C’è un compleanno che racconta più di una festa: quello di Subito, che compie 18 anni proprio mentre i ragazzi nati nel 2007 diventano maggiorenni. Un incrocio simbolico che permette di osservare come questa generazione viva la mobilità, tra sogni di indipendenza e una quotidianità fatta di mezzi condivisi.
Un compleanno condiviso
Alcune ricorrenze segnano un semplice passaggio sul calendario, altre ridefiniscono lo sguardo sul presente. La soglia dei 18 anni appartiene alla seconda categoria: è il momento in cui tutto sembra poter cambiare, per le persone e persino per un’azienda. È in questo clima che Subito, nata diciotto anni fa e divenuta nel tempo la prima piattaforma italiana di re-commerce, con 26 milioni di utenti unici mensili secondo l’osservatorio E-commerce in Italia 2024 di Casaleggio Associati, ha scelto di interrogarsi sul significato profondo di condividere questo traguardo con i suoi coetanei umani.
Questi coetanei condividono con Subito l’anno simbolico del 2007, quello di nascita. Oggi sono maggiorenni, nel pieno di quel passaggio che trasforma un compleanno in una tappa carica di responsabilità e di nuove possibilità. Per comprendere chi sono, che cosa li entusiasma e come organizzano la propria vita, la piattaforma ha deciso di metterli idealmente al centro dell’inquadratura, soffermandosi in particolare sul loro modo di muoversi tra studio, lavoro e passioni, sul valore attribuito alla libertà di spostamento e sul significato che l’automobile conserva nell’immaginario di questa generazione oggi.
La ricerca che racconta i nuovi diciottenni di oggi
Per dare solidità a questo sguardo, Subito ha commissionato la ricerca intitolata “Cosa vuol dire avere 18 anni oggi”, affidandone lo sviluppo a Future Concept Lab. L’analisi dei risultati è stata curata dal suo Presidente, il sociologo Francesco Morace, che ha ricostruito un quadro articolato di identità, valori e comportamenti dei neomaggiorenni. Lo studio nasce con l’intento dichiarato di restituire una sorta di ritratto generazionale, capace di mettere in luce abitudini concrete e desideri più profondi, senza separare ciò che accade nella quotidianità da ciò che i ragazzi immaginano per il proprio domani.
In questo contesto si inserisce la riflessione di Giuseppe Pasceri, amministratore delegato di Subito, che legge questo anniversario come un’occasione per guardarsi allo specchio attraverso gli occhi dei diciottenni. Secondo Pasceri, celebrare i 18 anni della piattaforma confrontandosi con i coetanei nati nel 2007 permette di capire meglio il futuro che si sta costruendo insieme, verificare se le scelte fin qui compiute rispecchiano davvero i desideri di questa generazione e, soprattutto, capire come diventare compagni di viaggio affidabili, capaci di crescere e migliorare al loro fianco.
Mobilità e sogni
Il quadro che emerge dalla ricerca restituisce l’immagine di una mobilità fortemente intermodale. I neomaggiorenni affrontano gli spostamenti per la scuola, per i primi impegni lavorativi o per coltivare le proprie passioni combinando più soluzioni, tanto che oltre la metà dichiara di utilizzare abitualmente almeno due mezzi diversi per raggiungere le proprie destinazioni. Nelle scelte quotidiane pesano velocità e attenzione all’ambiente: il 52,7 per cento si muove a piedi, il 45,8 per cento ricorre ai mezzi pubblici, il 44 per cento utilizza l’auto di famiglia guidata dai genitori e il 28,2 per cento sceglie la bicicletta.
Accanto a questo uso intenso di piedi, autobus, treni e biciclette rimane però vivo il richiamo dell’auto. Per il 43,4 per cento dei diciottenni il possesso della patente è considerato un traguardo imprescindibile e per il 39,9 per cento avere una vettura propria continua a rappresentare un sogno personale, nonostante nella pratica prevalga ancora l’uso dell’auto dei genitori. La conquista di questa autonomia viene spesso rimandata: tra impegni scolastici, costi elevati e maggiore disponibilità delle famiglie ad accompagnare i ragazzi, il conseguimento della patente si concentra tra i 21 e i 24 anni, mentre la quota di neo-maggiorenni che la ottiene è scesa dal 95 per cento del 2011 all’attuale 46 per cento, con percentuali ancora inferiori nei grandi centri urbani.
