Giovedì 6 dicembre 2025, a Roma, l’Associazione Italiana Coltivatori ha aperto le porte della sua nuova sede nazionale, trasformando un’inaugurazione in un momento di confronto sulle sfide decisive per l’agricoltura italiana: PAC, filiere cerealicole, pesca e traiettorie di cambiamento per imprese, territori e comunità rurali.
Una nuova casa per l’AIC e per i territori
La nuova sede della Direzione generale AIC e degli enti collegati è stata presentata al pubblico come un luogo pensato per rendere più incisiva l’azione a sostegno delle imprese agricole e delle aree rurali. Davanti a oltre duecento dirigenti territoriali, il presidente Giuseppino Santoianni ha spiegato che questo spazio nasce per dare continuità a un percorso che unisce competenze tecniche, responsabilità pubblica e capacità di elaborare proposte. Visibilmente emozionato e orgoglioso per la partecipazione, ha descritto la struttura come uno strumento concreto per accompagnare il settore in una fase segnata da grandi cambiamenti e decisioni delicate.
Nel corso del suo intervento, Santoianni ha insistito sul fatto che la nuova sede non rappresenta solo un passaggio organizzativo interno, ma un presidio a servizio delle comunità rurali e delle imprese associate. In questo luogo, ha sottolineato, dovranno incontrarsi esperienze diverse, esigenze produttive e istanze sociali, per trasformarsi in proposte operative e in azioni di tutela dei territori. La forte partecipazione delle autorità istituzionali e dei rappresentanti del mondo produttivo è stata letta dal presidente come un riconoscimento del ruolo che l’AIC intende giocare nelle prossime scelte che riguarderanno l’agricoltura e la pesca italiana.
La partecipazione delle istituzioni e del mondo produttivo
Il taglio del nastro ha visto la presenza del Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani, del Vice Segretario generale alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Marco Villani, del Sottosegretario all’Agricoltura Patrizio La Pietra, del Presidente della Commissione Industria e Agricoltura del Senato Luca De Carlo, del Presidente della Commissione Lavoro della Camera Walter Rizzetto e della Presidente della Commissione sulle condizioni di lavoro in Italia e sugli infortuni della Camera Chiara Gribaudo. La presenza congiunta di esponenti di governo e di Parlamento ha conferito all’evento il carattere di un appuntamento istituzionale di primo piano, in cui la nuova sede AIC è stata letta come un luogo di dialogo stabile tra rappresentanza agricola e decisori politici.
Accanto alle figure di governo, hanno preso parte all’inaugurazione numerosi parlamentari e rappresentanti di istituzioni territoriali e del mondo produttivo. Tra questi l’onorevole Alfonso Pecorario Scanio, presidente della Fondazione Univerde, l’onorevole Alessandro Colucci, l’onorevole Raffaele Nevi, il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, il presidente del Consiglio della Regione Lazio Antonio Aurigemma, l’assessore all’Agricoltura della Regione Calabria Gianluca Gallo, il presidente di ISMEA Livio Proietti, il direttore di AGEA Fabio Vitale e il presidente di Eurispes Gian Maria Fara. La loro presenza ha sottolineato il legame tra politiche nazionali, amministrazioni regionali, strumenti di sostegno al mercato agricolo e attività di analisi economica e sociale, componendo un quadro di interlocutori ampio e articolato intorno all’AIC.
Il messaggio europeo e la centralità degli agricoltori
A testimoniare la dimensione europea del confronto è arrivato un videomessaggio del Vice Presidente esecutivo per la Coesione e le riforme della Commissione europea, Raffaele Fitto. Rivolgendosi all’AIC, Fitto ha ricordato la lunga e preziosa storia dell’organizzazione e ha ribadito che l’agricoltura resterà un settore strategico per l’attuale Commissione. Ha spiegato che si è scelto di modificare in modo netto l’approccio, rovesciando la prospettiva e riportando gli agricoltori al centro dell’azione europea come alleati imprescindibili di fronte alle sfide che attendono l’Unione.
Nello stesso messaggio, Fitto ha richiamato due linee di intervento principali: da un lato l’approvazione di un pacchetto di semplificazione per rendere la PAC più flessibile e meno segnata da oneri burocratici per le imprese, dall’altro l’avvio di una strategia specifica dedicata alle nuove generazioni. Secondo il Vice Presidente, infatti, il futuro dell’agricoltura dipende dalla capacità di attrarre giovani, competenze e nuove energie, in modo da garantire continuità produttiva e innovazione in un settore esposto a trasformazioni rapide.
Le priorità della diplomazia economica italiana
Nel suo intervento, il Ministro Antonio Tajani ha rimarcato che per il Ministero degli Affari Esteri le organizzazioni come l’AIC, che rappresentano il mondo agricolo, sono interlocutori privilegiati. Ha ricordato che il dicastero è responsabile anche del commercio internazionale e che, in questo quadro, promuove non solo l’export dei prodotti, ma anche il saper fare del sistema imprenditoriale agricolo italiano. Tajani ha sottolineato come il confronto con le associazioni di categoria stia diventando sempre più decisivo per orientare l’azione all’estero e ha annunciato che, nella riforma del Ministero appena presentata, è prevista una Direzione Generale della Crescita dedicata a seguire le imprese attive oltre i confini nazionali.
Commentando l’apertura della nuova sede, il Ministro ha osservato che non si tratta soltanto di un edificio, ma di un segnale di vitalità e di impegno rinnovato verso il futuro dell’agricoltura. Ha assicurato che il Ministero manterrà un canale di ascolto costante con l’AIC, offrendo disponibilità a un dialogo concreto e continuativo sulle esigenze delle imprese agricole che guardano ai mercati internazionali. In questo quadro, la nuova struttura viene vista come uno snodo dove le istanze delle aziende possono trovare un accesso diretto alle politiche di promozione e sostegno all’export.
Associazionismo, pesca e politiche pubbliche
Il Sottosegretario all’Agricoltura Patrizio La Pietra ha richiamato con forza il ruolo delle associazioni come vera e propria infrastruttura sociale al servizio delle politiche pubbliche. Secondo La Pietra, realtà come l’AIC sono interlocutori essenziali per lo sviluppo del settore, perché consentono al Governo di raccogliere stimoli, mantenere un contatto diretto con la base e definire strategie per il futuro. Ha precisato che l’esecutivo guarda con particolare attenzione al mondo associativo proprio in quanto canale privilegiato attraverso cui far emergere criticità, bisogni e proposte delle imprese agricole e della pesca.
Entrando nel merito del comparto ittico, il Sottosegretario ha descritto la pesca come un settore che vive una crisi di natura strutturale e che, in passato, non ha ricevuto sufficiente attenzione. Ha evidenziato come oggi si attraversi una fase di forte criticità e ha chiesto di porre fine a tagli indiscriminati delle giornate di pesca, adottati senza il supporto di basi scientifiche certe. La Pietra ha ricordato che i pescatori sono custodi del mare e rappresentano identità e comunità costiere, e ha spiegato che il lavoro svolto in Europa è reso possibile anche grazie al contributo delle associazioni di categoria. Senza un confronto preliminare chiaro, ha osservato, diventa impossibile prevedere risposte davvero adeguate alle esigenze del comparto.
La PAC e l’allarme sulle filiere cerealicole
Nel corso dell’iniziativa, il presidente Santoianni ha riportato l’attenzione sulle prospettive della PAC e sulle difficoltà che stanno attraversando le filiere cerealicole. Ha avvertito che, se la revisione della politica agricola comune dovesse assumere un orientamento penalizzante per le imprese, il rischio concreto sarebbe la scomparsa di numerose aziende. Ha ricordato come già oggi si registrino segnali preoccupanti, con produttori, in particolare in Molise, che valutano l’ipotesi di non procedere alle semine perché costretti a sostenere costi elevati, competendo con grano importato a prezzi estremamente bassi.
Santoianni ha posto una scelta netta: decidere se puntare sulla qualità e sulla sicurezza alimentare oppure accettare l’ingresso di prodotti di provenienza incerta. Ha affermato che è necessario preservare la produzione nazionale ed evitare che il mercato venga riempito da arrivi massicci privi di controlli adeguati. Secondo il presidente AIC, trascurare la tutela delle filiere significa di fatto rinunciare alla tutela dei cittadini, perché ogni anello della catena produttiva incide direttamente sulla sicurezza e sulla qualità di ciò che arriva sulle tavole. Da qui la richiesta di politiche che sostengano realmente chi produce nel rispetto di regole rigorose.
Imprese agricole, piccola pesca e transizioni del settore
In chiusura, il presidente Santoianni ha riepilogato le sfide che le imprese agricole e quelle della piccola pesca si trovano ad affrontare quotidianamente: volatilità dei prezzi, difficoltà di accesso al credito, carichi burocratici pesanti, concorrenza sleale e impatti dei cambiamenti climatici. Ha spiegato che l’AIC intende contribuire alla costruzione di risposte tangibili che mettano davvero al centro le persone e i territori, con l’obiettivo di accompagnare le transizioni in corso senza lasciare indietro nessuno. La sua ambizione, ha precisato, è portare ai tavoli istituzionali una visione del settore che valorizzi il lavoro dignitoso, la qualità delle produzioni, la sostenibilità ambientale e la centralità delle filiere locali, considerati elementi decisivi per il futuro delle comunità rurali e costiere.
Un finale all’insegna delle eccellenze agroalimentari
L’inaugurazione si è conclusa con un momento conviviale, che ha trasformato il confronto istituzionale in un’occasione di incontro tra persone, territori e sapori. Gli chef Enzo e Laura Barbieri hanno curato speciali degustazioni realizzate con prodotti che rappresentano alcune tra le eccellenze agroalimentari degli associati AIC. Attraverso quei piatti, il racconto delle filiere e delle imprese è diventato esperienza concreta, offrendo ai presenti la possibilità di toccare con mano il valore di ciò che l’organizzazione si impegna ogni giorno a difendere e promuovere.
