Nella sala del Trianon Viviani, un incontro di teatro, comunità e memoria chiude un percorso condiviso. Con la messa in scena di Vizita, spettacolo dal respiro europeo, si conclude il terzo capitolo del progetto Il Teatro delle Persone, dedicato a una scena vicina alla vita quotidiana.
Un’unica sera per un viaggio che arriva dall’Albania
La sera di venerdì 5 dicembre, alle ore 21, il sipario si alza su Vizita per una sola occasione napoletana, un appuntamento irripetibile che convoca il pubblico nella sala del teatro. L’opera, presentata in lingua albanese con sottotitoli in italiano, arriva in città come momento conclusivo del percorso più recente di Il Teatro delle Persone, e trasforma il palcoscenico in un crocevia di lingue, sguardi e sensibilità provenienti da mondi diversi, ma uniti dal desiderio di condividere lo stesso spazio di ascolto.
Prima di approdare a Napoli, Vizita ha attraversato numerosi palcoscenici europei, raccogliendo riconoscimenti significativi. Al Festival del Teatro albanese Moisiu si è aggiudicato il premio per il miglior spettacolo, per le musiche e per la scenografia, mentre al festival di Sarajevo ha ricevuto il riconoscimento della stampa Oslobodenje. Premi che raccontano la forza di un lavoro capace di parlare a pubblici diversi, mantenendo intatta la propria identità e una rara intensità emotiva che trova eco in ogni città che lo ospita.
Una storia sospesa tra cielo e città
Alla base dello spettacolo c’è l’adattamento firmato da Fabio Pisano, che rilegge liberamente il romanzo La visita meravigliosa di Herbert George Wells. L’interesse originario per la satira del conformismo e del perbenismo di epoca vittoriana lascia spazio a uno sguardo più vicino al presente. Il centro del discorso diventa il modo in cui accogliamo chi arriva da altrove, lo straniero che bussa alle nostre comunità, mettendo a nudo resistenze, paure e pregiudizi che spesso restano taciuti e che il teatro sceglie di portare alla luce.
Nella visione evocata dal drammaturgo, un Angelo scende dai cieli dell’Albania e sceglie come approdo la città della sirena, la Parthenope di Napoli. Non atterra su superfici levigate di marmo o su tessuti lussuosi, ma su un palcoscenico vivo e pulsante, quello del Trianon Viviani, teatro del popolo. Qui, tra voci popolari, affetto sincero e applausi condivisi, può compiersi l’unica, fragile magia terrestre concessa a quella creatura venuta dall’alto, che incontra sguardi curiosi, pronti a lasciarsi toccare dal suo arrivo.
Una comunità artistica tra scena, pedagogia e inclusione
Il cuore del progetto è affidato a Davide Iodice, regista, drammaturgo e pedagogista che cura Il Teatro delle Persone in tutte le sue fasi. A lui si devono lo spazio scenico, la regia e l’adattamento del testo di Fabio Pisano. Il percorso, definito come iniziativa di arte e inclusione sociale per un teatro di prossimità, ha trovato casa al Trianon Viviani, dove nel corso dell’anno si sono susseguiti concerti, spettacoli, incontri pubblici, workshop, residenze artistiche, prove aperte e proiezioni di cortometraggi.
Nel raccontare l’esperienza di Il Teatro delle Persone, Iodice sottolinea come i percorsi gratuiti abbiano accolto adolescenti, ragazze e ragazzi di provenienze culturali differenti, persone con disabilità fisica e intellettiva, allievi e professionisti, gruppi in formazione e operatori sociali. Si è formata così una comunità di destino che ogni giorno, con fatica, prova a spingersi oltre i limiti di un welfare fragile e spesso insufficiente, per tornare a cercare, attraverso gli strumenti dell’arte e dell’educazione, chi è stato lasciato indietro.
Una rete di realtà sociali e istituzioni al lavoro
La rassegna che ruota attorno a Vizita nasce anche dal sostegno congiunto di realtà teatrali e del mondo sociale. Accanto al Trianon Viviani, che ospita il progetto, hanno contribuito in forme diverse il Teatro di Napoli – Teatro Nazionale e la Fondazione Eduardo De Filippo, insieme a una rete quotidianamente attiva di cooperative, associazioni e gruppi informali: Scuola elementare del Teatro – Conservatorio popolare per le Arti della scena, Dedalus – Officine Gomitoli, Manovalanza, Forgat, Putèca Celidonia, l’Asilo e Interno 5. Il teatro si avvale inoltre del sostegno della Regione Campania, della Città metropolitana di Napoli e del Ministero della Cultura, con il patrocinio di Rai Campania.
Alla costruzione dello spettacolo contribuiscono inoltre strutture artistiche e professionisti provenienti da contesti differenti. Vizita è prodotto dal Teatro Migjeni e da Sardegna Teatro, con il supporto dell’Istituto italiano di Cultura di Tirana. Il testo in albanese è reso in italiano grazie alla traduzione di Zija Vuka; le musiche originali portano la firma di Lino Cannavacciuolo, il disegno luci è curato da Loïc François Hamelin, le costruzioni scenografiche e i costumi vedono la collaborazione di Divni Gushta, mentre Jozef Shiroka, presente anche in scena, affianca la regia come assistente.
Informazioni pratiche per chi vuole esserci
Per il pubblico che sceglierà di assistere alla rappresentazione, l’incontro sarà anche con il gruppo di interpreti che dà corpo alla storia. Sul palco si alternano Nikolin Ferketa, Raimonda Markja, Pjerin Vlashi, Fritz Selmani, Rita Gjeka Kacarosi, Julinda Emiri, Merita Smaja, Alexander Prenga e Vladimir Doda, ciascuno chiamato a illuminare un frammento del racconto. Le loro presenze costruiscono una coralità che permette allo spettatore di attraversare, scena dopo scena, le diverse sfumature emotive del testo e di sentirsi parte della vicenda narrata in palcoscenico.
I biglietti per lo spettacolo sono disponibili attraverso i consueti canali di vendita: il botteghino del teatro, le prevendite convenzionate e i servizi online dedicati. Il botteghino è aperto dal lunedì al sabato dalle 10 alle 13:30 e dalle 16 alle 19, mentre la domenica e nei giorni festivi dalle 10 alle 13:30. Per informazioni e prenotazioni sono attivi il numero telefonico 081 0128663, l’indirizzo email boxoffice@teatrotrianon.org, il sito istituzionale del teatro e i profili social su Facebook, Instagram e YouTube.
