Un incidente all’alba sulla Statale 106 Jonica, una famiglia sospesa a testa in giù e una domanda ossessiva su perché si sia ancora vivi: da qui nasce “Niente Conta”, il singolo di ELLEN che trasforma un urto devastante in un racconto musicale intimo e lucido su ciò che davvero rimane.
Una strada e un’alba spezzata
Nella luglio del 2023 la Statale 106 Jonica, spesso indicata come una delle strade più problematiche del Sud per l’alto numero di incidenti, ha incrociato il destino di ELLEN, all’anagrafe Eleonora Marazzita. All’alba, mentre stava rientrando a casa insieme ai genitori e al fratello, un’auto è piombata alle loro spalle a una velocità quasi irreale, attorno ai 200 chilometri orari, tentando un sorpasso azzardato. L’urto, il ribaltamento, l’abitacolo capovolto, il silenzio improvviso: in quell’istante, con le cinture e gli airbag che hanno evitato il peggio, ogni componente della famiglia si è ritrovato vivo ma sospeso, incredulo, dentro una scena che sembrava cancellare il confine tra paura e miracolo.
Da quel momento nulla è apparso più uguale, anche se all’esterno non c’erano fratture visibili. La vera lesione è rimasta impressa nei secondi che precedono l’impatto, nel rumore metallico dell’auto che si ribalta, nel richiamo delle estati trascorse su quella stessa Statale 106, spesso definita la “strada della morte”. La consapevolezza che siano bastati pochi centimetri a decidere il futuro di un’intera famiglia ha scavato in profondità. ELLEN ha raccontato di sentirsi salva ma, al tempo stesso, interiormente spezzata, come se l’abitacolo rovesciato avesse lasciato incrinature silenziose nei legami e nel proprio modo di guardare al domani.
Dal trauma al bisogno di scrivere canzoni
La necessità di dare un ordine a quel caos ha portato alla nascita di “Niente Conta”, pubblicata per Piuma Dischi/The Orchard e disponibile su tutti i digital store. Dietro il nome d’arte ELLEN c’è Eleonora Marazzita, che dopo l’incidente si è seduta a scrivere per provare a rimettere insieme le parti fragili di sé e dei suoi cari. Questo brano, insieme ad altri composti in quel periodo, è diventato un tentativo di cucitura emotiva, una sorta di diario sonoro in cui la paura viene tradotta in parole e musica, per non restare imprigionata nella sola memoria dell’urto.
Per mesi dopo lo schianto, la frase che le tornava in mente era “niente conta”. In apparenza potrebbe sembrare un pensiero di resa, invece per ELLEN è diventata una chiave per ripulire lo sguardo. Dire a sé stessa che nulla ha peso le ha permesso di riconoscere che, in realtà, ogni singola cosa conta: il paradosso che salva. Nel suo racconto, quando si pronunciano quelle due parole, il superfluo cade e ciò che resta sono i gesti minimi del quotidiano, che acquistano un significato inedito. È un risveglio lento in cui il minimalismo diventa il bene più grande, un antidoto al rumore continuo delle distrazioni, perché la vita, ricorda la cantautrice, accade proprio in quei dettagli che ci tengono vivi.
Il cuore del messaggio
Dentro il brano, quell’affermazione che dà il titolo a “Niente Conta” non rappresenta quindi un abbandono, ma un filtro attraverso cui osservare il reale. Se si toglie tutto, se si spogliano le giornate di ciò che è accessorio, ciò che resta diventa la misura autentica di ciò che ha valore. La canzone invita a stringere il campo visivo sulle pieghe minuscole dell’esistenza, sulle attenzioni che spesso scorrono ai margini, lontano dalla retorica dei grandi proclami. È un invito a posare lo sguardo sulle piccole cose che restano in piedi quando le certezze apparenti crollano, per ritrovare lì l’ordine segreto delle priorità.
Il testo procede per frammenti visivi più che per dichiarazioni esplicite. Si rincorrono lo sguardo che cerca un appiglio, l’assenza che pesa, il moto circolare degli affetti che ritornano come onde. In questo intreccio di immagini, ELLEN riporta l’attenzione su un punto spesso cancellato dalla frenesia: la vita può cambiare direzione nei dettagli più minuscoli, lontano dai gesti eclatanti. In un tempo saturo di voci, contenuti e informazioni che sembrano imporre che cosa debba contare, il brano ricorda che basta un solo istante, come quello sulla Statale 106, per rimettere in ordine la gerarchia reale delle cose.
Una voce, una chitarra, una ferita condivisa
La voce di ELLEN, sottile ma carica di sfumature emotive, si innesta sulle corde della chitarra con una naturalezza quasi tattile. Entra nel tessuto sonoro, ne segue le vibrazioni, traccia una linea che sembra incidere il tempo e lo spazio attorno all’ascoltatore, aprendo scenari che restano nitidi anche quando l’ultimo accordo si spegne. Su questa architettura essenziale interviene il lavoro di Raffaele Scogna, che cura produzione, arrangiamenti e mix, mentre il master è affidato a Giovanni Versari. Ogni scelta sonora contribuisce a mantenere il racconto vicino, quasi a portata di mano, senza sovrastrutture che possano attenuare l’urgenza emotiva da cui tutto ha avuto origine.
“Niente Conta” riprende una vicenda privata ma la proietta oltre i confini di chi l’ha vissuta. Il brano diventa un promemoria collettivo di tutto ciò che resta in ombra sotto la routine, finché un evento improvviso non lo riporta in superficie e costringe ognuno a fare i conti con ciò che ha sempre dato per scontato. Quella mattina sulla Statale 106 Jonica non è solo il punto di partenza del racconto, è il momento in cui le priorità si ribaltano come l’auto coinvolta nell’incidente. Ascoltare questa canzone significa attraversare quel passaggio critico per interrogarsi, in silenzio, su che cosa si è disposti a custodire davvero.
