Nel cuore del borgo di Fumone, una mostra d’arte trasforma un antico castello in un viaggio intimo nel significato della vita. “Vita”, progetto di astrattismo concettuale firmato da Giovanna Corcione, invita il pubblico a confrontarsi con scelte, legami e memorie che continuano a parlare anche quando il tempo sembra finito.
Una mostra sul senso della vita
La mostra “Vita” nasce come occasione per interrogarsi su ciò che rende irripetibile ogni esistenza. Ogni individuo porta con sé una trama personale, modellata da decisioni quotidiane e dalla propria indole, e il percorso espositivo costruito da Giovanna Corcione prende proprio avvio da questa consapevolezza. Le opere non indicano risposte, ma suggeriscono al visitatore di soffermarsi su ciò che orienta il proprio cammino, su quanto le scelte intime influiscano non solo sulla propria storia, ma anche su quella delle persone incontrate lungo la strada.
Nel cuore del progetto emerge la consapevolezza che ogni vita, per quanto ordinaria possa apparire, lascia tracce profonde negli altri. Un gesto, una relazione, una scelta possono trasformarsi in ricordi che continuano a vivere nella memoria collettiva, alimentando emozioni che resistono al passare del tempo. L’idea che sentimenti e legami possano proseguire anche al di là della dimensione terrena attraversa l’intera esposizione, invitando il pubblico a misurarsi con ciò che resta di noi quando la contingenza materiale svanisce e sopravvive soltanto il riverbero delle nostre azioni.
Il percorso astratto, le ventuno opere e le quattro sezioni tematiche
All’interno del Castello di Fumone, nella suggestiva dimora dei Marchesi Longhi de Paolis in via Umberto I, trovano posto le ventuno opere pensate da Giovanna Corcione per questo progetto. Si tratta di dipinti astratti di impianto concettuale, in cui la resina diventa il medium privilegiato. La materia, fluida e imprevedibile, viene orientata da un gesto deciso che le imprime direzione, mentre linee calibrate e studiate costruiscono configurazioni intenzionali, mutevoli alla luce e allo sguardo. Il risultato è un itinerario visivo coerente, creato appositamente per dialogare con la leggendaria struttura medievale che lo ospita e per accogliere lo spettatore in un ambiente di forte tensione emotiva.
Il percorso si articola in quattro sezioni tematiche, ognuna delle quali offre un diverso punto di vista sulle conseguenze delle scelte personali. Da un lato viene evocata una vita centrata esclusivamente su sé stessi, che incrina progressivamente le relazioni con gli altri fino a sfociare in dinamiche di sopraffazione, capaci di estendersi persino ai rapporti tra popoli. Dall’altro lato emergono invece i legami che nascono dagli incontri fondamentali, insieme ai valori che ne derivano e che continuano a esistere anche quando il tempo biologico si esaurisce. In questa prospettiva, i sentimenti diventano un filo sotterraneo e tenace in grado di connettere al di là della realtà materiale.
Il castello e l’esperienza di visita
La scelta del Castello di Fumone, storica residenza del Lazio, non rappresenta soltanto una cornice suggestiva, ma una parte integrante del racconto curatoriale. Gli ambienti medievali, attraversati da memorie secolari, amplificano i temi della mostra, mettendo in risonanza la storia del luogo con le traiettorie intime narrate dalle opere. La visita alla rassegna è inserita all’interno del consueto percorso guidato del castello, permettendo ai visitatori di accostare, in un unico itinerario, la dimensione storica dell’edificio e la ricerca astratta di Giovanna Corcione. In questo dialogo tra passato e presente, l’arte contemporanea appare come un controcanto silenzioso alle vicende che quei muri hanno custodito.
L’apertura ufficiale di “Vita”, curata dall’artista salernitana Giovanna Corcione, è fissata per il 6 dicembre, quando il progetto sarà presentato con un vernissage negli spazi del castello di proprietà dei Marchesi Longhi de Paolis a Fumone (FR). L’esposizione resterà visitabile fino al 30 dicembre, ogni giorno con doppio orario, dalle 9:30 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 19:00, mentre la domenica sarà possibile accedervi in orario continuato. Questa scansione consente di integrare senza fretta la fruizione delle opere con la visita guidata alla dimora storica, offrendo al pubblico un tempo disteso per osservare, ascoltare e riflettere.
Il percorso umano e professionale di Giovanna Corcione
L’autrice del progetto, Giovanna Corcione, proviene da una famiglia di artisti di lunga tradizione, discendente dal casato dei Valeriani, e porta in sé questo patrimonio fin dagli inizi del suo cammino. Dopo gli studi al Liceo Artistico di Salerno, prosegue la formazione presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli, dove conclude entrambi i percorsi con il massimo dei voti, segno di una dedizione rigorosa allo studio. Da oltre vent’anni insegna Storia dell’Arte e Discipline artistiche, costruendo quotidianamente un dialogo con le nuove generazioni e alimentando, attraverso l’insegnamento, la stessa sensibilità critica che anima il suo lavoro in studio.
La ricerca espressiva di Giovanna Corcione ha attraversato nel tempo linguaggi differenti, dal figurativo alle forme non oggettive, per approdare negli ultimi anni a un vocabolario vicino all’astrattismo concettuale. In questa fase matura, la resina è divenuta il suo strumento privilegiato, adottato come medium espressivo principale. Dopo un periodo di silenzio creativo, l’artista è tornata sulla scena espositiva nel 2024 con la personale “OPPOSTI”, allestita nell’ex Chiesa della SS. Trinità a Giffoni Sei Casali. Nel solco di questo percorso, la mostra “Vita” propone al pubblico lo stesso linguaggio rigoroso, declinato in una meditazione condivisa sulla vita e sulle sue molteplici direzioni.
