Giovedì 11 dicembre 2025, a Perugia, l’Italia olivicola vedrà premiate le migliori olive da tavola del Paese, protagoniste della quinta edizione di Ercole Olivario, Sezione Olive da Tavola, un concorso che lega il lavoro dei produttori a nuovi scenari di promozione nazionale e internazionale.
Un concorso che racconta l’eccellenza italiana
Nato come prima competizione nazionale espressamente dedicata alle olive da mensa, Ercole Olivario, Sezione Olive da Tavola rappresenta oggi un punto di riferimento per chi lavora lungo la filiera. L’obiettivo è selezionare e premiare i campioni che meglio interpretano la qualità produttiva italiana, mettendo in luce cultivar, lavorazioni e stili capaci di distinguersi sui mercati. L’impianto del concorso ricalca gli standard consolidati di Ercole Olivario, con procedure di selezione attente e regole chiare, pensate per offrire ai partecipanti un contesto competitivo affidabile e per restituire ai consumatori un quadro credibile delle produzioni più virtuose presenti sul territorio nazionale.
Accanto alla dimensione competitiva, questa sezione del premio è stata pensata per accompagnare gli operatori in un percorso di crescita. Il concorso incoraggia il miglioramento costante del prodotto, stimolando adeguamenti nelle tecniche di trasformazione e affinamenti nello stile delle lavorazioni. Allo stesso tempo offre visibilità ai territori di origine delle olive da tavola, espressione di tradizioni olivicole differenti e radicate. Ogni campione in gara porta con sé la storia di un paesaggio, di una comunità rurale, di gesti tramandati nel tempo, trasformando la valutazione tecnica in un racconto collettivo dell’identità agricola italiana.
I criteri di valutazione e il nuovo percorso formativo per gli assaggiatori
La credibilità del concorso passa innanzitutto attraverso le modalità con cui vengono selezionati i campioni ammessi alla valutazione. Per l’edizione 2025 di Ercole Olivario, Sezione Olive da Tavola, le partite in gara sono acquisite tramite prelievo diretto in azienda da parte di personale qualificato, così da verificare sul posto la conformità ai requisiti richiesti dal regolamento. Questo sistema di campionamento garantisce che i prodotti assaggiati corrispondano effettivamente alle produzioni dichiarate dai partecipanti, e consente alla giuria di lavorare su basi oggettive, con un controllo puntuale di ogni fase che precede la valutazione organolettica vera e propria.
Elemento distintivo dell’edizione 2025 è l’introduzione di specifici percorsi di training rivolti ai capi panel e agli assaggiatori di olive da tavola. In assenza di una normativa nazionale che definisca in modo uniforme i criteri di giudizio per questo prodotto, gli organizzatori hanno scelto di investire nella formazione, così da rendere omogeneo il linguaggio tecnico utilizzato in seduta di assaggio. L’obiettivo è affinare la capacità di riconoscere e descrivere le caratteristiche organolettiche, ottimizzando la lettura di pregi e difetti e offrendo ai produttori un riscontro il più possibile accurato e condiviso, utile a orientare le scelte future in frantoio e in laboratorio.
Struttura dei premi e ricchezza delle categorie in concorso
Il regolamento 2025 del Concorso Nazionale Ercole Olivario, Sezione Olive da Tavola prevede l’assegnazione di riconoscimenti ai primi due classificati di ciascuna delle quattro tipologie ammesse, a condizione che ottengano un punteggio di almeno 80 centesimi su 100. Le categorie sono: olive fermentate al naturale senza aggiunta di condimenti; olive conciate secondo i metodi di lavorazione ispirati agli schemi Castelvetrano o Sivigliano; olive condite con olio, spezie, aromi naturali o altri ingredienti vegetali diversi dalle olive, indipendentemente dal processo utilizzato; infine il patè di olive, che completa il quadro delle possibili espressioni di consumo del prodotto.
Accanto ai premi principali, il concorso riserva un’attenzione specifica alle olive fermentate al naturale che si collocano nelle fasce più alte della graduatoria. Per questa tipologia è stato previsto un Attestato di merito destinato ai campioni che raggiungono o superano il punteggio di 78 centesimi su 100, riconoscimento che valorizza produzioni di rilievo anche quando non raggiungono il podio. Il regolamento introduce inoltre una Menzione di merito Impresa biologica, attribuita all’azienda dotata di idonea certificazione che, tra tutte le partecipanti, consegue il punteggio più elevato, premiando così l’impegno verso metodi produttivi rispettosi dell’ambiente.
Gli appuntamenti promozionali che attendono le olive vincitrici
Per i produttori che hanno deciso di partecipare al concorso di quest’anno è già stato tracciato un percorso di valorizzazione che va oltre la proclamazione dei risultati. Le aziende premiate saranno infatti protagoniste di una serie di iniziative pensate per offrire visibilità a livello nazionale e internazionale, presentandole come espressione dell’eccellenza olivicola italiana. Tra queste spicca Evolio Expo, la Fiera dell’Olio Evo del Mediterraneo in programma a Bari, in Puglia, dal 29 al 31 gennaio 2026, dove le olive vincitrici avranno un ruolo di primo piano.
Il calendario degli impegni proseguirà poi a Verona, dal 1° al 3 marzo 2026, con SOL2EXPO, Full Olive Experience, evento interamente dedicato al mondo dell’olio extravergine di oliva. Anche in questa occasione le olive premiate saranno al centro dell’attenzione, inserite in un contesto che mette in relazione il consumo da tavola con le produzioni olearie di qualità. Per le imprese coinvolte, la partecipazione a queste manifestazioni rappresenta il riconoscimento concreto di un lavoro svolto durante l’anno e l’occasione di misurarsi con un pubblico ampio e competente, in ambienti dove il valore del prodotto viene compreso e condiviso.
La proclamazione a Perugia, momento di confronto per la filiera
La cerimonia di proclamazione dei vincitori si svolgerà giovedì 11 dicembre 2025 alle ore 11.00, presso la Camera di Commercio dell’Umbria, nel cuore di Perugia, con possibilità di partecipare anche in modalità online. L’appuntamento non servirà soltanto a svelare i nomi dei protagonisti dell’edizione 2025 di Ercole Olivario, Sezione Olive da Tavola, ma offrirà anche l’occasione per un confronto sullo stato dell’arte del comparto delle olive da mensa, segmento di mercato che oggi esprime significative potenzialità di sviluppo e di crescita per molte aree produttive del Paese.
A dare voce alle diverse anime coinvolte interverranno figure istituzionali e tecniche di primo piano. Il Presidente della Camera di Commercio dell’Umbria, Giorgio Mencaroni, che presiede anche il Comitato di Coordinamento Ercole Olivario, porterà il punto di vista dell’ente camerale. Il Segretario Generale della stessa Camera di Commercio, Federico Sisti, offrirà un ulteriore approfondimento sul legame tra sistema economico locale e filiera olivicola. Sul versante dell’analisi sensoriale interverrà infine Barbara Lanza, Capo Panel del Comitato di assaggio per le olive da tavola del Crea di Pescara e responsabile del panel del concorso, chiamata a illustrare il lavoro svolto in sede di valutazione.
Una rete di soggetti nazionali a presidio della qualità
Alla base del concorso “Olive da Tavola” c’è una struttura organizzativa ampia, che coinvolge alcune delle principali realtà istituzionali italiane. L’iniziativa è promossa dall’Unione Italiana delle Camere di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura, in collaborazione con la Camera di Commercio dell’Umbria, con il Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, con il Ministero delle imprese e del Made in Italy e con l’Agenzia ICE. Questa alleanza conferisce al concorso una dimensione nazionale, assicurando che il racconto delle migliori olive da tavola italiane nasca da un impegno condiviso tra mondo economico e amministrazione pubblica.
Accanto agli enti promotori operano realtà che rappresentano direttamente la produzione e la ricerca. Il concorso può contare sul contributo di UNAPROL, Consorzio Olivicolo Italiano, di Italia Olivicola e del CREA, Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria, Centro di Ricerca Ingegneria e Trasformazioni agroalimentari, sede di Pescara. Questi soggetti portano competenze tecniche e una conoscenza approfondita della filiera, elementi che consentono di leggere le tendenze del settore e di orientare le strategie future, affinché il lavoro dei produttori venga accompagnato da strumenti adeguati di valorizzazione e analisi.
