La presenza di Gabriele Mainetti ai Progetti Scuola ABC ha trasformato una mattinata al cinema in un incontro ravvicinato con il mestiere del regista. Di fronte a una platea di ragazze e ragazzi, il cineasta romano ha accompagnato la proiezione de La città proibita con un dialogo aperto, generoso e carico di curiosità reciproca.
Una mattinata speciale al Cinema Adriano
Al Cinema Adriano di Roma, nell’ambito dei Progetti Scuola ABC, studentesse e studenti provenienti da diversi percorsi formativi hanno seguito la proiezione del terzo lungometraggio diretto da Mainetti, La città proibita. Dopo gli appuntamenti con Riccardo Rossi e Monica Guerritore, la sala ha registrato una partecipazione particolarmente numerosa, segno di un interesse vivo per un cinema che sa parlare anche alle nuove generazioni italiane.
Sul palco, accanto al regista, sono saliti il co-sceneggiatore Davide Serino e la giornalista Laura Delli Colli, che ha guidato l’incontro. La conversazione si è mossa tra il racconto del film e quello personale, permettendo a Mainetti di svelare scelte, dubbi e motivazioni. Le domande dei ragazzi hanno scandito il dialogo fino al saluto finale del cineasta, che ha ringraziato il pubblico per l’attenzione e per gli spunti ricevuti. In questo scambio, l’incontro ha assunto i toni di una vera lezione sul cinema.
Il percorso creativo di Gabriele Mainetti
Dialogando con i ragazzi, Mainetti ha ripercorso con lucidità le tappe del proprio lavoro dietro la macchina da presa. Prima del debutto nel lungometraggio, aveva realizzato ben dodici cortometraggi, tappe significative che hanno preceduto il passaggio al formato lungo. Il salto al lungo è arrivato con Lo chiamavano Jeeg Robot, seguito poi da Freaks Out e dall’attuale La città proibita, che rappresenta la terza tappa della sua filmografia pensata per il grande schermo e rivolta a un pubblico ampio contemporaneo.
Nell’incontro ha condiviso anche ciò che alimenta il suo immaginario. Tra i cineasti che lo hanno maggiormente segnato ha indicato Steven Spielberg, ma ha insistito sul fatto che, per fare questo mestiere, servono soprattutto studio rigoroso e comprensione profonda di tutti i reparti che contribuiscono a un set. Il suo stile nasce dall’impatto dei cartoni animati giapponesi visti tra i quattordici e i quindici anni, dall’esperienza da attore e da una solida formazione musicale, che gli ha consentito di comporre le colonne sonore di alcuni suoi lavori.
Scrittura, azione e scelte di casting
Il contributo di Davide Serino ha illuminato la fase di scrittura, spesso invisibile agli occhi del pubblico. Lo sceneggiatore ha raccontato come le scene d’azione de La città proibita siano nate da un equilibrio tra sequenze progettate minuziosamente già sulla pagina e momenti pensati invece in stretta collaborazione con il fight coordinator durante le riprese. Questo dialogo continuo tra sceneggiatura e set ha definito ritmo, geografia dei corpi e intensità dei combattimenti, rendendo ogni passaggio narrativo chiaro, leggibile e coinvolgente.
Mainetti ha spiegato che desiderava sequenze di lotta interpretate da autentici attori marzialisti, capaci di unire credibilità fisica ed espressività. Questa esigenza lo ha portato a scegliere come protagonista Yaxi Liu, stunt di grande esperienza, che ha già lavorato, tra gli altri, all’action di Mulan. Affidare il ruolo principale a un’artista abituata al lavoro sul corpo ha permesso di spingere le coreografie verso una dimensione più precisa, senza rinunciare alla tenuta drammaturgica del racconto e alla centralità emotiva dei personaggi.
Il valore educativo di Cinema, Storia&Società
La rassegna Cinema, Storia&Società – Dentro l’immagine è la sezione dei Progetti Scuola ABC dedicata al rapporto tra cinema e audiovisivo e il mondo degli studenti. L’incontro con Gabriele Mainetti al Cinema Adriano è stato uno dei nuovi appuntamenti di questo percorso. L’iniziativa si rivolge alle ragazze e ai ragazzi delle scuole secondarie di secondo grado, degli istituti professionali e degli Enti IeFP, proponendo un itinerario che attraversa il Novecento attraverso storie, immagini, protagonisti e interpreti del grande cinema italiano e internazionale, offrendo strumenti critici per leggere il passato in relazione alle domande del presente contemporaneo.
All’interno di questo quadro, il progetto invita a interrogare anche il nostro tempo, segnato da conflitti e contraddizioni che sul grande schermo mostrano tutta la loro complessità. Il cinema viene presentato come un linguaggio universale fatto di storie, personaggi, vite e paesaggi, ma anche come uno specchio, insieme deformante e fedele, delle società in cui viviamo, capace di riflettere tanto ciò che appare quanto ciò che resta in ombra, fatta di idee, aspettative, pregiudizi, memorie condivise e talvolta divergenti.
Cinema, Storia&Società – Dentro l’immagine è promosso dall’Assessorato Lavoro, Scuola, Formazione, Ricerca, Merito e Urbanistica della Regione Lazio nell’ambito del PR FSE+ Lazio 2021-2027, in sinergia con l’Assessorato alla Scuola, Formazione e Lavoro di Roma Capitale attraverso Zètema Progetto Cultura. Il progetto si avvale inoltre del partenariato di Giornate degli Autori, Roma Lazio Film Commission, Cinecittà e della Direzione Generale Cinema del Ministero della Cultura, che ne sostengono obiettivi e attività rivolte al mondo della scuola, in un dialogo continuativo.
