Il 15 dicembre 2025 Roma accoglie una serata interamente dedicata a Johann Sebastian Bach, con il recital del pianista Konstantin Lifschitz al Salone dei Piceni. Un appuntamento che intreccia musica, pensiero e dialogo con il pubblico, all’interno della Stagione Concertistica di Sincronía Musica Arte Bellezza.
La serata di Sincronía nel cuore di Roma
Alle ore 20.15, nella cornice raccolta del Salone dei Piceni in Piazza di San Salvatore in Lauro 15, prenderà vita il quarto concerto della Stagione 2025/2026 di Sincronía, promossa da Sincronía Musica Arte Bellezza. Il protagonista sarà il pianista Konstantin Lifschitz, interprete considerato tra i più autorevoli nel repertorio bachiano. Il recital nasce come un’esperienza d’ascolto compatta e meditata, interamente dedicata al mondo di Bach, pensata per avvolgere lo spettatore in un percorso musicale senza interruzioni, dall’inizio alla fine del programma.
Questo appuntamento romano non è soltanto un concerto, ma una proposta culturale che unisce esecuzione dal vivo e partecipazione collettiva. Sincronía affianca infatti alla serata una campagna social identificata dall’hashtag #BachwanderungLifschitz, invitando il pubblico a condividere impressioni, pensieri e immagini legate all’esperienza in sala. In questo modo l’ascolto, nato all’interno del Salone dei Piceni il 15 dicembre, si prolunga idealmente oltre le pareti del luogo fisico, trasformandosi in un dialogo diffuso che continua anche dopo l’ultima nota.
Un programma interamente bachiano con l’eco di Brahms
Il recital si apre con una pagina che è già di per sé un universo: la trascrizione di Johannes Brahms della Ciaccona dalla Partita n. 2 in Re minore per violino solo, pensata per la sola mano sinistra. Lifschitz affronterà questa rilettura pianistica di una delle composizioni più celebri di Bach, in cui la densità emotiva dell’originale per violino viene trasferita sulla tastiera, concentrando l’attenzione su una sola mano. L’inizio del concerto assume così il carattere di una sfida interiore, un’introduzione intensa che predispone l’ascoltatore a un ascolto profondo e concentrato.
Dopo questa prima poderosa architettura sonora, il programma prosegue con la Fantasia cromatica in Re minore BWV 903, brano in cui la libertà del discorso musicale si intreccia con una costruzione rigorosa. Segue l’Aria variata (alla maniera italiana) in La minore BWV 989, che offre una serie di variazioni dal gusto elegante e teatrale. Completa la prima parte del percorso il Concerto secondo il gusto italiano BWV 971 in Fa maggiore, articolato nei tre movimenti Allegro, Andante e Presto, in cui l’idea del concerto solistico viene ripensata per il pianoforte, con un equilibrio sottile tra virtuosismo e cantabilità.
La Partita n. 4 come approdo del percorso sonoro
Nella seconda parte della serata, il viaggio nell’universo bachiano trova il suo compimento con la Partita n. 4 in Re maggiore BWV 828. Quest’opera, che chiude il programma, è articolata in sette movimenti: Ouvertüre, Allemande, Courante, Aria, Sarabande, Menuet e Gigue. Ognuna di queste sezioni propone un diverso carattere espressivo, dalle danze più solenni ai passaggi più intimi e raccolti. Lifschitz è chiamato a dare voce a una tavolozza di colori molto ampia, in cui ritmo, fraseggio e articolazione diventano strumenti per restituire la varietà dei mondi interiori evocati da Bach.
La scelta di concludere il recital con questa Partita delinea un itinerario preciso, che accompagna chi ascolta da una dimensione più drammatica e introspettiva a un esito di luminosità e movimento. Le sezioni danzanti della Partita n. 4, con la loro eleganza formale, offrono un contrappunto ideale alle pagine proposte nella prima parte del concerto. L’insieme del programma costruisce così una narrazione musicale coesa, in cui ogni brano occupa un posto ben definito e guida l’attenzione verso un finale di grande respiro.
Parole e musica: il “Libro delle Ore” dopo il concerto
Al termine dell’esecuzione, la serata non si chiuderà con l’ultima nota del pianoforte. È previsto infatti un momento di approfondimento dedicato alla presentazione del volume scritto da Konstantin Lifschitz, intitolato “Libro delle Ore, dei Giorni e delle Stagioni con Bach”. Il pianista incontrerà il pubblico insieme a Valerij Voskobojnikov, che ha curato la traduzione del testo dal russo all’italiano. Questo spazio di dialogo offre l’opportunità di entrare nella dimensione più intima del rapporto tra l’artista e Bach, ascoltando dalla sua voce come lo studio, l’interpretazione e la vita quotidiana si intreccino nel segno della musica.
La conversazione prevista dopo il recital amplia il senso dell’iniziativa, trasformandola in un’esperienza che non si esaurisce nell’ascolto passivo. Lettori e ascoltatori potranno confrontarsi direttamente con l’autore del libro, ponendo domande, condividendo impressioni e lasciandosi guidare in un percorso di riflessione sul tempo, sulle stagioni dell’esistenza e sul ruolo che la musica di Bach può avere nella memoria personale di ognuno. In questo intreccio tra parole ed esecuzione, l’incontro assume una dimensione quasi confidenziale, in cui il pubblico diventa parte attiva del racconto.
Il percorso artistico di Konstantin Lifschitz
Nato nel 1976 a Kharkov, in Ucraina, Konstantin Lifschitz ha iniziato il proprio cammino musicale alla Scuola Speciale di Musica Gnessin di Mosca, sotto la guida di Tatiana Zelikman. Negli anni Novanta si è imposto all’attenzione internazionale con i primi recital in importanti centri europei e con collaborazioni con formazioni quali i Moscow Virtuosi e la St. Petersburg Symphony Orchestra. Fin dagli esordi, il suo nome è stato associato a interpretazioni di grande rigore e intensità, capaci di esaltare la complessità del repertorio barocco e classico.
Il riconoscimento della critica non si è fatto attendere: nel 1995 Lifschitz ha ricevuto il premio ECHO Klassik, seguito nel 1996 da una nomination ai Grammy Awards per l’incisione delle Goldberg Variations di Bach. Nel corso della carriera ha suonato con orchestre come la New York Philharmonic, la Chicago Symphony Orchestra, la London Symphony Orchestra e la St. Petersburg Philharmonic Orchestra, lavorando con direttori quali Mstislav Rostropovich, Sir Neville Marriner, Bernard Haitink e Fabio Luisi. La sua discografia supera la trentina di titoli e comprende, tra le altre pubblicazioni, un cofanetto con le 32 Sonate di Beethoven registrate dal vivo e pubblicate nel 2020. Dal 2008 è professore all’Università delle Arti Applicate di Lucerna ed è membro della Royal Academy of Music di Londra, portando la propria esperienza anche nell’ambito della formazione delle nuove generazioni di musicisti.
Il sostegno alla Stagione Sincronía e le informazioni per il pubblico
La realizzazione di questo recital è resa possibile dal lavoro di Sincronía Musica Arte Bellezza e dal sostegno di realtà che credono nella diffusione della musica dal vivo. L’organizzazione ringrazia in particolare il Pio Sodalizio dei Piceni per la concessione del Salone dei Piceni, sede del concerto, e il Maestro Simonpietro Cussino per il supporto offerto all’iniziativa. All’interno della Stagione Concertistica di Sincronía 2025/2026, questo appuntamento rappresenta il quarto tassello di un progetto che mira a portare a Roma interpreti di alto profilo e programmi curati nel dettaglio.
Per informazioni e prenotazioni sono a disposizione i numeri 3520376022 e 3421994165, oltre all’indirizzo email info@sincroniamusica.it e al sito ufficiale www.sincroniamusica.it, tramite i quali la Fondazione Sincronía prosegue la propria attività di promozione della musica e delle arti performative sul territorio. I biglietti e i dettagli organizzativi del recital di Konstantin Lifschitz, inserito nella stagione 2025/2026, sono disponibili anche attraverso la piattaforma Eventbrite, offrendo così al pubblico diverse modalità di accesso a una serata pensata per un ascolto attento, consapevole e profondamente coinvolgente.
