Nomi, progetti e percorsi professionali che raccontano un settore in movimento: gli Italian Risk Awards 2025 hanno appena consegnato i riconoscimenti di quest’anno, celebrando chi ogni giorno lavora per rendere più solida la gestione del rischio nel nostro Paese, tra metodo, visione e responsabilità.
Una serata che guarda già al 2026
Tra gli annunci più attesi della serata, ANRA ha anticipato una novità che entrerà in scena con la prossima edizione: nel 2026 sarà possibile candidarsi anche per la nuova categoria Insurance Manager of the Year. Un segnale chiaro di come il premio voglia restare agganciato all’evoluzione delle competenze e dei ruoli, dando spazio a profili che, in azienda, contribuiscono a tenere insieme strategie assicurative e gestione dei rischi con crescente centralità.
Il riconoscimento, giunto alla terza edizione, nasce per dare valore a impegno, qualità e capacità di innovare di professionisti e organizzazioni che alimentano la cultura del rischio in Italia. Non è soltanto una consegna di targhe: è un modo per mettere in evidenza percorsi concreti, risultati e scelte che, spesso lontano dai riflettori, incidono sulla tenuta delle strutture pubbliche e private. E proprio questa concretezza rende il premio un termometro credibile del settore.
I vincitori dell’edizione 2025
Nella categoria Rising Star of the Year è stata premiata Assunta Cima, Risk Manager di Ferrovie dello Stato Italiane. Un riconoscimento che mette al centro il potenziale, ma anche la capacità di assumersi responsabilità già oggi, in un ambito dove l’attenzione al dettaglio convive con la necessità di leggere i segnali deboli e trasformarli in azioni. Per chi lavora sul rischio, crescere significa imparare a decidere quando il tempo sembra sempre poco.
Il premio Innovation of the Year è andato a Guido Mastrobuono, Program Director di Valore Rischio e Sistemi, mentre la categoria Risk Manager of the Year ha incoronato Alessandra Romeo, Risk Methodologies Manager di Saipem SpA. Tre riconoscimenti diversi, un unico denominatore: la capacità di tradurre competenze specialistiche in un impatto reale, misurabile, utile alle organizzazioni e alle persone che ne fanno parte.
Il Premio della Giuria e chi lo assegna
Accanto ai tre vincitori, è arrivata anche una menzione speciale per il Premio della Giuria, riservato a un socio che si distingua per proattività e partecipazione alla vita associativa. Per questa edizione, con decisione unanime, il riconoscimento è stato attribuito a Claudio Perrella, Partner dello Studio legale RP Legalitax. La motivazione ha sottolineato passione, dedizione e uno spirito di collaborazione autentico, qualità che, secondo l’associazione, hanno portato valore all’intera comunità fin dal suo ingresso.
Le valutazioni sono state affidate a un Comitato di Giuria composto da figure di primo piano di ANRA e da professionisti con esperienza consolidata nel Risk Management. A firmare le selezioni: l’attuale presidente Gabriella Fraire e tre ex presidenti, Roberto Bosco, Carlo Cosimi e Paolo Rubini. Un gruppo che unisce continuità e memoria professionale, elementi decisivi quando si tratta di riconoscere merito e qualità senza farsi guidare dalle mode del momento.
Milano, il contesto e il valore per il settore
La cerimonia si è svolta ieri sera a Milano, nello spazio eventi Area Pergolesi, all’interno del tradizionale appuntamento di fine anno dedicato ai soci ANRA. L’organizzazione ha potuto contare sul supporto dei partner Chubb ed EY, contribuendo a confermare la serata come momento riconoscibile nel calendario della comunità professionale che si occupa di rischio e assicurazioni aziendali, tra confronto operativo e relazioni costruite sul campo.
All’annuncio dei risultati sono arrivate le congratulazioni più sentite ai quattro premiati e a tutti i candidati che hanno scelto di mettersi in gioco. Le candidature, nel loro insieme, hanno restituito un ritratto vivido delle eccellenze italiane nella gestione del rischio, attive in realtà pubbliche e private, di dimensioni diverse e appartenenti a più settori produttivi. Un insieme di storie che, senza enfasi, ricorda quanto la qualità del lavoro su metodo e prevenzione possa incidere sul futuro di intere organizzazioni.
