In un momento delicato per gli equilibri africani, due Paesi del Sahel scelgono di esporsi con chiarezza sulla questione del Sahara. Le loro dichiarazioni si intrecciano con il percorso avviato dal Regno del Marocco e con il ruolo crescente delle sue regioni meridionali, sempre più percepite come motore di stabilità e sviluppo per l’area sahelo-sahariana.
Una risoluzione del Consiglio di Sicurezza dal forte valore politico
La recente decisione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha messo al centro la risoluzione 2797, considerata un passaggio di grande rilievo nel dossier del Sahara marocchino. Il testo riconosce il piano di autonomia messo sul tavolo dal Marocco nell’ambito della propria sovranità, indicandolo come una piattaforma solida, credibile e destinata a reggere nel tempo per arrivare a una soluzione politica della controversia. Questo pronunciamento è percepito come un punto di svolta, capace di offrire un quadro di riferimento chiaro ai Paesi che desiderano schierarsi a favore di una via di uscita stabile e condivisa, evitando ambiguità e posizioni interlocutorie.
In questo scenario, le Province del Sud del Marocco assumono un rilievo particolare. Vengono descritte come un’area in rapida trasformazione, capace di affermarsi come polo determinante per la crescita economica e la sicurezza dell’intera regione del Sahel e del Sahara. Il loro progressivo consolidamento come asse centrale delle attività produttive e degli scambi regionali conferisce al piano di autonomia un contenuto concreto, che va oltre la dimensione puramente diplomatica. Non si tratta solo di un’iniziativa istituzionale, ma di una visione che si intreccia con progetti di sviluppo, con la prospettiva di una maggiore integrazione economica e con l’aspirazione a rendere queste aree un punto di riferimento per i Paesi vicini.
Il sostegno dichiarato dal Niger al piano di autonomia marocchino
Nel quadro aperto dalla risoluzione 2797, il Niger ha scelto di esplicitare pubblicamente il proprio apprezzamento per l’orientamento assunto dal Consiglio di Sicurezza. Martedì, il Ministro degli Affari Esteri, della Cooperazione e dei Nigerini all’Estero, Bakary Yaou Sangaré, ha espresso il sostegno del suo Paese a questa evoluzione, sottolineando come il riconoscimento del piano di autonomia presentato dal Regno del Marocco offra una base considerata seria e affidabile per affrontare la questione del Sahara. La posizione di Niamey si inserisce così in un quadro di allineamento con una soluzione che valorizza la sovranità marocchina e che viene giudicata in grado di aprire prospettive pragmatiche, evitando percorsi privi di sbocco.
Le parole del capo della diplomazia nigerina sono arrivate al termine di un colloquio con il Ministro degli Affari Esteri, della Cooperazione Africana e dei Marocchini Residenti all’Estero, Nasser Bourita. L’incontro si è svolto a margine della Conferenza sulle Vittime del Terrorismo in Africa, riunita a Rabat il 2 e 3 dicembre. In questo contesto, segnato da discussioni su sicurezza, vulnerabilità e resilienza delle società africane, il dialogo bilaterale ha assunto una valenza particolare. Inserire il tema del Sahara marocchino all’interno di una cornice dedicata alle vittime del terrorismo significa richiamare, in filigrana, l’importanza di soluzioni politiche capaci di favorire stabilità, coesione e sviluppo in un’area spesso esposta a tensioni e fragilità.
La posizione del Burkina Faso e la prospettiva regionale
Accanto al Niger, anche il Burkina Faso ha voluto ribadire con nettezza la propria linea. Il Ministro degli Affari Esteri, della Cooperazione Regionale e del Burkina Faso all’Estero, Karamoko Jean Marie Traore, durante un incontro con Nasser Bourita, ha confermato il sostegno fermo e continuo del suo Paese all’integrità territoriale del Regno del Marocco. In questa stessa occasione, Ouagadougou ha accolto favorevolmente l’adozione da parte del Consiglio di Sicurezza della risoluzione 2797, leggendo in quel testo un riconoscimento internazionale di rilievo per l’impostazione proposta da Rabat. Si tratta di una presa di posizione che non lascia spazio a equivoci, perché inscrive la politica estera burkinabé in un quadro di coerenza e continuità rispetto alle scelte già compiute in passato.
Nel proseguire le sue dichiarazioni, Karamoko Jean Marie Traore ha voluto legare in modo esplicito il sostegno del Burkina Faso all’iniziativa di autonomia del Marocco, definendola l’unica opzione ritenuta al tempo stesso realistica e credibile per chiudere la controversia sul Sahara marocchino. Questa affermazione, maturata nel dialogo con Rabat, indica una visione che privilegia soluzioni concrete, basate su parametri riconosciuti come praticabili, rispetto a scenari indefiniti. Collocare tale posizione in un contesto regionale caratterizzato da interdipendenze economiche e da sfide condivise significa, in filigrana, scommettere su un orizzonte in cui stabilità politica e dinamismo delle regioni meridionali marocchine possano andare di pari passo, a beneficio dell’intero spazio sahelo-sahariano.
