Per undici giorni di novembre 2025, il VI Matera Film Festival ha riportato il cinema al centro della vita collettiva, trasformando la città in un crocevia di storie, incontri e opportunità. Un’esperienza che ha intrecciato cultura, turismo e crescita sociale, lasciando sul territorio segni concreti e un forte desiderio di futuro.
Una città trasformata dal cinema
Dal 7 al 16 novembre 2025, con una pre-apertura il 2 novembre, la città dei Sassi di Matera si è completamente ridisegnata attorno al VI Matera Film Festival. In poco meno di due settimane, la manifestazione ha consolidato la propria identità come laboratorio internazionale di cinema, cultura e innovazione, accogliendo autori e opere da numerosi Paesi. L’edizione ha evidenziato una crescita costante rispetto agli anni precedenti, sia in termini di presenze che di respiro internazionale, con un pubblico sempre più coinvolto e curioso. L’atmosfera che si è creata nelle sale e nelle strade ha reso evidente quanto il cinema possa ancora essere un linguaggio capace di unire generazioni e sensibilità diverse.
Il festival ha avuto un impatto tangibile sul tessuto urbano e sociale, soprattutto in un periodo dell’anno tradizionalmente meno frequentato dal turismo. Una quota significativa del pubblico è arrivata da fuori regione e ha scelto di fermarsi a Matera per una media di cinque notti, generando pernottamenti e movimento continuo nelle strutture ricettive, nella ristorazione, nei trasporti locali. Le spese legate al soggiorno, unite ai costi di organizzazione dell’evento cinematografico, hanno prodotto un evidente effetto moltiplicatore sull’economia cittadina, generando benefici che vanno oltre i giorni del festival. La percezione diffusa, tra operatori e residenti, è quella di un appuntamento che non si limita a intrattenere, ma che contribuisce a ridisegnare il modo in cui la comunità vive il proprio territorio.
Numeri, programmazione e luoghi del VI Matera Film Festival
L’edizione 2025 del Matera Film Festival ha raggiunto circa 10.000 spettatori, con 120 proiezioni distribuite lungo l’intero arco della manifestazione. In selezione ufficiale sono state presentate 62 opere provenienti da 27 Paesi, tra titoli in concorso e fuori concorso, affiancate da 42 incontri con il pubblico. Più di 300 accrediti hanno portato in città produttori, registi, distributori, rappresentanti di scuole, giornalisti e professionisti del settore audiovisivo. La sperimentazione della doppia sala e l’utilizzo di diverse location hanno permesso una partecipazione più ampia, diversificata e distribuita in vari spazi della città, creando percorsi di fruizione dinamici. Gli incontri con gli autori, i panel sull’audiovisivo, le anteprime nazionali e locali e gli eventi speciali hanno registrato un’affluenza particolarmente alta, segno di un dialogo intenso tra pubblico e addetti ai lavori.
Questa struttura diffusa ha favorito una fruizione del festival che ha superato la semplice visione in sala, trasformando ogni appuntamento in un’occasione di confronto diretto. Registi, interpreti e produttori hanno potuto raccontare i retroscena delle opere, rispondere alle domande, condividere processi creativi e difficoltà produttive. Per molti spettatori, soprattutto quelli al loro primo accredito, il festival è diventato un luogo di scoperta, in cui la distanza tra chi realizza i film e chi li guarda si è fatta sorprendentemente sottile. Anche la scelta di moltiplicare le location ha contribuito a far percepire il festival come un’esperienza che abita fisicamente la città, inserendosi nelle sue architetture e nei suoi ritmi quotidiani.
Giovani, scuole e formazione
Uno dei tratti più significativi di questa sesta edizione è stato il deciso incremento della presenza di pubblico giovane. Studentesse e studenti hanno affollato le sale non solo per la curiosità verso i titoli in programma, ma anche grazie a percorsi disegnati su misura per loro. Le proiezioni mattutine e le attività educative hanno coinvolto scuole provenienti da tutta Italia e dalla Polonia, trasformando il festival in un vero e proprio appuntamento formativo. I programmi dedicati alla crescita professionale hanno incluso esperienze di PCTO, volontariato organizzato e workshop pensati per avvicinare le nuove generazioni alle professioni dell’audiovisivo, offrendo una prima occasione concreta di contatto con il mondo del lavoro creativo. Per molti ragazzi, quei giorni di novembre hanno rappresentato il primo passo in un orizzonte professionale immaginato finora solo da spettatori.
Il ruolo attivo dei giovani si è riflesso anche nella programmazione artistica, con una forte presenza di autori emergenti nella sezione dedicata a opere prime e seconde, cortometraggi sperimentali e produzioni indipendenti. Questa apertura ha dato spazio a linguaggi nuovi e a sguardi coraggiosi, spesso capaci di raccontare la contemporaneità con una freschezza radicale. A testimoniare una scelta strutturale e non episodica, il festival ha siglato protocolli d’intesa con l’Accademia di Belle Arti di Bari e con l’Istituto “Nelson Mandela”, con l’obiettivo di costruire percorsi continuativi di formazione, partecipazione e professionalizzazione all’interno del Matera Film Festival. Questi accordi indicano la volontà di trasformare la curiosità dei più giovani in competenza, e il talento in una possibilità concreta di futuro.
Premi, riconoscimenti e protagonisti dell’edizione 2025
Il palmarès del VI Matera Film Festival restituisce l’immagine di una selezione dal forte spessore artistico. Tra i documentari, “Fratelli di Culla” di Alessandro Piva ha conquistato il premio come Miglior Documentario, mentre una Menzione Speciale è andata a “Kickoff” di Roser Corella e Stefano Obino. Per i lungometraggi, il riconoscimento principale è stato assegnato a “Le città di pianura” di Francesco Sossai, con una Menzione Speciale per “When the Walnut Leaves Turns Yellow” del regista Mehmet Ali Konar. Nel campo dei cortometraggi, si è imposto “The Surrogate Girl” di Onur Guler, mentre “Playing God” di Matteo Burani ha ottenuto la Menzione Speciale. Il premio della Giuria del Pubblico è stato attribuito a “La valle dei sorrisi” di Paolo Strippoli, sancendo il legame diretto tra la platea e le opere in concorso.
Accanto ai premi principali, l’edizione 2025 ha riservato riconoscimenti speciali che ne sottolineano la varietà di sguardi. “Paternal Leave” di Alissa Jung ha ricevuto il premio Balena Giuliana, mentre “Inkwo for When the Starvin Return” di Amanda Strong è stato insignito del Premio Air Canada – Matera. Il prestigioso Premio d’Onore è andato a Terry Gilliam per il suo contributo storico al cinema. Sono stati inoltre celebrati Arisa, per il singolo “Nuvole”, Paolo Orlando per i trent’anni alla Medusa Film, e ancora Marianna Fontana, Claudio Bisio, Riccardo Milani e Fabio Massimo Capogrosso. A Yoshitaka Amano è stato conferito il Premio Giuliana d’Argento, suggellando una costellazione di omaggi che raccontano la ricchezza dei percorsi artistici presenti al festival. Ogni premio, in questa cornice, diventa un tassello di una narrazione collettiva sul valore del cinema contemporaneo.
Ospiti d’eccellenza, retrospettive e incontri con il pubblico
Tra gli ospiti d’onore, un ruolo centrale è stato assunto da Yoshitaka Amano, che ha inaugurato l’edizione con una masterclass molto partecipata e una retrospettiva dedicata alle sue opere più iconiche. Il percorso si è concluso con la proiezione restaurata di “Angel’s Egg” di Mamoru Oshii, offrendo agli spettatori l’occasione rara di rivedere su grande schermo un titolo di culto. La presenza di Amano ha rafforzato il legame tra il festival e il mondo dell’illustrazione e dell’immaginario visivo, dimostrando come il dialogo tra cinema e arti figurative possa aprire nuove traiettorie di linguaggio. Per chi era in sala, l’incontro con il suo universo creativo ha avuto il sapore di un viaggio dentro l’origine stessa delle immagini.
Terry Gilliam è tornato a Matera per condividere con il pubblico i cinquant’anni di “Monty Python e il Sacro Graal”, in un incontro che ha intrecciato memoria, ironia e riflessioni sul mestiere del regista. La sua masterclass si è inserita nel progetto Fantastico Medioevo, realizzato in collaborazione con Fondazione Matera Basilicata 2019, sottolineando ancora una volta il rapporto della città con la dimensione del fantastico. Gabriele Mainetti ha proposto una retrospettiva completa dei suoi film, dialogando con il critico Maurizio Di Rienzo sulla propria visione artistica e sull’evoluzione autoriale. Queste occasioni di confronto diretto hanno permesso al pubblico di avvicinarsi non solo alle opere, ma ai percorsi umani che le hanno generate, in un clima di ascolto e curiosità reciproca.
Tra fumetto, televisione e nuove narrazioni
La sezione “Eroi per Casa”, realizzata in collaborazione con Lucca Comics & Games e Mondo TV, ha posto l’attenzione sul rapporto tra Matera e il fumetto. Il documentario “I Love Lucca Comics & Games” di Manlio Castagna, seguito da un talk con Gabriele Mainetti, ha evidenziato le connessioni tra identità locale, immaginario fantasy e cultura pop. Questa sezione ha mostrato come il festival sia in grado di dialogare con linguaggi considerati spesso marginali rispetto al cinema tradizionale, integrandoli invece in un discorso culturale unitario. Per molti spettatori, è stata l’occasione per riconoscere nelle storie disegnate e nelle saghe fantasy un riflesso delle proprie passioni, finalmente legittimate in un contesto autorevole.
All’interno del programma educativo Matera Edu, sono stati coinvolti studenti di ogni età attraverso laboratori, proiezioni dedicate, presentazioni editoriali, il Book Trailer Film Festival e il format “Giffoni in a Day”, con episodi de “La Porta Aperta”, “L’isola degli Smemorati” e “Grisù”. Parallelamente, la collaborazione con Rai Fiction ha permesso di celebrare i trent’anni di “Un posto al sole” con l’anteprima di due episodi e la partecipazione del cast, portando in città un pezzo di storia televisiva italiana. Queste iniziative hanno dimostrato quanto sia sottile il confine tra cinema, serie e animazione quando a unirli è la capacità di parlare alle emozioni del pubblico.
Focus tematici, letteratura e Mediterraneo
La sezione “Focus Italia”, curata da Domenico Dinoia, ha offerto uno spazio di confronto tra professionisti del cinema nazionale, con particolare attenzione alle produzioni italiane e lucane. In questo contesto sono stati presentati titoli come “Rino Gaetano – Sempre più Blu”, “L’ultima volta che siamo stati bambini” e “La vita va così”, che hanno alimentato discussioni sui temi, i linguaggi e le prospettive del cinema del Paese. Il dialogo tra autori, produttori e critici ha restituito un quadro complesso ma vitale, in cui l’industria italiana appare impegnata a rinnovarsi senza rinunciare alle proprie radici narrative. Per gli addetti ai lavori presenti, questi incontri hanno rappresentato un raro momento di ascolto reciproco, lontano dai tempi frenetici dei set e delle uscite in sala.
Nel “Focus Mediterraneo”, il festival ha premiato Nicolò Govoni per il suo impegno umanitario con l’organizzazione Still I Rise, mentre il regista Giuseppe Marco Albano ha presentato un docufilm dedicato alla nascita di questo progetto. Lo sguardo sul Mediterraneo ha assunto così una dimensione concreta, intrecciando cinema e azione sociale. Il programma ha dato spazio anche alla letteratura contemporanea, con presentazioni dei volumi di Emanuele Salce e Andrea Pergolari, di Chiara Francini, di Maurizio De Giovanni in dialogo con Mariolina Venezia, e di Maurizio Cusano. La presenza degli scrittori ha ampliato la percezione del festival come luogo dove le storie nascono, si trasformano e viaggiano tra pagine e schermi, creando ponti inattesi tra lettori e spettatori.
Industry, territorio e prospettive future
Sul fronte industry, il Matera Film Festival ha attivato momenti di networking e crescita professionale attraverso il progetto LED – Leader Esercenti Donne, il forum “NEXT FRAME” promosso da Basilicata Creativa, Lucana Film Commission e CNA Matera, e il panel “Cineturismo – la provincia di Matera come set cinematografico”. Quest’ultimo ha rappresentato uno spazio strategico per riflettere su come il territorio possa essere valorizzato come set e meta culturale, mettendo in relazione operatori del turismo e professionisti dell’audiovisivo. Grazie a questo intreccio di iniziative, il festival si conferma come un vero volano territoriale: promuove cultura, genera economia, attira flussi turistici distribuiti lungo l’anno e rafforza il senso di comunità. Matera emerge non solo come città d’arte, ma come destinazione culturale stabile e attrattiva, crocevia mediterraneo rafforzato anche dal recente protocollo di intesa con il Festival del Cinema Mediterraneo di Tétouan.
L’appuntamento con il Matera Film Festival è già fissato per il 7-15 novembre 2026, con obiettivi chiari: ampliare ulteriormente le collaborazioni internazionali con il Giappone, rafforzare il programma dedicato al Mediterraneo, potenziare le iniziative industry e proseguire nella valorizzazione del legame tra cinema, territorio e nuove generazioni. L’edizione appena conclusa lascia la sensazione di un percorso solo all’inizio, in cui ogni film proiettato, ogni incontro e ogni laboratorio rappresentano un investimento sul futuro culturale della città e di chi la abita. In questo orizzonte, Matera continua a guardare al cinema non come semplice spettacolo, ma come occasione condivisa di crescita e cambiamento.
