La seconda edizione della rassegna letteraria “Una Somma di Libri” raggiunge uno dei suoi momenti più sentiti con un appuntamento dedicato al presepe napoletano e alla sua memoria condivisa. Un incontro che intreccia libri, tradizione e identità, e che invita la comunità di Somma Vesuviana a fermarsi e ascoltare il racconto profondo delle proprie radici.
Un appuntamento che chiude la prima parte della rassegna
Sabato 13 dicembre, alle ore 17.00, la storica sala Santa Caterina di Piazza Vittorio Emanuele III, nel centro di Somma Vesuviana, accoglierà l’evento conclusivo della prima parte della seconda edizione di “Una Somma di Libri”. L’iniziativa, dedicata alla presentazione di un volume che esplora l’anima del presepe napoletano, è sostenuta dal patrocinio di Regione Campania, Comune di Somma Vesuviana, Festival Castello di Carta e Arci di Somma Vesuviana, e nasce da un progetto concepito e curato da Cartolibromania e Cultura a Colori, che ne hanno definito contenuti e direzione culturale.
Questa tappa segna il compimento di un primo percorso all’interno della rassegna, pensato per valorizzare il dialogo tra libri e territorio in un periodo dell’anno particolarmente carico di significati simbolici. La scelta di chiudere questa fase con un’opera dedicata al presepe napoletano non è casuale, ma risponde al desiderio di offrire al pubblico un momento di riflessione collettiva, capace di unire memoria, spiritualità e vissuto popolare attraverso una voce autoriale attenta e profondamente radicata in questi temi.
Il viaggio nel presepe napoletano raccontato da Eduardo Petrone
Protagonista dell’incontro sarà il volume “Suggestioni presepiali. Viaggio a Napoli nei luoghi del Presepe tra sacro e profano, ieri, oggi e domani…”, firmato da Eduardo Petrone e pubblicato da La Valle del Tempo nel 2023. Con le sue 184 pagine, il libro offre un’ampia esplorazione della tradizione del presepe napoletano, intrecciando storia, folklore e riflessione personale. L’opera si rivolge non soltanto agli appassionati di presepi, ma anche a chiunque desideri comprendere più a fondo la cultura, le usanze e l’identità di Napoli, osservate attraverso uno dei suoi simboli più riconoscibili e condivisi.
Nel suo percorso narrativo, Petrone costruisce un itinerario che tiene insieme racconti tramandati, memorie familiari e ricerca storica, trasformando il presepe in un vero e proprio spazio di significati. L’autore invita il lettore a considerare questa tradizione non come un semplice elemento decorativo natalizio, ma come un luogo ideale di pace e convivenza, capace di parlare a tempi e contesti diversi. Il presepe diventa così una rappresentazione viva, in cui sacro e profano si incontrano, e una figura universale di speranza che attraversa epoche e generazioni senza perdere la sua forza evocativa.
Figure, simboli e domande che animano il volume
“Suggestioni presepiali” nasce anche dall’esigenza di dare risposta a interrogativi spesso accennati ma raramente approfonditi. Nel libro trovano spazio figure come “Cicci-Bacco” o “il Casaro”, personaggi che popolano da sempre il presepe napoletano e che qui vengono interrogati nel loro significato più profondo. L’autore si sofferma sulle loro presenze, indagando che cosa rappresentino all’interno di una scena che, pur richiamando la Natività, è popolata da volti e mestieri legati alla vita quotidiana e alla memoria collettiva.
Accanto a questi personaggi, il volume si chiede perché nel presepe compaiano zampognari, osterie, macellerie, pastori e persino diavoli, e quali storie si nascondano dietro oggetti, gesti e ambientazioni che spesso vengono osservati senza essere davvero compresi. Ogni elemento della scena presepiale viene considerato come un tassello di un racconto più ampio, custode di significati antropologici, spirituali e sociali. In questo modo, il presepe napoletano emerge come un mosaico complesso, dove ogni dettaglio parla di paure, desideri, speranze e memorie condivise.
Le voci della rassegna e il valore della tradizione
Tra le anime organizzatrici dell’iniziativa c’è Imma Malva di Cartolibromania, che ha espresso una profonda soddisfazione per la scelta di presentare questo libro proprio a Somma Vesuviana. Nelle sue parole, l’opera di Petrone riesce a rendere merito alla complessità e alla bellezza di una tradizione che riesce a essere insieme sacra, popolare e aperta a tutti. Per lei, riscoprire il presepe attraverso queste pagine significa offrire a molti lettori la possibilità di guardare al Natale non soltanto come a una ricorrenza festiva, ma come a un momento di rinascita condivisa e di ritrovata comunità.
Anche Sonia Sodano, giornalista, co-organizzatrice dell’evento e direttrice di Cultura a Colori, sottolinea il valore simbolico di questo appuntamento all’interno della rassegna. A suo avviso, chiudere la prima parte di “Una Somma di Libri” con “Suggestioni presepiali” significa entrare in contatto con le radici più intime della cultura del territorio. Il libro, osserva, non è soltanto un saggio sul presepe, ma una meditazione su memoria, tradizione e speranza, capace di offrire spunti intensi per ripensare il Natale e la propria identità, aprendosi a uno sguardo nuovo e più consapevole.
Un incontro tra libro, lettura e comunità
La presentazione sarà condotta da Sonia Sodano, che modererà il confronto con l’autore Eduardo Petrone e con gli ospiti chiamati a dialogare con lui. Interverranno Imma Malva, in rappresentanza di Cartolibromania, la professoressa Pina Marino e don Nicola De Sena, Parroco Moderatore presso l’Unità Pastorale San Pietro, San Michele e San Giorgio di Somma Vesuviana. La presenza di queste voci, provenienti da ambiti diversi, offrirà prospettive molteplici sul significato del presepe e sulle risonanze che esso continua ad avere nella vita quotidiana delle persone e nella dimensione spirituale della comunità.
A rendere ancora più coinvolgente l’incontro contribuiranno le letture curate dalla compagnia teatrale Il Valigione 2.0, pensate per dare corpo e voce alle pagine del libro e per accompagnare il pubblico dentro le atmosfere descritte da Petrone. L’appuntamento sarà così occasione non solo per conoscere più a fondo l’opera, ma anche per riflettere insieme sul valore culturale del presepe napoletano, considerato non soltanto come espressione artigianale o semplice rito natalizio, ma come patrimonio immateriale di una memoria collettiva che continua a parlare al presente e a interrogare il futuro.
