Una giornata di festa, solidarietà e inclusione l’8 dicembre ha riunito istituzioni, mondo dello sport e realtà sociali attorno ai bambini ucraini ospitati presso il Centro di Accoglienza Cascina Torta, gestito dalla Cooperativa sociale L’Angolo, dove vivono attualmente 248 rifugiati, offrendo alle famiglie un raro momento di serenità pur nel permanere del conflitto nei loro Paesi di origine.
Un centro di accoglienza che diventa simbolo di vicinanza
Al termine dell’iniziativa, la forte adesione registrata ha messo in luce quanto il Centro di Accoglienza Cascina Torta rappresenti un luogo centrale per i nuclei familiari giunti dall’Ucraina. La struttura, guidata dalla Cooperativa sociale L’Angolo, ospita attualmente 248 rifugiati e ha fatto da cornice a una giornata pensata espressamente per i bambini, che sono stati posti al centro di ogni momento di incontro, di ascolto e di condivisione, rafforzando il legame tra il territorio e chi ha dovuto ricostruire altrove la propria quotidianità.
In questo contesto, la giornata di festa e solidarietà ha cercato di coniugare momenti di leggerezza con la consapevolezza delle ferite che la guerra continua a provocare. Le famiglie ospitate a Cascina Torta hanno potuto vivere un tempo di prossimità e di sostegno reciproco, sperimentando una forma di normalità pur nella consapevolezza del conflitto ancora in corso, in un clima che ha unito inclusione, attenzione ai più piccoli e riconoscimento della loro vulnerabilità, senza nascondere le preoccupazioni che accompagnano il loro presente e il loro domani.
Le istituzioni e lo sport al fianco dei rifugiati
Alla regia dell’iniziativa vi è stata la giornalista e attivista Claudia Conte, che ha promosso l’evento con il Patrocinio dell’Ambasciata d’Ucraina in Italia e con il sostegno della FIGC (Federazione Italiana Giuoco Calcio) e della Polizia di Stato. Questa alleanza tra rappresentanze diplomatiche, mondo sportivo e forze dell’ordine ha reso possibile un incontro capace di coniugare partecipazione popolare, attenzione istituzionale e un concreto segnale di vicinanza rivolto ai bambini e alle loro famiglie, grazie a un lavoro comune pensato per offrire ascolto, sicurezza e una presenza riconoscibile accanto ai rifugiati.
La FIGC ha contribuito con una presenza attiva, distribuendo gadget, kit sportivi e doni preparati per offrire ai più piccoli un’occasione di gioco sereno. La passione per il calcio è stata così trasformata in un veicolo di inclusione, permettendo ai bambini di sentirsi parte di una comunità accogliente. Parallelamente, la Polizia di Stato ha consegnato a ciascun bambino “Il Mio Diario”, quaderno didattico interattivo dedicato a legalità, sicurezza e creatività, divenuto un segno tangibile di cura e di protezione istituzionale.
La scelta di un supporto educativo come “Il Mio Diario” ha rappresentato un gesto dal forte contenuto simbolico, capace di trasmettere un senso di rassicurazione e di continuità nella crescita dei ragazzi. Attraverso strumenti semplici ma mirati, le istituzioni hanno voluto comunicare che i bambini accolti a Cascina Torta non sono dimenticati, bensì accompagnati in un percorso che guarda alla loro formazione, alla loro sicurezza e al riconoscimento della loro dignità, offrendo loro uno strumento concreto con cui interiorizzare valori condivisi e riferimenti stabili.
Le parole di chi guida questo percorso
Nel suo intervento, il Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio ha voluto rimarcare con decisione il significato profondo di questa esperienza collettiva. Ha ricordato come il Piemonte si riconosca in una tradizione di accoglienza e di solidarietà e come ospitare le famiglie ucraine significhi offrire protezione e normalità. Ha sottolineato che la costruzione della pace inizia dai più piccoli e assume un valore ancora più rilevante quando coinvolge istituzioni fondamentali, mondo dello sport, volontariato e cultura, indicando queste iniziative come strumenti indispensabili per dare sostanza agli impegni assunti a livello pubblico.
Nel ringraziare tutti i partner che hanno consentito la realizzazione dell’evento, Alberto Cirio ha evidenziato come la collaborazione tra soggetti diversi renda credibile e incisivo l’impegno sul campo. La presenza congiunta di istituzioni, realtà associative e operatori della cultura ha dimostrato, a suo avviso, che la solidarietà non si esaurisce in un gesto simbolico, ma può trasformarsi in un’azione coordinata, capace di restituire fiducia alle famiglie che hanno lasciato il proprio Paese a causa della guerra e di far percepire loro la continuità dell’attenzione ricevuta.
Anche la promotrice dell’iniziativa, Claudia Conte, ha richiamato il significato dell’8 dicembre come giornata di solidarietà concreta, intesa come rifiuto di voltarsi dall’altra parte di fronte alla sofferenza dei bambini e delle loro famiglie. Ha sottolineato l’importanza di trasformare la vicinanza in gesti di umanità e ha espresso gratitudine all’Ambasciata d’Ucraina in Italia, alla FIGC e alla Polizia di Stato per il loro contributo a un evento capace di parlare direttamente al cuore delle persone, offrendo un segnale chiaro di responsabilità condivisa e di impegno collettivo.
La Presidente della Cooperativa sociale L’Angolo, Mirella Margarino, ha definito l’evento un abbraccio collettivo indirizzato in modo particolare ai bambini ucraini accolti nel centro. Ha spiegato che, all’interno di Cascina Torta, l’accoglienza si traduce quotidianamente in ascolto, in relazioni costruite nel tempo e in un’attenzione rivolta al futuro dei più giovani, sottolineando che il messaggio trasmesso nella giornata dell’8 dicembre è stato quello di una vicinanza concreta e continuativa, pensata per accompagnare passo dopo passo il cammino delle famiglie ospitate.
L’energia di musica, teatro e sapori condivisi
Accanto al contributo delle istituzioni, un ruolo centrale è stato svolto dalla dimensione artistica e laboratoriale. Il cantautore Massimo Di Cataldo, insignito del titolo di “Ambasciatore del Sorriso nel Mondo” con la consegna del Gogòl, è salito sul palco proponendo alcuni dei suoi brani più conosciuti e guidando i bambini in un laboratorio musicale. Attraverso la musica, ha favorito momenti di condivisione che hanno permesso ai piccoli di esprimersi in un clima di partecipazione, di ascolto reciproco e di spontanea apertura verso gli altri.
Alla dimensione musicale si sono affiancate narrazione e creatività. L’attore Daniel McVicar ha intrattenuto i bambini con fiabe e racconti, creando uno spazio di fantasia e di meraviglia, mentre l’attrice Angela Melillo ha proseguito questo percorso tra immaginazione ed emozioni. A completare il quadro, Molino Signetti e la famiglia Zafirov della Pizzeria Zaffiro hanno curato un laboratorio dedicato al gusto, guidando bambini e famiglie nella preparazione dell’impasto e valorizzando, attraverso la pizza, un’eccellenza riconosciuta della tradizione italiana, condivisa e partecipata da tutti i presenti.
La combinazione di musica, racconti e attività culinarie ha contribuito a restituire un sorriso ai piccoli ospiti del centro, offrendo loro esperienze diverse ma complementari. L’attenzione agli aspetti ludici e creativi ha rappresentato un elemento decisivo della giornata, perché ha permesso ai bambini di accantonare per qualche ora il peso delle difficoltà vissute e di ritrovare, attraverso il gioco e la fantasia, uno spazio di leggerezza condivisa con le proprie famiglie, riconoscendosi parte di una comunità aperta, solidale e inclusiva.
Volti dell’impegno civile e progetti in cammino
Tra i protagonisti della giornata figuravano anche esponenti del mondo sportivo, accademico e della comunità ucraina. Era presente Luca Massaccesi, Medaglia Olimpica e Presidente dell’Osservatorio Nazionale Bullismo e Disagio Giovanile, la cui partecipazione ha richiamato il legame tra sport e responsabilità educativa. Insieme a lui hanno preso parte all’iniziativa il Prof. Cesare San Mauro e Makovska Olga, rappresentante della Comunità Ucraina a Torino, testimoniando una pluralità di sguardi impegnati a sostegno dei rifugiati e della loro integrazione nel tessuto sociale che li ospita.
Un contributo significativo è giunto inoltre dai partner che hanno sostenuto il progetto. Tra questi l’Avv. Maurizio Bortolotto, fondatore dello Studio Gebbia Bortolotto Penalisti Associati, Gianfranco Santero di Santero 958, Stephan Nicolussi, Presidente di Domus Europa, e Pompeo Torchia, Presidente dell’Associazione Sud del Mondo ETS. Quest’ultimo promuoverà il 16 dicembre, presso la Camera dei deputati, il convegno intitolato “Pacificazione e ricostruzione per l’Ucraina”, con particolare attenzione rivolta ai bambini mutilati, ponendo al centro del dibattito le conseguenze più dolorose del conflitto.
La presenza di figure provenienti da ambiti diversi ha conferito all’iniziativa una prospettiva ampia, che collega l’attenzione immediata ai bambini di Cascina Torta a progetti più estesi di pacificazione e ricostruzione. L’attenzione specifica ai minori colpiti dal conflitto, richiamata dal convegno in programma, ha posto l’accento sulla necessità di interventi di lungo periodo, che affianchino al sostegno quotidiano una riflessione condivisa sul futuro dell’Ucraina e delle giovani generazioni, tenendo insieme dimensione umanitaria, sociale, educativa e culturale, in un orizzonte di responsabilità comune.
Una comunità che sceglie la pace ogni giorno
La giornata dell’8 dicembre ha mostrato in modo concreto come la collaborazione tra comunità locale, istituzioni, sport e cultura possa tradursi in un segno tangibile di pace, affetto e speranza. L’esperienza vissuta a Cascina Torta testimonia una volontà comune di costruire ponti, offrendo ai bambini ucraini non solo sostegno materiale, ma anche gesti capaci di restituire fiducia e di alimentare l’idea di un futuro diverso, fondato sulla possibilità di relazioni nuove, di opportunità condivise, di dialogo continuo e di responsabilità reciproca.
In questo intreccio di presenze, competenze e sensibilità si delinea l’immagine di un’Italia che sceglie di accogliere e di sostenere chi è stato costretto a lasciare la propria casa. L’abbraccio rivolto ai bambini ucraini nell’occasione dell’8 dicembre rappresenta un impegno che guarda ai più piccoli come custodi del domani e invita a proseguire, con coerenza, il lavoro comune per un futuro fondato sul dialogo e sulla convivenza pacifica, evitando ogni indifferenza di fronte alle ferite ancora aperte del conflitto e alle sue conseguenze.
