Trecento persone hanno trasformato il Palasport di Lucca in una grande pista di Zumba, regalando alla Fondazione Meyer quasi seimila euro per il progetto Play Therapy. Una serata in cui musica e fitness si sono intrecciati con l’attenzione per i bambini in cura all’ospedale pediatrico, tra entusiasmo, impegno e commozione condivisa.
Una città che si muove per il Meyer
Nel pomeriggio di sabato 2 dicembre 2025 il Palasport di Lucca si è riempito di volti e accenti arrivati da molte regioni d’Italia per partecipare a Lucca Dance Zumba For Meyer, una masterclass a scopo benefico interamente dedicata all’Ospedale Pediatrico Meyer. L’iniziativa, nata dall’intuizione della zin lucchese Valentina Altamura e sostenuta da Zefiro Impresa Sociale, ha radunato circa 300 tra presenter, istruttori, allievi, famiglie e bambini, tutti pronti a mettersi in gioco con la stessa voglia di ballare e sostenere una causa dal forte valore umano.
Nel giro di pochi anni questa masterclass è diventata uno degli appuntamenti sportivi più attesi del territorio, tanto da essere inserita da tre edizioni nel calendario ufficiale di VIVI LUCCA, il programma di eventi del Comune. Un riconoscimento che mette in luce il ruolo crescente della manifestazione nella vita cittadina, capace di attrarre pubblico da fuori provincia e di proporre un modello in cui attività fisica, divertimento e impegno sociale convivono in maniera naturale, creando un tessuto di relazioni che va oltre il semplice allenamento.
Dalla pista al reparto: il sostegno alla Play Therapy
Il cuore dell’evento resta il risultato concreto raggiunto per la Fondazione Ospedale Pediatrico Meyer: grazie alle iscrizioni e ai contributi dei partecipanti è stata raccolta una somma vicina ai 6.000 euro, destinata integralmente al progetto Play Therapy. Non si tratta soltanto di un obiettivo economico, ma di un sostegno diretto a un percorso che utilizza gioco, musica, pet therapy e lettura come strumenti di cura. Attraverso queste attività, i piccoli ricoverati possono trovare momenti di leggerezza, distrazione e ascolto all’interno di giornate spesso scandite da esami, terapie e attese.
Il progetto Play Therapy contribuisce infatti a rendere gli spazi del Meyer più vicini al mondo dell’infanzia, trasformando l’ospedale in un luogo dove un laboratorio musicale, una lettura condivisa o la presenza di un animale da compagnia possono cambiare il tono di una giornata di cura. Per i bambini e per chi li accompagna, questi gesti significano sentirsi accolti, considerati e sostenuti anche sul piano affettivo. Il contributo maturato a Lucca si inserisce proprio in questo quadro, rafforzando ogni giorno il lavoro dell’ospedale nel dialogo con le emozioni delle famiglie.
La festa sul parquet e il riconoscimento alla gentilezza
Al Palasport, la musica ha preso il sopravvento fin dal primo brano grazie all’energia dei presenter Luca De Nigro, Lisa Viola, Claudio Loddo, Valentina Lottini e del giovanissimo Luis Armando Quiroz, che hanno guidato oltre due ore di Zumba senza pause. In pedana si sono alternati anche numerosi istruttori certificati ZIN, impegnati a proporre le coreografie ufficiali della disciplina. Il risultato è stato un pomeriggio in cui il parquet si è trasformato in una grande coreografia collettiva, fatta di passi all’unisono, sorrisi e concentrazione.
Ad aprire la manifestazione è stato il vicesindaco e assessore allo sport Fabio Barsanti, seguito dall’intervento di Emanuele Bittarelli, responsabile comunicazione ed eventi della Fondazione Meyer, che ha espresso il ringraziamento dell’ente e richiamato l’importanza del legame tra attività sportiva e impegno nella beneficenza. Nel corso del pomeriggio la zin che ha ospitato la masterclass ha ricevuto dalle mani dell’ambasciatrice Germana Delle Canne, in una simpatica versione di Grinch dal cuore buono, il premio Costruiamo Gentilezza nello sport, ovvero l’investitura ad ambasciatrice di gentilezza attraverso una maglia disegnata dai bambini, pensata per mettere in luce progetti e gesti esemplari. Il riconoscimento si ispira al gesto del portiere del Tottenham Guglielmo Vicario, tra i primi ad accogliere nella propria casa una famiglia in fuga dalla guerra, e lascia intravedere la direzione che la manifestazione vuole continuare a seguire: l’appuntamento, infatti, è già proiettato al 2026.
