Il 12 dicembre 2025, una serata di teatro a Napoli si trasformerà in un momento collettivo di memoria per Lino Romano e per tante altre vite spezzate, invitando il pubblico a fermarsi, ascoltare e riflettere su ciò che la violenza criminale continua a sottrarre alle nostre comunità.
Un premio che trasforma il palcoscenico in impegno condiviso
Al centro di questa iniziativa c’è il La guerra di tutti – Premio Lino Romano, un riconoscimento che affida al teatro il compito di tenere viva una memoria scomoda ma necessaria. Non si tratta di una semplice rassegna, bensì di un appuntamento che intreccia arte, cultura e attenzione alle questioni sociali, offrendo al pubblico una serata in cui lo spettacolo diventa anche responsabilità civile. La manifestazione è organizzata con il contributo della Prysmian di Arcofelice e di Randstad, ed è guidata dalla direzione artistica di Francesco Amato, che ne coordina la struttura e il linguaggio scenico, ormai giunti all’ottava edizione.
Il nome stesso del premio richiama un’opera narrativa: La guerra di tutti è infatti il titolo di un racconto di Gennaro Morra che ricostruisce, in forma letteraria, gli ultimi istanti di vita di Lino Romano. Da quelle pagine è nato anche un cortometraggio, oggi disponibile su YouTube. Parole e immagini diventano così strumenti per restituire dignità a chi non può più parlare, trasformando un fatto di cronaca in un racconto condiviso di dolore e resistenza civile.
La notte di Marianella e l’errore che ha cambiato tutto
Per comprendere il senso profondo di questo premio bisogna tornare alla sera del 15 ottobre 2012, nel quartiere di Marianella. Lino Romano, operaio della Prysmian, aveva trent’anni e stava uscendo dal portone dell’abitazione della fidanzata, ignaro di ciò che stava per accadere. In quella stessa strada erano appostati i killer degli Scissionisti di Scampia, in attesa di colpire un uomo ben preciso: Domenico Gargiulo, ex affiliato che aveva lasciato il gruppo criminale per avvicinarsi al clan rivale dei Girati della Vanella Grassi, diventando così il bersaglio designato di un agguato pianificato nei dettagli.
Una serie di coincidenze nefaste rese quella trappola mortale per la persona sbagliata. La pioggia fitta che batteva sull’asfalto, l’ansia per un messaggio che non arrivava e la precipitazione di uno dei sicari contribuirono a confondere le percezioni del gruppo di fuoco. Quando Lino Romano richiuse il portone alle sue spalle e si avviò verso la sua Clio, parcheggiata dall’altro lato della strada, i killer scambiarono la sua figura per quella del loro obiettivo. Non appena lo videro salire in auto, scaricarono contro di lui quattordici colpi, lasciando attoniti familiari, amici e colleghi, travolti da una perdita tanto ingiusta quanto insensata.
Dalla tragedia privata a un premio per tutte le vittime innocenti
Di fronte a un delitto così assurdo, il dolore di chi conosceva Lino Romano non si è chiuso nel silenzio. A un anno dall’omicidio, nel 2013, familiari, amici e colleghi decisero di dare una forma pubblica al loro lutto, istituendo un premio dedicato alla sua memoria. L’obiettivo era duplice: ricordare quel giovane operaio sottratto alla vita dalla camorra e, allo stesso tempo, rendere omaggio a tutte le persone uccise dalla criminalità pur essendo del tutto estranee a quelle dinamiche. Ogni edizione diventa così un modo per dire che nessuna di queste esistenze innocenti verrà dimenticata.
Negli anni successivi, quell’idea si è trasformata in un appuntamento stabile, capace di riunire attorno a sé una comunità che non voleva rassegnarsi all’oblio. Il premio si è svolto senza interruzioni fino al 2019, rinnovando di volta in volta il ricordo di Lino Romano con la forza discreta delle testimonianze e delle voci che si alternavano sul palco. Poi è arrivata la pandemia, che ha imposto una lunga pausa, protrattasi anche per altre ragioni. Eppure, mentre le luci della sala restavano spente, il desiderio di riprendere quel percorso non ha mai smesso di pulsare nel cuore di chi l’aveva voluto.
L’appuntamento del 2025 al Teatro dei Piccoli
Quella spinta ha riportato il premio in teatro in un venerdì di dicembre, quando alle ore 21 il sipario del Teatro dei Piccoli tornerà ad aprirsi per accogliere il pubblico. La serata avrà luogo nella sala di Fuorigrotta, all’interno della Mostra d’Oltremare, con accesso da via Usodimare lato zoo oppure da via Terracina 197. L’ingresso resterà gratuito, in continuità con lo spirito originario dell’iniziativa, e l’invito potrà essere scaricato tramite il QR code predisposto per l’evento, così da permettere a chi lo desidera di partecipare e condividere questo momento di memoria collettiva.
Sul palco si alterneranno diversi artisti della scena napoletana e italiana, chiamati a dare alla serata toni e registri differenti. Musica, monologhi comici e numeri di vario genere accompagneranno il pubblico, offrendo anche momenti di leggerezza, senza mai perdere di vista il nucleo profondo dell’iniziativa. Tra un’esibizione e l’altra ci sarà spazio per ricordi, racconti e pause di riflessione, in cui la storia di Lino Romano e quella delle altre vite spezzate dalla violenza troveranno nuove parole. In questo alternarsi di sorrisi e commozione, il teatro diventa un luogo in cui una comunità intera sceglie di guardare in faccia la propria ferita.
