A Perugia, l’11 dicembre 2025, il mondo delle olive da tavola si è preso la scena con la proclamazione dei migliori produttori italiani. Un appuntamento che premia la qualità, ma soprattutto racconta un comparto in fermento, tra tradizioni locali e nuove ambizioni sui mercati.
Una cerimonia che mette al centro imprese e competenze
Nella sede della Camera di Commercio dell’Umbria si è tenuta la proclamazione dei vincitori della quinta edizione del concorso nazionale Ercole Olivario – Sezione Olive da Tavola. L’iniziativa nasce per dare valore a un settore spesso raccontato meno dell’olio, sostenendo le aziende nel rendere più razionali le tecniche produttive orientate all’innalzamento qualitativo. Al cuore del progetto restano la tipicità, intesa come espressione delle diverse tradizioni olivicole dei territori, e la figura dell’assaggiatore italiano, chiamato a valutare e a comunicare con precisione la qualità.
Durante l’edizione 2025 è stata evidenziata una novità: la programmazione di incontri formativi dedicati a capi panel e assaggiatori, con l’obiettivo di uniformare e ottimizzare i criteri di valutazione delle caratteristiche organolettiche, in un contesto in cui manca una specifica normativa nazionale. È un passaggio che pesa, perché quando le regole non sono scritte, la competenza e la coerenza diventano l’unico linguaggio comune possibile. A moderare l’evento è stato Federico Sisti, Segretario Generale della Camera di Commercio dell’Umbria.
Le parole di Mencaroni e la rotta indicata al settore
A rivelare i nomi dei vincitori è stato Giorgio Mencaroni, Presidente della Camera di Commercio dell’Umbria e del Comitato di coordinamento di Ercole Olivario. Nel suo intervento ha richiamato le opportunità di sviluppo e di diversificazione produttiva per molte imprese olivicole, citando dati ufficiali elaborati da Consiglio Oleicolo Internazionale (COI), Ismea e MASAF, che descrivono un comparto dinamico: negli ultimi trent’anni il consumo globale è cresciuto, e l’Italia mostra potenzialità significative. Mencaroni ha sottolineato che, con consumi interni elevati ancora non coperti dalla produzione nazionale e un export in crescita, andrebbe incentivata la piantumazione di oliveti destinati a specifiche cultivar da mensa.
Il Presidente ha chiarito anche la filosofia del concorso: non solo premiare, ma individuare margini di miglioramento. In questa direzione è stata sviluppata una scheda di valutazione capace di attribuire punteggi alle caratteristiche dei prodotti; inoltre, con Agenzia ICE sono state elaborate azioni di promozione commerciale sui mercati esteri, senza trascurare quello nazionale, attraverso degustazioni guidate in numerose fiere che, come annunciato, saranno ulteriormente potenziate. Tra gli obiettivi indicati dal Comitato di Coordinamento figurano anche pratiche sostenibili, eventi formativi per produttori, dialogo tra ricerca e impresa e il coinvolgimento di ristoratori e consumatori.
I numeri raccontati dal Ministero e la platea degli interventi
Nel corso della cerimonia è intervenuto Sebastiano Forestale, in rappresentanza del Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, portando dati su produzione e scambi. I consumi mondiali di olive da tavola, ha affermato, si attestano a 3 milioni di tonnellate, con un incremento del 218% rispetto agli inizi degli anni Novanta. I maggiori consumi si registrano negli stessi Paesi di produzione, come Grecia, Marocco e Turchia, ma anche in mercati come USA, Canada e Brasile. Nel quadro europeo l’Italia è il terzo produttore UE dopo Spagna e Grecia.
Forestale ha aggiunto che, su scala globale, l’Italia occupa l’ottavo posto, con il 10% della produzione dell’UE e il 3% di quella mondiale. Hanno preso la parola anche Elia Del Pizzo di UNAPROL – Consorzio Olivicolo Italiano, soffermandosi sul trend dei consumi e sulle prospettive del comparto; Michela Petti di ICE; Denise Muraro e Beatrice Paglialunga di SOL Expo di Verona. È intervenuta inoltre Barbara Lanza, Capo Panel del Comitato di assaggio per le olive da tavola del CREA di Pescara e Capo Panel del concorso, concentrandosi sull’andamento degli assaggi e sul lavoro della giuria nazionale.
Le categorie in gara e le migliori produzioni selezionate
Per la categoria olive al naturale, fermentate senza aggiunta di condimenti, il primo posto è andato a Oscar Società Coop Agricola di Latina, nel Lazio, con l’oliva di Gaeta DOP. Il secondo posto, a pari merito, è stato assegnato a Terracuza Azienda Agricola di Giacomo Nieddu di Bolotana, in Sardegna, con le Tonda di Cagliari biologiche, e a Unione Agricoltori Itrani Società Cooperativa di Itri, nel Lazio, con le Itrana nere. Terza classificata Fratelli Pinna di Ittiri, in Sardegna, con le olive Bosana.
Nella categoria olive conciate, lavorate con metodo Sivigliano o Castelvetrano, ha conquistato il primo posto la Società Agricola Pisciotta di Campobello di Mazara, in Sicilia, con le Nocellara del Belice lavorate secondo il metodo Castelvetrano; seconda Terramia Società Cooperativa di Castelvetrano, ancora in Sicilia, con la stessa cultivar e lavorazione. Per le olive condite, con aggiunta di olio, spezie o aromi naturali o vegetali, primo posto a Azienda Agricola Salella del Salento di Salerno, in Campania, con la Salella ammaccata del Cilento; seconda Società Agricola Cataldo Antonio srl di Siderno, in Calabria, con Carolea verdi schiacciate e denocciolate; terza OILIVIS di Carpino, in Puglia, con le olive Leccino.
Patè, menzione biologica e qualità in assaggio
Per la categoria Patè di olive, che prevede un minimo del 75% di olive italiane di propria produzione, il primo posto è stato assegnato a pari merito: Terracuza Azienda Agricola di Giacomo Nieddu di Bolotana, in Sardegna, con una crema di olive piccanti, e Terramia Società Cooperativa di Castelvetrano, in Sicilia, con un patè di olive verdi. Il secondo posto è andato a COPAR Società Cooperativa di Dolianova, nel Sud Est Sardegna, con la crema di olive di Sardegna a base di Tonda di Cagliari. Nel corso dell’evento è stata assegnata anche la Menzione di merito Impresa Biologica all’Azienda agricola Salella della Campania.
Nel suo intervento, Barbara Lanza ha richiamato l’attenzione sul percorso di valutazione e sull’impegno della giuria nazionale, evidenziando un dato che restituisce il livello della competizione: tutti i campioni di olive fermentate al naturale in concorso hanno superato i 78/100. È un risultato che non parla solo di classifiche, ma di un lavoro quotidiano, spesso silenzioso, che dalla cura in campo arriva fino alla capacità di presentare un prodotto pulito, riconoscibile, convincente. Un segnale che rafforza l’idea di un settore pronto a misurarsi con standard sempre più esigenti.
Il 2026 tra promozione e nuova premiazione a Perugia
Il progetto, è stato ricordato, non si chiude con la proclamazione. Nei prossimi mesi i vincitori saranno protagonisti di iniziative promozionali rivolte sia al pubblico italiano sia a quello internazionale. Tra gli appuntamenti indicati figurano Evolio Expo, Fiera dell’Olio Evo del Mediterraneo in programma a Bari dal 29 al 31 gennaio 2026, e SOL2EXPO – The Olive & Oil Trade Show di Verona, dall’1 al 3 marzo 2026, evento dedicato al mondo dell’extravergine che, nelle intenzioni, sarà anche un’agorà per le olive da tavola. La promozione, qui, diventa un modo per far incontrare storie e palati, non soltanto prodotti.
La premiazione dei produttori vincitori della quinta edizione è prevista a Perugia nel mese di aprile 2026, in concomitanza con la cerimonia della XXXIV edizione del Concorso nazionale Ercole Olivario 2026. L’iniziativa “Olive da Tavola” è organizzata da Unione Italiana delle Camere di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura in collaborazione con la Camera di Commercio dell’Umbria, con il sostegno di ICE, del MASAF e del Ministero delle imprese e del Made in Italy, e con il supporto del sistema camerale nazionale, del CREA e delle associazioni dei produttori olivicoli e delle istituzioni impegnate nella valorizzazione dell’olio di qualità italiano.
