Nel cuore di Grottaglie, la tradizione del presepe trova una veste sorprendentemente attuale. Nelle sale antiche del Castello Episcopio, artigianato, sperimentazione e sguardo sul presente si intrecciano, invitando il pubblico a vivere le festività come un momento di ascolto, relazione e confronto profondo con il senso stesso della Natività.
Un presepe che parla al presente
Al Castello Episcopio prende forma la 46ª Mostra del Presepe, La Sacra Famiglia, un’edizione che mette al centro la capacità del presepe di interrogare il nostro tempo. L’esposizione, aperta al pubblico fino al 6 gennaio, propone un percorso in cui la scena della Natività diventa chiave di lettura delle fragilità, delle speranze e dei legami che segnano la vita contemporanea. Ogni ambientazione, ogni volto, ogni materiale scelto dai partecipanti sembra chiedere al visitatore di fermarsi, osservare, riconoscersi, trasformando una consuetudine natalizia in un’esperienza di consapevolezza collettiva.
Nelle sale si susseguono oltre cinquanta opere arrivate da tutta Italia, esito di ricerche formali e narrative molto diverse tra loro, ma accomunate da una forte tensione verso l’oggi. Accanto alle creazioni di artisti affermati, una sezione è interamente dedicata ai Licei Artistici, con la partecipazione di istituti del Veneto, della Campania e della Puglia. Il tema scelto, la Sacra Famiglia in chiave contemporanea, ha generato presepi che parlano di quotidianità, fragilità sociali, nuovi modi di stare insieme, restituendo interpretazioni intense, profondamente sentite, dove la spiritualità si fonde con la cronaca e con le domande più urgenti del nostro tempo.
I vincitori della Borsa di studio 2025
All’interno della sezione scolastica, il momento più atteso è stato l’assegnazione della Borsa di studio 2025, dal valore di mille euro, riservata agli studenti dei Licei Artistici. Il riconoscimento è stato attribuito a Fabiana Cira Viterbo e Simone Alberino, giovani autori che hanno lavorato sotto la guida del professor Fabio Borelli dell’Istituto Superiore Polo delle Arti Caselli-Palizzi di Napoli. La loro partecipazione ha rappresentato un esempio concreto di come la formazione artistica possa dialogare con il territorio e con grandi tradizioni popolari, permettendo a ragazzi e ragazze di misurarsi fin da subito con un contesto espositivo di rilievo nazionale.
L’opera premiata, intitolata “Leg-ami”, ha attirato l’attenzione della giuria per la sua capacità di tenere insieme memoria e linguaggi del presente. Il lavoro unisce la tradizione presepiale alla forma simbolica dei mattoncini LEGO, trasformando un gioco dell’infanzia in strumento di racconto e di incontro tra mondi diversi. In questa scelta formale, i giurati hanno riconosciuto un messaggio potente: la Natività come spazio di dialogo tra culture, come invito a costruire relazioni nuove partendo da elementi semplici, riconoscibili da tutti, in particolare dalle generazioni più giovani, chiamate a raccogliere e reinterpretare l’eredità del presepe.
L’inaugurazione al Castello Episcopio
La serata inaugurale del 6 dicembre ha trasformato il Castello Episcopio in un luogo di incontro tra istituzioni, artisti e cittadinanza. All’apertura ufficiale erano presenti il sindaco Ciro D’Alò, l’assessore alla Cultura Raffaella Capriglia e la dirigente del Settore Cultura Daniela De Vincentis, che hanno accompagnato il pubblico in un momento sentito di presentazione della rassegna. Le sale colme di visitatori, l’attenzione rivolta ai ragazzi premiati, il silenzio rispettoso davanti alle opere hanno restituito l’immagine di una comunità che riconosce nella Mostra del Presepe un’occasione preziosa di condivisione, di orgoglio e di identità culturale.
A fare da cornice alla proclamazione dei vincitori è stata la giuria, composta da figure di spicco del mondo dell’arte e del design: la curatrice Elena Agosti, l’architetto Valter Luca De Bartolomeis, Anna Rita Fasano di Pandora Artiste Ceramiste e Luciana Delle Donne di Officina Creativa, Made in Carcere. Il loro lavoro di valutazione ha richiesto attenzione ai dettagli tecnici, alla coerenza con il tema, alla capacità delle opere di parlare a un pubblico ampio. Nel premiare “Leg-ami”, i giurati hanno riconosciuto un equilibrio raro tra radici e innovazione, dimostrando quanto il presepe possa essere, ancora oggi, un laboratorio vivo di sperimentazione artistica.
Una storia lunga oltre cinquant’anni
Nelle parole dell’assessore alla Cultura Raffaella Capriglia emerge con forza la dimensione storica di questa iniziativa. La Mostra del Presepe vanta oltre cinquant’anni di vita e continua a rappresentare un riferimento di primo piano nel panorama artistico nazionale, capace di attrarre creativi da regioni diverse e di rinnovarsi senza perdere le proprie radici. Il presepe, legato ai valori cristiani della Natività, viene interpretato oggi in forme nuove, sempre più laiche e simboliche, fino a diventare linguaggio universale che richiama libertà, giustizia, pace e dialogo tra popoli. In questo intreccio di fede, arte e riflessione civile, Grottaglie trova una delle sue espressioni più autentiche, un terreno comune su cui generazioni diverse possono incontrarsi.
Un ulteriore passaggio significativo riguarda il futuro delle opere premiate. I lavori vincitori entreranno infatti a far parte della collezione museale del Comune di Grottaglie, contribuendo a costituire un patrimonio stabile, accessibile nel tempo. La nuova collezione sarà inaugurata il 12 dicembre a Palazzo De Felice e resterà aperta in modo permanente, offrendo a cittadini e visitatori la possibilità di tornare a confrontarsi con queste creazioni anche oltre il periodo natalizio. In questo modo, la Mostra non è soltanto un appuntamento stagionale, ma un momento che lascia tracce durature, rafforza l’identità culturale della città e segna ufficialmente l’avvio delle festività per l’intera comunità.
Organizzazione, partner e visite
La segreteria organizzativa e l’allestimento della rassegna sono stati curati in collaborazione con CoopCulture, realtà che gestisce i servizi turistici, museali e culturali della città. Il loro intervento ha reso possibile un percorso espositivo ordinato, leggibile, capace di valorizzare tanto le grandi installazioni quanto i lavori più intimi. Gli operatori di CoopCulture sono anche protagonisti delle visite guidate, affiancati dalla Pro Loco Grottaglie, che contribuisce con competenza alla narrazione del contesto locale, delle tradizioni ceramiche e del rapporto profondo tra la comunità e il presepe. Questa sinergia tra enti diversi restituisce un’immagine coesa della città, unita nel promuovere il proprio patrimonio.
La Mostra gode del patrocinio del Comune di Grottaglie, della Regione Puglia, di POP, Pottery of Puglia e dell’AiCC, l’Associazione Italiana Città della Ceramica. Questi sostegni istituzionali sottolineano il legame profondo tra la rassegna presepiale e l’identità ceramica del territorio, ponendo l’evento in continuità con una tradizione artigiana che ha reso il nome di Grottaglie noto ben oltre i suoi confini. La presenza di realtà specializzate nel valorizzare la ceramica rafforza il dialogo tra tecniche antiche e sperimentazioni contemporanee, dimostrando come il presepe possa diventare anche un luogo privilegiato di ricerca sui materiali e sulle forme.
Come visitare la 46ª Mostra del Presepe
L’esposizione è pensata per essere fruibile da pubblici diversi, grazie a orari di apertura ampi e articolati. La Mostra è visitabile dal martedì al mercoledì la mattina, dalle 10 alle 13, e nel pomeriggio, dalle 15.30 alle 18.30. Dal giovedì alla domenica le sale restano aperte dalle 9 alle 22, offrendo la possibilità di scegliere tra una visita in pieno giorno o un percorso serale, più raccolto e meditativo. Il lunedì l’esposizione rimane chiusa, lasciando spazio alle necessarie operazioni di cura e manutenzione. Chi deciderà di varcare la soglia del Castello Episcopio in questi giorni troverà non solo presepi, ma un racconto corale di umanità, fragilità e speranza, affidato alle mani e agli sguardi di artisti di ogni età.
