Gaetano Moragas sceglie di misurarsi con una domanda che, prima o poi, tocca tutti: cosa faremmo se potessimo trattenere il tempo giusto il necessario per un addio. Da venerdì 12 dicembre arriva sulle piattaforme digitali “La Mia Macchina Del Tempo”, un nuovo capitolo che mette al centro memoria, gratitudine e parole rimaste in sospeso.
Una canzone che apre il cassetto dei ricordi
“La Mia Macchina Del Tempo” è una pop ballad intensa, costruita attorno al pianoforte e pensata per dare spazio a ciò che spesso resta chiuso dentro: il passato, con il suo peso e la sua dolcezza. Il brano, firmato da Maurizio Bernacchia e Patrizio Baù, nasce dall’urgenza di guardare indietro senza restarne prigionieri, portando con sé ciò che conta davvero. Tra le righe affiorano gratitudine, piccole consapevolezze quotidiane, l’esperienza dell’addio e quel desiderio condiviso di tornare indietro per dire, finalmente, ciò che non si è riusciti a pronunciare.
Moragas racconta il tempo come qualcosa di irregolare e imprevedibile: a volte scivola via, altre volte lenisce, altre ancora lascia segni. Nel brano, spiega, ha provato a stringerlo idealmente tra le mani, trasformandolo in un abbraccio capace di raggiungere punti dove le parole si fermano. È una canzone arrivata in un momento in cui sentiva il bisogno di ascoltarsi con sincerità, senza forzature: non l’ha inseguita, dice, è stata lei a trovare lui, al punto da restargli addosso. Nel bilancio personale del 2025, tra ciò che gli ha dato e ciò che gli ha tolto, colloca l’inizio di una rinascita emotiva, fisica e artistica, passando dall’idea di combattere le fragilità a quella di accarezzarle.
L’ora che tutti vorremmo indietro
Il cuore del pezzo sta in un’immagine semplice e potente: tornare indietro anche solo per un’ora. Non per cambiare la storia, ma per compiere gesti essenziali, quelli che spesso si rimandano: chiedere scusa, dire “ti amo”, trovare il coraggio di pronunciare un “grazie” pieno, o tenere la mano di qualcuno che non c’è più. Moragas lega questa tensione a un pensiero preciso: quando canta il ritornello “Ora che non ci sei, la vita non è più come la vorrei”, la mente va a sua nonna, scomparsa improvvisamente a febbraio. Anche se viveva lontano, racconta, la sua presenza era costante, e la canzone diventa il modo più vero che conosce per salutarla e abbracciarla un’ultima volta attraverso la musica.
Dentro questa cornice personale, il brano si muove come un percorso emotivo fatto di ricordi e rimpianti che non chiedono permesso: arrivano, scuotono, e costringono a fermarsi. È una traiettoria che non resta confinata alla vita dell’artista, perché chi ascolta viene portato a fare i conti con la propria storia, con le persone amate e con quelle che, per ragioni diverse, non si possono più stringere. Il punto non è la nostalgia fine a se stessa, ma il coraggio di riconoscere ciò che è stato, di dargli un posto nel presente e di portarlo con sé, senza fingere che non faccia male.
L’esordio davanti a un pubblico già pronto a cantarla
Prima dell’uscita ufficiale, “La Mia Macchina Del Tempo” è stata presentata in anteprima in un contesto che per Moragas ha avuto il sapore di una prova decisiva: l’esibizione come opening act nel concerto di Calum Scott. È accaduto al Fabrique di Milano, il 21 ottobre 2025, e l’artista parla di un passaggio carico di intensità. In sala, racconta, l’emozione si è fatta contagiosa: il pubblico ha seguito il momento con partecipazione evidente, arrivando a cantare il brano insieme a lui, per la prima volta dal vivo, in un clima che ha dato forma concreta alle parole della canzone.
La cornice era quella dell’unica tappa italiana del “The Avenoir Tour”, e la scelta di affidargli l’apertura è stata, secondo quanto riferito, una decisione personale dello stesso Calum Scott. L’artista britannico è presentato come multiplatino, con oltre 10 miliardi di streaming globali, diventato celebre grazie a “Dancing On My Own” a Britain’s Got Talent e in seguito nominato ai Brit Awards. Per Moragas, salire su quel palco ha significato misurarsi con un pubblico ampio in una sera ad alta tensione emotiva, portando una canzone intima dentro uno spazio condiviso, dove ogni parola pesa di più.
Un’identità pop con venature R&B e soul
Gaetano Moragas è un cantante pop italiano classe ’98, milanese d’adozione, descritto come una voce calda con una presenza scenica magnetica. La sua cifra sonora intreccia pop contemporaneo con influenze R&B e soul, in uno stile dichiarato autentico che lo colloca tra le voci emergenti più originali della nuova scena italiana. Ha iniziato a esibirsi dal vivo in giovane età, investendo presto sulla formazione artistica: nel 2015 ha frequentato il CET di Mogol e si è esibito con Roberto Vecchioni in “Chiamami ancora amore”, passaggi che hanno contribuito a costruire il suo percorso in modo graduale e concreto.
Nel 2017 è arrivato il duetto con Laura Pausini in “Dove resto solo io” e nella versione spagnola “Donde quedo solo yo”, al Palafiera di Rimini. Da quell’esperienza è nata una collaborazione che lo ha portato a registrare i cori di “Nuevo”, brano pop-reggaeton incluso in Fatti sentire / Hazte Sentir, album multiplatino distribuito worldwide da Warner Music e vincitore di un Latin Grammy come Miglior Album Pop Latino. In seguito è stato finalista ad Area Sanremo 2020 e nel 2021 ha vinto il concorso nazionale CampusBand con l’inedito “Sullo sfondo”, premiato da Mario Lavezzi e Franco Mussida (PFM). Nel 2023 ha scritto e interpretato “Storie fragili”, un brano dalle liriche intime e produzione moderna che lo ha portato tra i vincitori del contest Back to Talent di J-Ax (Articolo 31), oltre a essere selezionato tra i vincitori del Festival Musica Bella, dedicato a Gianni Bella. Ora, con “La Mia Macchina Del Tempo”, torna a mettere al centro la parte più esposta di sé: quella che non nasconde la perdita e trasforma l’assenza in voce.
