Tra il 28 e il 30 novembre, a Portimão in Portogallo, tre intense giornate di karate hanno regalato all’Italia un risultato che racconta un anno di sacrifici e sogni, mettendo in luce il lavoro di una scuola e di un territorio che hanno creduto fino in fondo nei propri atleti.
Un anno che si chiude sul podio
Per la Junkan Dojo di Viareggio questo epilogo di stagione rappresenta la naturale conclusione di un percorso costellato di risultati concreti. Nel corso dell’anno la palestra ha visto i propri atleti salire con continuità sui gradini più alti di competizioni nazionali e internazionali, trasformando ogni appuntamento in un’occasione per misurare il valore del lavoro svolto. Oggi il centro versiliese è riconosciuto tra le realtà italiane con il maggior numero di titoli conquistati e di praticanti sul tatami, un luogo in cui la pratica quotidiana del karate è vissuta come un impegno serio, ma anche come uno spazio di crescita personale per chiunque scelga di indossare il kimono.
A guidare questo percorso c’è un gruppo di tecnici affiatato, che ha saputo tradurre la propria esperienza agonistica in un metodo di lavoro strutturato. Alla testa della scuola c’è il Maestro Nicola Bianchi, affiancato da due figure di rilievo come Annalisa Casini, già protagonista sui tatami europei e mondiali, e il giovane istruttore Diego Bernacchi, entrambi provenienti dalla nazionale italiana. La loro presenza quotidiana in palestra offre agli allievi un confronto diretto con chi conosce in profondità la pressione delle grandi competizioni, costruendo un ambiente in cui la tecnica si intreccia con l’educazione al rispetto, alla disciplina e alla capacità di reggere le sfide più impegnative.
Il palcoscenico europeo del circuito ESKA
Il teatro di questa impresa è stato costituito dai Campionati Europei del circuito ESKA, una rassegna che riunisce le rappresentative dei principali Paesi del continente e che in questa edizione ha visto confrontarsi ben ventiquattro nazioni. In questo contesto altamente selettivo, la squadra italiana ha potuto contare su un contributo determinante della Junkan Dojo: quattro atleti usciti dai tatami viareggini e il loro tecnico di riferimento hanno risposto alla convocazione azzurra, portando in dote un bagaglio di preparazione e di entusiasmo che ha inciso in modo evidente sull’andamento complessivo della competizione.
La presenza del gruppo viareggino ha contribuito a dare alla rappresentativa italiana una fisionomia precisa, capace di coniugare rigore tecnico e carattere agonistico. Il lavoro svolto in anni di allenamenti si è tradotto in una serie di medaglie che hanno impreziosito il medagliere tricolore e dato ulteriore prestigio alla scuola toscana. Gli esiti del torneo continentale non hanno soltanto arricchito il palmarès della nazionale, ma hanno anche offerto un’immagine nitida di quanto il progetto tecnico della Junkan Dojo sia oggi in grado di incidere sulla scena europea del karate tradizionale.
Giovani azzurri, talento che esplode
Guardando alle categorie giovanili, il quadro che emerge da questi Europei è quello di una netta affermazione italiana. Le affermazioni ottenute nei kata confermano una superiorità evidente tra i più giovani e, soprattutto, certificano quanto impegno, talento e preparazione possano fare la differenza quando vengono coltivati con continuità. All’interno di questo gruppo spicca la figura di Nina Baldi, l’atleta più giovane della spedizione in azzurro: chiamata a completare la squadra, ha saputo affrontare la gara con grande determinazione, trasformando ogni prova in un passo concreto in un percorso di crescita tecnica che offre ancora ampi margini di miglioramento.
Nelle categorie Juniores, la scena è stata dominata da Leonardo Bindi, fratello minore di Alessandro e già protagonista ai massimi livelli internazionali grazie al titolo iridato conquistato nel circuito WSKA. A Portimão ha arricchito il proprio curriculum centrando l’argento nel kata individuale, che gli vale il titolo di vicecampione europeo, e soprattutto l’oro nel kata a squadre. Questo successo di team è stato condiviso con il toscano Elia Ricciardi, portacolori del Karate Val di Cecina, atleta che si allena stabilmente sui tatami della Junkan Dojo, a conferma della capacità della scuola viareggina di attrarre e far crescere talenti anche oltre i propri confini cittadini.
Leadership e risultati nella categoria seniores
Nella categoria Seniores il punto di riferimento è stato Alessandro Bindi, già salito sul tetto del mondo nel circuito WSKA nel settembre 2025. Forte di questa esperienza, l’atleta viareggino ha affrontato il confronto continentale con lucidità e autorevolezza, conquistando una preziosa medaglia di bronzo nel kata individuale. Il suo Europeo, però, ha trovato il momento più alto nella prova a squadre, dove insieme ai compagni Nardi e Rocchetti ha centrato un oro di grande peso specifico, dimostrando come la qualità tecnica possa esprimersi appieno quando viene sostenuta da un’intesa profonda tra i componenti del team.
La presenza contemporanea di Alessandro e Leonardo sul palcoscenico europeo offre un’immagine particolarmente significativa del lavoro svolto in questi anni dalla Junkan Dojo. Due fratelli inseriti in categorie diverse, uno già pienamente affermato tra i Seniores e l’altro in crescita costante tra gli Juniores, testimoniano come un ambiente tecnico coeso possa accompagnare gli atleti in ogni fase del percorso agonistico. Per la scuola viareggina, vedere due propri allievi interpretare il kata con questa maturità rappresenta una conferma concreta della validità delle scelte compiute in palestra, ma anche uno stimolo a continuare a investire sulle nuove generazioni che ogni giorno varcano la soglia del dojo.
Metodo, visione e riconoscimenti tecnici
Per il Maestro Nicola Bianchi, ex atleta azzurro e già campione del mondo, quanto accaduto in Portogallo rappresenta molto più di una semplice serie di podi. Nelle sue parole traspare la convinzione che risultati di questo livello nascano da una dedizione quotidiana meticolosa e da una programmazione degli allenamenti costruita con criteri moderni, capace di portare gli atleti a esprimersi al meglio sul piano internazionale. Volontà, passione e talento diventano, nella sua lettura, gli elementi che sintetizzano lo stile della scuola: un equilibrio che permette di coniugare ricerca tecnica e crescita personale, riflettendo fedelmente l’identità della Junkan Dojo.
Il ruolo del Maestro Bianchi non si è limitato alla guida dei propri allievi: per questa trasferta è stato inserito ufficialmente nello staff della nazionale come Assistente Responsabile del Kata, lavorando fianco a fianco con il Maestro Pasquale Acri. La rappresentativa italiana è stata schierata dalla FIKTA, guidata dal Maestro Hiroshi Shirai, realtà cui va riconosciuto il merito di un impegno costante sia nell’allestimento delle prove internazionali sia nella promozione del Karatedo sul territorio. Questa sinergia tra struttura federale e scuole di alto livello rende possibile trasformare il lavoro dei dojo in risultati visibili sui tatami di tutta Europa.
Comunicazione, racconto e prospettive future
Dietro la cronaca di questi successi c’è anche un lavoro silenzioso di comunicazione, fondamentale per far conoscere all’esterno l’impegno di atleti e tecnici. A occuparsi dell’ufficio stampa è Elena Torre, che coordina le attività dell’agenzia dedicata al racconto della Junkan Dojo e funge da referente per i rapporti con i media. È lei a raccogliere le voci dei protagonisti, a organizzare le informazioni e a trasmetterle a giornali e redazioni, ed è sempre a lei che ci si può rivolgere per approfondimenti, contattandola all’indirizzo email torre.elena@gmail.com o al numero 3477071677.
Le giornate portoghesi chiudono idealmente un capitolo importante per il karate tradizionale italiano, fissando un’immagine che resterà a lungo nella memoria di chi ha seguito queste gare. Le medaglie conquistate dai rappresentanti della scuola viareggina mostrano quanto il lavoro quotidiano, quando è guidato da una visione chiara e condivisa, possa trasformarsi in risultati tangibili e in emozioni sincere. Per gli atleti coinvolti questo Europeo sarà un punto di partenza più che un traguardo, un riferimento a cui guardare ogni volta che, entrando in palestra, torneranno a ripetere quei gesti che sul tatami, per tre giorni, hanno dato forma concreta ai loro sogni.
