiche, emotive e relazionali di chi se ne fa carico. Da qui la scelta di creare lo sportello: offrire un supporto adeguato e uniforme, con informazioni chiare e aggiornate su diritti, agevolazioni e servizi disponibili. Il progetto, aggiunge, si richiama al principio buddhista della cura attraverso compassione, attenuazione della sofferenza e rispetto della dignità di ogni essere senziente, proponendosi come spazio virtuale di ascolto e accoglienza e come contributo a un welfare capace di riconoscere e valorizzare il ruolo dei caregiver.
