Una sera di dicembre, la Cappella Sansevero apre le sue porte per un Concerto di Natale che intreccia musica, arte e un impegno concreto verso le famiglie di Gaza. Protagonista sarà Antonio Castrignanò con il progetto acustico Acoustic Sound, al centro di una serata pensata per unire emozione e responsabilità.
Musica, arte e un appuntamento da non perdere
Il Museo Cappella Sansevero rinnova anche nel 2025 il proprio tradizionale appuntamento natalizio, trasformando il concerto di fine anno in uno dei momenti culturali più attesi della città. Martedì 16 dicembre 2025, alle ore 20.00, il pubblico potrà varcare il portone di via Francesco De Sanctis 19/21 a Napoli per assistere a un evento dal vivo della durata di circa un’ora. Non si tratta soltanto di un semplice programma musicale, ma di un’occasione in cui la ricerca artistica incontra un forte senso di responsabilità civile, in un equilibrio pensato per parlare tanto al cuore quanto alla coscienza di chi partecipa.
Questo gioiello del barocco napoletano, che custodisce il celebre Cristo velato, offrirà la propria straordinaria cornice a un concerto costruito per dialogare con lo spazio. Entrare nella cappella significa immergersi in un ambiente in cui scultura, pittura e architettura parlano già da sole, prima ancora che risuoni una nota. La scelta di un set acustico amplifica questa sensazione di intimità, lasciando che ogni vibrazione della voce e degli strumenti si intrecci con i marmi, le luci soffuse e il silenzio raccolto del luogo, trasformando l’ascolto in un’esperienza profondamente immersiva.
Una serata tra concerto e convivialità
In apertura di serata prenderà forma Acoustic Sound, il concerto acustico ideato da Antonio Castrignanò per questo contesto così particolare. Il programma sarà costruito come un percorso in cui i brani dialogano tra loro, alternando momenti di grande energia ritmica a passaggi più intimi e rarefatti. L’attenzione al suono naturale della voce e degli strumenti inviterà il pubblico a un ascolto concentrato, quasi confidenziale, in cui ogni dettaglio timbrico diventa parte di un racconto condiviso tra artista e spettatori tutti.
Dopo il concerto, la serata proseguirà in un clima più conviviale con una cena a buffet alle ore 21.30 presso l’Atelier del Maestro Lello Esposito. Gli spazi, situati all’interno delle Scuderie di Palazzo Sansevero in Piazza San Domenico Maggiore, vengono messi a disposizione gratuitamente dall’artista, che anche quest’anno sceglie di sostenere in modo diretto le finalità benefiche dell’evento. Il passaggio dall’ascolto raccolto in cappella alla condivisione del cibo crea una sorta di seconda scena, dove la musica appena ascoltata continua idealmente a risuonare nelle conversazioni tra i partecipanti.
Il percorso artistico di Antonio Castrignanò
Musicista, compositore e autore, Antonio Castrignanò è tra le voci più autorevoli della musica popolare salentina e della world music contemporanea. Per ben diciassette edizioni è stato voce e tamburo de La Notte della Taranta, esperienza che lo ha portato a condividere il palco con artisti come Stewart Copeland, Mauro Pagani, Giuliano Sangiorgi e Ludovico Einaudi. La sua ricerca artistica intreccia in modo originale tradizione, ritualità e sperimentazione, trasformando il linguaggio della musica popolare in un codice capace di parlare a pubblici e culture differenti, senza perdere il legame con le radici da cui nasce.
Il suo percorso discografico e creativo ha incrociato più volte il cinema e la televisione internazionale: le sue musiche compaiono nella colonna sonora di Nuovomondo di Emanuele Crialese, premiato con il Leone d’Argento, e in contenuti realizzati per Pretend It’s a City di Martin Scorsese su Netflix. L’album più recente, Babilonia del 2022, ha ottenuto riconoscimenti di rilievo, tra cui il secondo posto come miglior album al mondo e il titolo di miglior album europeo nella World Music Chart Europe. Dallo stesso lavoro discografico nasce Core Meu, premiata come miglior canzone 2022 nella categoria World Music all’International Songwriting Competition.
Acoustic Sound e la scelta del museo per la musica popolare del sud
La scelta di invitare Antonio Castrignanò rientra in un percorso che il museo ha avviato già dallo scorso anno: utilizzare il Concerto di Natale come occasione per dare visibilità alla musica popolare del sud, mettendo al centro un patrimonio sonoro che richiama in modo potente le nostre radici. Con questo progetto, l’istituzione napoletana affianca alle proprie collezioni un racconto musicale che nasce da territori e comunità vive, portando dentro le sue sale una tradizione che continua a rinnovarsi e a trovare nuove forme espressive.
All’interno di questa cornice, Acoustic Sound si presenta come un vero e proprio viaggio emotivo che, partendo idealmente dal Salento, si apre a suggestioni capaci di parlare a chiunque, indipendentemente dalle latitudini. Ritmo, voce e parola diventano gli strumenti di una narrazione che attraversa storie, memorie e paesaggi interiori, fino ad abbracciare il mondo intero. Il linguaggio della musica popolare viene così proposto come codice universale, capace di tenere insieme la specificità di un territorio e l’orizzonte più ampio del pubblico internazionale che frequenta la Cappella Sansevero.
Biglietti e sostegno al progetto
Per prendere parte alla serata è necessario acquistare il biglietto, dal costo di 40 euro, con disponibilità limitata. I titoli d’ingresso sono in vendita esclusivamente online attraverso il sito ufficiale del museo, dettaglio che consente di gestire al meglio il flusso dei partecipanti in un luogo così raccolto. L’intero ricavato sarà destinato a Una Terra in Comune, progetto che il museo ha scelto di sostenere per il 2025, trasformando ogni posto a sedere in un contributo concreto a un’iniziativa di aiuto diretto rivolta a famiglie della Striscia di Gaza.
Una Terra in Comune nasce dal legame creatosi tra un gruppo italiano di docenti, ricercatori e personale universitario e alcune famiglie sfollate a Deir Al Balah, che hanno condiviso bisogni e speranze in un momento di estrema vulnerabilità. Oggi l’iniziativa garantisce un sostegno diretto a quindici nuclei familiari della Striscia di Gaza, per un totale di centoventi persone, di cui settanta bambini. I fondi raccolti vengono utilizzati per l’acquisto di farina e altri beni essenziali, per assicurare l’accesso all’istruzione a distanza e per inviare contributi destinati a prodotti igienici, medicine e vestiti.
Il ruolo de La Comune e di Vento di Terra
Alla base del progetto agiscono due realtà del terzo settore che operano in stretta sinergia. L’Associazione di Promozione Sociale La Comune ETS si occupa di raccogliere le donazioni, mentre l’ONG Vento di Terra ETS, presente a Gaza dal 2011, gestisce il trasferimento dei fondi alle famiglie beneficiarie. Le somme vengono inviate tramite il portafoglio elettronico PalPay, strumento che consente un sostegno rapido e tracciabile. La stessa Vento di Terra cura inoltre gli acquisti collettivi di beni di prima necessità, affidandosi a fornitori locali, così da garantire interventi mirati e il più possibile aderenti ai bisogni reali.
L’idea che guida Una Terra in Comune è quella di rafforzare nuclei di mutuo soccorso già presenti sul territorio. Nella Striscia di Gaza le famiglie rappresentano il tessuto principale della società civile e proprio per questo il progetto sceglie di collaborare direttamente con alcuni nuclei, affinché possano a loro volta sostenere altri parenti o vicini in difficoltà. Attraverso questo meccanismo, l’iniziativa ha raggiunto finora quindici famiglie e ha potuto estendere ad altre persone alcune azioni specifiche, come la distribuzione di pacchi alimentari, moltiplicando l’effetto delle risorse raccolte.
Oltre la sopravvivenza: il senso profondo della serata
L’obiettivo dichiarato di Una Terra in Comune è quello di costruire una rete capace di sostenere quante più persone possibile, spostando l’orizzonte oltre la mera sopravvivenza materiale. In un contesto segnato da fame e carestia, il progetto punta al rafforzamento e alla coesione del tessuto sociale, duramente provato ma ancora vitale. In questa prospettiva, il Concerto di Natale alla Cappella Sansevero assume un significato che va oltre l’esperienza estetica: ogni nota, ogni applauso, ogni biglietto acquistato diventa parte di un gesto collettivo che prova a restituire dignità e futuro a chi vive nell’emergenza.
Partecipare alla serata significa anche misurarsi con una domanda personale: che cosa possiamo fare, concretamente, di fronte a ciò che accade a pochi passi da noi e, allo stesso tempo, così lontano? La scelta di legare un luogo di straordinaria bellezza come la Cappella Sansevero a un’azione di sostegno diretto invita a ripensare il ruolo della cultura nelle nostre vite. In un’unica esperienza si incrociano ascolto, contemplazione e impegno, offrendo al pubblico l’occasione di trasformare un momento di festa in un atto consapevole di vicinanza verso chi vive in condizioni estreme.
