C’è un’Italia che parte, un’Italia che resta e un’Italia che torna a cercare le proprie origini. È attorno a questa trama, fatta di memoria e futuro, che si ritrova la XVIII edizione de Le Giornate dell’Emigrazione, iniziativa che torna a richiamare attenzione su storie, comunità e identità costruite ben oltre i confini nazionali.
Un’iniziativa dedicata alla storia dell’emigrazione
La XVIII edizione de Le Giornate dell’Emigrazione viene presentata dall’associazione ASMEF, guidata da Salvo Iavarone. La rassegna, a cadenza annuale e patrocinata dal Ministero per gli Affari Esteri, nasce con un obiettivo preciso: lo studio della storia dell’emigrazione italiana, attraversandone le diverse fasi e mettendo a fuoco i risvolti sociali e storici che hanno segnato generazioni di famiglie. È un percorso che non si limita ai numeri, ma prova a restituire il peso umano delle scelte e delle distanze.
L’appuntamento è fissato per venerdì 19 dicembre, con inizio alle ore 10.00, nella cornice istituzionale del Senato: Palazzo Giustiniani, sala Zuccari. Una sede che, per prestigio e simbolo, sottolinea il valore del confronto pubblico su una vicenda storica che continua a parlare al presente. Perché l’emigrazione non è soltanto un capitolo del passato, ma una chiave per capire chi siamo e come siamo arrivati fin qui.
Borghi che si svuotano e turismo delle radici
Al centro di questa edizione ci sono i borghi in via di spopolamento, tema che mette in primo piano la fragilità di territori dove il tempo sembra rallentare mentre le persone, anno dopo anno, diminuiscono. Il dibattito affronta anche il turismo delle radici, un filone che richiama chi, partito o nato altrove, desidera riannodare il legame con il luogo d’origine della propria famiglia. È una forma di ritorno che non sempre riempie le case vuote, ma può riaccendere l’attenzione su comunità che rischiano di essere dimenticate.
Tra gli interventi attesi figurano voci che rappresentano istituzioni, esperienze imprenditoriali e realtà associative: il Sen. Maurizio Gasparri, l’On. Simone Billi, Daniele Kihlgren, imprenditore italo svedese e ideatore di Sextantio, Fiorello Primi, presidente dell’Associazione I Borghi più belli d’Italia, e l’On. Angelo Sollazzo, fondatore e presidente emerito di CIM (Confederazione Italiani nel Mondo). Sono annunciati inoltre Margherita Sarli, DG APT Basilicata, Giovanni Maria De Vita, consigliere del MAECI, e Guido D’Amico, presidente di Confimpreseitalia, insieme ad altri relatori.
Un riconoscimento al lavoro di studiosi e professionisti
La giornata prevede anche un momento di premiazione dedicato a studiosi e professionisti italiani che hanno partecipato al Premio Eccellenza Italiana, svoltosi in ottobre a Washington. Un passaggio che lega il racconto dell’emigrazione a un’idea di competenza e valore portata oltreconfine, mettendo in evidenza percorsi individuali capaci di rappresentare l’Italia in contesti internazionali. In filigrana, resta la stessa domanda: cosa significa appartenere a un Paese quando la propria storia si è intrecciata con altre geografie?
A fare da regia a quel premio è stato il giornalista internazionale Massimo Lucidi, la cui presenza è prevista anche all’incontro di venerdì. La conduzione dell’evento, invece, è affidata alle giornaliste Nadia Pedicino e Barbara Politi, chiamate a scandire tempi e passaggi di una mattinata che unisce analisi, testimonianze e riconoscimenti. Quando il tema è l’emigrazione, ogni parola pesa: perché dietro la storia collettiva ci sono sempre volti, famiglie, partenze, e un ritorno che, almeno una volta, tutti hanno immaginato.
