Nel cuore di Napoli, una basilica si prepara ad accogliere un percorso espositivo che promette di toccare corde intime e profonde del pubblico. Un grande maestro catalano della contemporaneità viene raccontato attraverso il lato più segreto della sua ricerca, in un dialogo serrato tra immagini, parola e memoria.
Un viaggio nell’anima di Joan Miró
Porta un titolo che è già una dichiarazione d’intenti, “Joan Miró: per poi arrivare all’anima”, la grande esposizione dedicata a Joan Miró che apre al pubblico il 5 dicembre e resterà visitabile fino al 19 aprile 2026. La rassegna, pensata per celebrare la personalità istrionica dell’artista spagnolo, invita i visitatori a misurarsi con una produzione che mette continuamente alla prova i confini dell’immaginazione, chiedendo a chi guarda di lasciarsi condurre verso una dimensione più interiore e meditativa e di ascoltare, in silenzio, ciò che le sue immagini suggeriscono.
Saranno circa cento le opere esposte, tra litografie, acquetinte e acqueforti provenienti da collezioni private, selezionate per costruire un racconto unitario ma articolato in sette aree tematiche. Il percorso non si limita a presentare una sequenza di fogli straordinari, ma accompagna passo dopo passo nella comprensione della continua sperimentazione del maestro catalano e del suo rapporto profondo con la parola scritta, il segno grafico e le molteplici possibilità offerte dalle tecniche di stampa più raffinate, che diventano, foglio dopo foglio, una sorta di diario visivo della sua ricerca.
Il contesto napoletano e l’incontro con la stampa
Prima che le sale vengano aperte al grande pubblico, il progetto verrà presentato ai media in un momento di confronto ravvicinato. Mercoledì 3 dicembre, alle ore 11.00, le porte della basilica di Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta, in Piazzetta Pietrasanta 17-18 a Napoli, si apriranno infatti per un incontro riservato alla stampa. In quell’occasione, le opere troveranno una collocazione particolarmente suggestiva all’interno dell’architettura sacra, creando un dialogo intenso tra la storia del luogo e la forza visionaria delle immagini grafiche dell’artista.
Accanto alle opere, durante la presentazione alla stampa sarà protagonista anche lo sguardo critico di Achille Bonito Oliva, curatore dell’esposizione. La sua presenza offrirà ai giornalisti l’occasione di entrare nel laboratorio concettuale che ha guidato la scelta dei lavori e l’impianto generale del percorso, ascoltando dalla sua voce come il titolo, le sezioni tematiche e il dialogo con lo spazio della basilica siano stati pensati per condurre lo spettatore verso un incontro più intimo con l’universo mironiano e con quella tensione poetica che attraversa ogni scelta espositiva.
Una rete di collaborazioni per un grande progetto
A sostenere e rendere possibile questo progetto c’è un articolato sistema di collaborazioni. L’esposizione è prodotta da Navigare srl, realtà che coordina l’iniziativa con il patrocinio del Comune di Napoli, del Consolato di Spagna e dell’Instituto Cervantes, oltre alla partecipazione del Lapis Museum. La presenza congiunta di istituzioni cittadine e realtà legate alla cultura spagnola sottolinea il desiderio condiviso di offrire alla città un’occasione di incontro profondo con l’opera mironiana, costruendo un dialogo concreto tra territori, lingue e tradizioni.
Un ruolo significativo, nella definizione del percorso, è svolto anche dall’Estate Joan Miró, che ha approvato le opere presenti in mostra. Questo passaggio, discreto ma essenziale, indica l’attenzione con cui è stata costruita la selezione, nel rispetto dell’eredità artistica del maestro catalano, e offre ai visitatori la possibilità di accostarsi alle sue creazioni sapendo che ogni scelta risponde a criteri condivisi con chi ne custodisce oggi la memoria, più intima e consapevole, lontana dalla semplice curiosità occasionale, di fronte all’artista.
La grafica come porta d’accesso alla poesia di Miró
All’interno del percorso spicca una sezione dedicata alle tavole che accompagnano i volumi I e II del catalogo ragionato delle litografie di Joan Miró. Questi fogli, nati per affiancare un lavoro di studio sistematico, in mostra assumono una forza autonoma e rivelano la precisione con cui l’artista ha affrontato la grafica. Ogni tavola sembra custodire un momento diverso del suo dialogo con il segno, offrendo allo sguardo una trama fittissima di rimandi tra colore, linea e parola, che chiedono tempo.
Accanto a queste pagine così legate alla dimensione del catalogo, il percorso accoglie anche alcune copertine di LP ideate e disegnate dall’artista. Sono oggetti nati per circolare nella vita quotidiana, ma qui diventano testimonianza di come la sua ricerca visiva abbia saputo dialogare con mondi diversi, compreso quello musicale. Le linee essenziali, i colori vibranti e le figure sintetiche che animano queste copertine raccontano un modo di intendere l’opera grafica come presenza viva, capace di parlare a pubblici differenti oggi.
Teatro, figure femminili e universi primordiali
Tra i nuclei più sorprendenti del percorso compare la personale lettura che Joan Miró dedica a Ubu Roi, il personaggio teatrale creato nel 1896 da Alfred Jarry, considerato il padre della Patafisica. Nelle opere esposte, questa figura nata sulle scene viene filtrata attraverso l’immaginario visionario dell’artista catalano, che ne accentua gli aspetti grotteschi e surreali. L’incontro tra il teatro di Jarry e la grafica mironiana genera immagini dal sapore sovversivo, capaci di evocare, con poche linee, un intero mondo in trasformazione.
A chiudere idealmente il percorso è una raccolta di opere che mette a fuoco alcuni soggetti ricorrenti nell’immaginario mironiano. La figura femminile, il mondo della natura con particolare attenzione agli uccelli, e i celebri “Personnages” compongono un piccolo cosmo popolato da presenze ibride e immaginarie, legate a un’idea di universo e di natura primordiale. In queste immagini, essenziali e al tempo stesso potentissime, sembra emergere l’origine di un linguaggio che continua a parlare direttamente alle zone più profonde della sensibilità.
