Una cena speciale accende i riflettori sulla cucina campana contemporanea, trasformando un appuntamento gastronomico in un viaggio sensoriale che unisce creatività, memoria e convivialità. Un invito a sedersi a tavola per scoprire un racconto fatto di ingredienti, calici e incontri, pensato per chi cerca emozioni autentiche nel piatto e nel bicchiere.
Una data da segnare in agenda
A Ristorante Da Laura, il 18 dicembre alle ore 20, si apre una serata che ha il sapore delle occasioni destinate a restare impresse. L’appuntamento nasce per valorizzare l’arte culinaria della Campania, intrecciando tradizione e ricerca in un contesto pensato per chi ama condividere la tavola come luogo di dialogo, curiosità e scoperta, tra profumi che evocano mare, orti e memorie di famiglia, in un clima intimo e coinvolgente che invita a rallentare, ascoltare i racconti dei piatti e affidarsi alla sensibilità di chi li ha immaginati e creati.
Il filo conduttore dell’appuntamento è un equilibrio appassionato tra Cultura, edonismo e sapori autentici, capace di trasformare il semplice atto del mangiare in un rito condiviso. Ogni portata è pensata come una tappa di un percorso narrativo, dove la tecnica dialoga con la memoria e il piacere diventa linguaggio comune, fino a un epilogo dolce che promette di racchiudere l’essenza stessa di questa esperienza corale a tavola. Un invito a lasciarsi guidare dai sensi, senza fretta, accogliendo ogni dettaglio come parte di un mosaico studiato con cura.
La nuova stagione del Ristorante Da Laura, tra mare, terra e vulcani
Con questo appuntamento si inaugura una nuovissima stagione del locale, costruita intorno ai saperi e ai sapori dell’arte culinaria campana. Il percorso, battezzato Mare, Terra e Vulcani, nasce come itinerario gastronomico che intende raccontare, attraverso una sequenza di serate tematiche, la ricchezza di un territorio fatto di pescato, prodotti dell’entroterra e suggestioni laviche, intrecciando tecnica contemporanea e rispetto per la tradizione domestica. Ogni incontro sarà pensato come un capitolo autonomo, capace di mettere in scena combinazioni inedite senza tradire l’identità profonda delle materie prime che ne sono protagoniste.
Al centro di questo progetto ci sono lo chef Laura Peluso e il maestro pizzaiolo Antonio Nigro, che uniscono sensibilità e competenze per dare forma a una proposta gastronomica coerente e personale. La serata inaugurale nasce in collaborazione con Identità Mediterranea, chiamata ad affiancare il ristorante in un percorso che mette al centro il dialogo tra cucina, territorio e sensibilità contemporanea, in un equilibrio in cui ogni dettaglio è pensato per esaltare la genuinità delle preparazioni. Una sinergia che invita l’ospite a leggere ogni piatto come espressione di un pensiero condiviso tra chi cucina e chi racconta.
Vini, racconti e abbinamenti d’autore
Per dare profondità al percorso gustativo, la prima serata vede protagoniste le etichette di Casa Setaro, selezionate per dialogare con ogni proposta del menu. Il calice diventa così estensione del piatto, chiamato a sostenerne i contrasti, alleggerirne le morbidezze o amplificarne la sapidità, in un gioco di rimandi studiato per accompagnare l’ospite passo dopo passo, senza mai sovrastare il lavoro della cucina ma intrecciandosi con esso. Ogni combinazione nasce da un’attenta riflessione, che tiene conto di consistenze, temperature e profumi, così da offrire una lettura completa di ciò che arriva in tavola.
A raccontare questi abbinamenti sarà Gaetano Cataldo, giornalista enogastronomico e miglior sommelier dell’anno al Merano Wine Festival, chiamato a guidare i presenti attraverso un percorso fatto di note olfattive e suggestioni gustative. La sua voce accompagnerà ogni calice, offrendo chiavi di lettura accessibili ma mai banali, così che chi siede a tavola possa riconoscere, sorso dopo sorso, le sfumature che rendono unico l’incontro tra cucina e vini. Un dialogo continuo, pensato per trasformare la degustazione in esperienza consapevole, senza rinunciare alla spontaneità delle emozioni che nascono al momento.
Un percorso di degustazione in quattro tempi
La proposta gastronomica della serata si articola in quattro tempi, pensati come una progressione coerente e sorprendente. L’ingrediente guida delle portate salate è il baccalà, declinato in interpretazioni diverse per consistenze, cotture e accostamenti, mentre il capitolo conclusivo è affidato a un lievitato artigianale dal carattere spiccatamente territoriale. Ogni fase del menu nasce per mostrare una sfaccettatura diversa dello stesso filo conduttore. Un equilibrio studiato perché il palato possa attraversare gradualità di intensità, passando da suggestioni più delicate a sensazioni sempre più strutturate, fino alla chiusura dolce che riporta alla memoria sapori d’infanzia.
L’apertura del percorso è affidata a un antipasto che esalta la materia prima in chiave avvolgente: Polpetta di Baccalà su Vellutata di Ceci al Rosmarino e Gocce di Seppia. Una preparazione che gioca sul contrasto tra cremosità e croccantezza, tra note marine e richiami erbacei, accompagnata nel calice da Pietrafumante, Caprettone Spumante Metodo Classico Brut, bollicina scelta per sostenere la sapidità del piatto e regalare un ingresso in sala dinamico e luminoso. Un incipit che prepara il palato a riconoscere fin da subito l’intreccio tra mare e legumi, tra freschezza e profondità gustativa.
Dal mare al bosco: primo e secondo piatto
Il viaggio prosegue con un primo dal carattere deciso, le Candele con Genovese di Baccalà al Pepe di Sichuan, dove la pasta accoglie un condimento ricco, attraversato da una speziatura calibrata che dona profondità senza coprire la delicatezza del pesce. In abbinamento viene servito Aryete Caprettone del Vesuvio Doc, bianco strutturato scelto per sostenere l’intensità del sugo e accompagnare, con eleganza, la persistenza aromatica del piatto. Un incontro che invita a soffermarsi sui dettagli, dal profumo che sale dal piatto alla sensazione avvolgente che resta in bocca dopo ogni assaggio.
Il secondo piatto porta in tavola una lettura più materica del tema, il Mussillo di Baccalà Arrosto bardato al Bacon con Patate e Porcini, in cui la sapidità del pesce incontra l’abbraccio affumicato del maiale e la consistenza morbida dei tuberi, arricchiti dall’intensità del fungo. Nel bicchiere trova spazio Terramatta Aglianico Campania Igt, rosso che accompagna la struttura del piatto con tannini misurati e una voce decisa ma armoniosa. Un abbinamento pensato per chi ama sensazioni più avvolgenti, capace di evocare, nel gioco tra mare e bosco, un’idea di comfort food raffinato e contemporaneo.
Il finale dolce all’albicocca Pellecchiella
A chiudere la sequenza arriva il dessert, un Panettone Artigianale alla Pellecchiella del Vesuvio, in cui la sofficità dell’impasto abbraccia la dolcezza equilibrata dell’albicocca, frutto che regala un carattere inconfondibile al morso. In accompagnamento viene proposto Caravaggio, Sparkling Cocktail all’Albicocca, pensato per creare un dialogo giocoso tra bollicina e morbidezza, prolungando le note fruttate in un finale che illumina il palato con leggerezza. Un congedo che rende omaggio alla tradizione del grande lievitato delle feste, interpretato però attraverso una sensibilità territoriale capace di far emergere, boccone dopo boccone, la personalità dell’albicocca Pellecchiella del Vesuvio.
Alla fine del percorso resta la sensazione di aver partecipato non solo a una cena, ma a un racconto condiviso, costruito attraverso piatti, calici e conversazioni. La tavola diventa spazio di incontro, in cui chi cucina, chi serve e chi assaggia si ritrova unito dalla stessa curiosità verso ciò che il territorio può offrire. Un invito a tornare, portando con sé il ricordo vivido di una serata vissuta con tutti i sensi. Un’esperienza pensata per lasciare tracce durature, quelle che riaffiorano nel tempo ogni volta che un profumo, un sorso o una consistenza riportano alla mente l’emozione di quel momento.
