Un branco di ragazze e lupi, un invito a riconoscere la propria forza interiore: con Ridiragazza la cantautrice e psicoarteterapeuta napoletana RAKELE firma un nuovo capitolo del suo percorso artistico, intrecciando musica e immaginario visivo in un racconto intenso sulla femminilità più istintiva, collocato tra fragilità, coraggio e desiderio di libertà.
Il videoclip e l’immaginario
Il videoclip di Ridiragazza vede la luce giovedì 4 dicembre, con la regia di Lorenzo Chiodo. Il cuore del racconto per immagini è affidato a sette ragazze e sette lupi che condividono lo stesso spazio, senza barriere, come se appartenessero a un solo corpo collettivo. Ogni inquadratura sottolinea questo senso di appartenenza, mostrando esseri umani e animali che si osservano, si avvicinano, si riconoscono. Non c’è conflitto, ma una convivenza istintiva che diventa rappresentazione visiva di una comunità femminile capace di muoversi compatta, pur conservando l’unicità di ciascuna.
Il movimento circolare delle protagoniste, disposte quasi come in un rituale, richiama l’idea di un cerchio di autentica sorellanza. Le ragazze non sono figure isolate, ma elementi di un unico branco che include anche i lupi, simbolo di istinto e protezione. La libertà con cui si sfiorano, corrono, respirano lo stesso tempo racconta una solidarietà che non ha bisogno di parole. In quello spazio condiviso ogni differenza si trasforma in legame, ogni fragilità trova posto accanto alla forza dell’altra, restituendo un’immagine potente di alleanza femminile.
Un canto alla Donna Selvaggia e alla forza interiore
Ridiragazza è il nuovo singolo con cui RAKELE, cantautrice e psicoarteterapeuta, sceglie di rivolgersi direttamente al mondo femminile. Il brano nasce come un omaggio alla “Donna Selvaggia”, quella parte autentica, libera e istintiva che abita dentro ogni ragazza e che spesso viene tenuta in disparte. Nelle sue parole e nelle sue melodie, la canzone invita a riconoscere quella presenza interiore, a darle spazio, a permetterle di guidare le scelte quotidiane. È un gesto di fiducia verso se stesse, un richiamo a non smarrire ciò che di più vero si porta dentro.
Per l’autrice, questo brano funziona come una sorta di mantra dedicato alle ragazze che sentono sulla pelle la profondità del proprio mondo interiore. Ridiragazza diventa una raccomandazione d’amore, un promemoria affettuoso rivolto a chi rischia di farsi schiacciare dal ripetersi del dolore. Secondo RAKELE, spezzare quel ciclo è possibile quando ci si ricorda che la forza tanto cercata all’esterno vive già dentro di noi. In quel momento le ferite smettono di essere una croce e si trasformano in luce che apre il cammino: ridi, ragazza, e lascia che tutto cambi.
Pubblicazione e crediti artistici
Il singolo è disponibile da venerdì 28 novembre su tutti i principali store digitali, rendendo Ridiragazza immediatamente accessibile al pubblico che segue la musica di RAKELE in rete. La pubblicazione porta la firma di Troppo Records, mentre la distribuzione è curata da Universal Music, a conferma di un lavoro gestito con attenzione in ogni fase produttiva. La parte editoriale è affidata a Edizioni Curci, realtà che accompagna il brano nel suo percorso autoriale, tutelandone la scrittura e la diffusione nel panorama discografico italiano.
Al centro del progetto c’è la scrittura, affidata innanzitutto alla penna di RAKELE, che firma interamente il testo di Ridiragazza. La musica nasce da una collaborazione a tre mani tra la stessa artista, Cesare Chiodo e Bungaro, cantautore apprezzato per la sua scrittura dal tocco lieve all’interno della canzone italiana. L’incontro tra queste sensibilità diverse costruisce l’ossatura melodica del brano, intrecciando attenzione alla parola, cura per l’armonia e un gusto compositivo che sostiene il tema emotivo senza appesantirlo, lasciando emergere con chiarezza il messaggio rivolto alle ragazze.
Le origini di Rakele e i primi passi nella musica
All’anagrafe Carla Parlato, classe 1995, RAKELE proviene da Napoli e si avvicina prestissimo alla musica. A soli tredici anni collabora con Lucariello, già membro degli Almamegretta, partecipando al disco Veleno Fertile, prodotto da Sugar Music. È un’esperienza che la inserisce subito in un contesto professionale e le permette di confrontarsi con una scena musicale già strutturata. Nel 2014, durante una masterclass di scrittura, viene notata da Bungaro e Cesare Chiodo, che scelgono di avviare con lei una collaborazione sia sul versante interpretativo sia su quello autoriale, aprendole nuove possibilità di crescita.
Il percorso di RAKELE continua nel 2015 con la partecipazione al Festival di Sanremo nella categoria Nuove Proposte, tappa importante che la porta sul palco più seguito della canzone italiana. Nello stesso anno pubblica il suo album d’esordio, Il Diavolo è Gentile, per Carosello Records, consolidando il proprio profilo artistico. Nel 2018, con il brano La forma del tuo abbraccio, rientra tra gli otto vincitori di Musicultura, festival dedicato alla canzone popolare e d’autore. Più recentemente, nel 2025, la sua canzone Janis Joplin diventa brano originale dello spettacolo teatrale Il Cappotto di Janis, interpretato dall’attrice spagnola Rocío Muñoz Morales.
