In vista della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità del 3 dicembre, CBM Italia riafferma il proprio impegno per diritti e inclusione puntando su “Criptonite”, un podcast che sceglie il linguaggio come terreno di confronto e invita chi ascolta a mettere in discussione stereotipi e abitudini consolidate.
Un impegno che parte dalle parole
Ogni 3 dicembre la Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità richiama l’attenzione sulle condizioni di vita e sui diritti di milioni di persone. In questo contesto si inserisce il lavoro di CBM Italia, organizzazione internazionale attiva nel campo della salute, dell’educazione, del lavoro e della tutela dei diritti delle persone con disabilità, là dove il bisogno è più urgente, in Italia e in molti Paesi del mondo, che restano ancora al margine di molte conversazioni e decisioni collettive importanti oggi.
Con “Criptonite”, CBM Italia sceglie di usare la forma del podcast per aprire un confronto pubblico. L’obiettivo dichiarato è triplice: riportare al centro del dibattito le persone con disabilità, ripensarne la rappresentazione nei differenti contesti della vita quotidiana e lavorare in profondità su quegli stereotipi che, nel tempo, hanno alimentato luoghi comuni difficili da riconoscere e da mettere in discussione, sia per chi le subisce in prima persona sia per chi le ripete senza rendersene conto nella vita di tutti i giorni.
Il cuore di “Criptonite”: voci e responsabilità condivise
A dare forma e ritmo al podcast sono Marina Cuollo, scrittrice ed editorialista che si occupa di diversità e inclusione, e Jacopo Cirillo, autore e sceneggiatore. La loro conduzione intreccia sguardi differenti e competenze complementari, trasformando ogni episodio in una conversazione che tiene insieme il racconto personale, l’analisi di chi studia i fenomeni sociali e l’attenzione a come tutto questo viene restituito attraverso le parole, scelte con cura per evitare semplificazioni superficiali e letture distorte dell’esperienza raccontata da chi ascolta.
Nella puntata dedicata al linguaggio, in uscita in prossimità del 3 dicembre, i conduttori dialogano con Vera Gheno, sociolinguista, saggista e traduttrice. Insieme analizzano come le parole diano forma a narrazioni abiliste, cioè a quegli atteggiamenti svalutativi che colpiscono le persone con disabilità, e interrogano la responsabilità di media, istituzioni e cittadini nel scegliere espressioni accurate. Termini come “handicappato”, “il disabile”, “persona con disabilità” o “persona disabilitata/disabilizzata” vengono messi a confronto per evidenziarne significati e conseguenze concrete nella comunicazione quotidiana.
Nel corso dell’episodio, Gheno ricorda che il modo in cui chiamiamo qualcosa influenza il modo in cui la trattiamo. Usare espressioni come “handicappato” o formule ridotte a “il disabile” significa ridurre la persona a una sola caratteristica, cancellandone il resto. Parlare invece di “persona con disabilità” o di “persona disabilitata/disabilizzata” permette di riconoscere la disabilità come una delle variabili possibili o come una diversa conformazione del corpo umano, all’interno delle relazioni sociali, istituzionali e mediatiche che ci circondano ogni giorno.
Ospiti e nuovi episodi: un dialogo che si allarga
Il percorso sul linguaggio non si esaurisce con l’intervento di Vera Gheno. Nei prossimi episodi di “Criptonite”, in uscita a dicembre, la riflessione si apre a nuove competenze grazie alla partecipazione di Francesca Vecchioni, fondatrice e presidente di fondazione Diversity. La sua esperienza nell’ambito della comunicazione, dei media, dell’hate speech e dei diritti umani consente di inserire il tema del linguaggio sulla disabilità dentro un quadro più ampio di rappresentazioni e discorsi pubblici che influenzano opinioni collettive e immaginario sociale.
Accanto a lei interviene Lavinia Azzone, editor per Fandango Libri e traduttrice, che porta nel podcast lo sguardo di chi lavora quotidianamente sui testi. Il suo ruolo editoriale permette di mettere in evidenza quanto la scelta di un termine, di una sfumatura o di una costruzione sintattica possa cambiare il senso di una storia e il posto che le persone con disabilità occupano nelle pagine, nei dialoghi e nelle descrizioni che arrivano poi a lettrici e lettori di ogni età.
Perché si chiama “Criptonite”
Il titolo del podcast non è stato scelto a caso. “Criptonite” combina il termine inglese “crip”, che significa “storpio” ed è stato a lungo usato in senso dispregiativo, con la kryptonite, il minerale capace di indebolire Superman. Oggi la comunità delle persone con disabilità rivendica la parola “crip” per decostruirla, ribaltandone l’uso offensivo e trasformandola in un elemento di riconoscimento condiviso all’interno di una storia collettiva che passa anche attraverso la rilettura critica delle parole ereditate dal passato recente.
Richiamando la kryptonite, il podcast esplicita il proprio intento: agire come uno strumento capace di disarmare i pregiudizi che circondano la disabilità. L’immagine del minerale richiama la volontà di abbattere barriere culturali e di superare narrazioni distorte, per offrire a chi ascolta una prospettiva diversa e un modo nuovo di guardare alla presenza delle persone con disabilità nella società, aprendo spazi di confronto in cui punti di vista differenti possano incontrarsi e ascoltarsi reciprocamente senza gerarchie rigide predefinite.
Capitoli, temi e ospiti: un viaggio nella quotidianità
La struttura di “Criptonite” è organizzata in capitoli composti da tre o quattro episodi, ognuno dedicato a un ambito specifico. Il capitolo sul linguaggio arriva dopo quello dedicato al rapporto tra comicità e disabilità, che ha visto come ospiti Michela Giraud, Laura Formenti, Emanuele Tumolo e Sofia Gottardi. Attraverso le loro presenze, il podcast ha affrontato il tema dell’incontro tra esperienza della disabilità e mondo della comicità, mettendo al centro racconti e punti di vista maturati sul palco e fuori.
Guardando avanti, i prossimi mesi vedranno l’apertura di capitoli dedicati ad altri temi già individuati dalla redazione del podcast: la rappresentazione della disabilità nei media, nel cinema, nelle esperienze di tempo libero e nei percorsi di istruzione, insieme ad altri argomenti ancora. Ogni nuovo blocco di episodi andrà a comporre un quadro progressivo delle diverse situazioni in cui la disabilità prende forma e viene percepita, all’interno di contesti che spesso sembrano neutri ma veicolano immagini precise e aspettative implicite.
Il ruolo di CBM Italia e il quadro europeo
Il lavoro sul podcast si inserisce in un impegno più ampio di CBM Italia sul piano internazionale. L’organizzazione, insieme all’EDF (European Disability Forum), partecipa al processo di monitoraggio dell’attuazione, da parte dell’Unione Europea, della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità. Tra le raccomandazioni indirizzate quest’anno all’Europa c’è proprio l’invito a creare maggiore conoscenza e consapevolezza sui temi legati alla disabilità, affinché gli impegni sanciti nei documenti internazionali trovino effettiva traduzione nelle politiche e nelle pratiche quotidiane.
In questa prospettiva, il direttore di CBM Italia, Massimo Maggio, descrive “Criptonite” come uno strumento concreto di sensibilizzazione, a disposizione di chiunque voglia provare a cambiare sguardo e a mettere in discussione le proprie convinzioni sulla disabilità. L’obiettivo dichiarato è contribuire a un reale cambiamento culturale, nel quale le persone con disabilità siano pienamente riconosciute, ascoltate e rappresentate senza ricorrere a stereotipi che ne semplificano le vite e le esperienze, oscurando bisogni, competenze e aspirazioni personali diverse tra loro.
Dove ascoltare “Criptonite” e chi lo sostiene
Per chi desidera seguire questo percorso di ascolto, le puntate di “Criptonite” sono disponibili sui principali canali digitali di fruizione audio. Il podcast può essere trovato su YouTube, su Spotify e sul sito di CBM Italia, così da raggiungere pubblici differenti e permettere a ciascuno di scegliere il modo più comodo per accedere ai contenuti, sia da chi segue abitualmente i podcast sia da chi si avvicina per la prima volta a questo tipo di narrazione audio.
Le puntate dedicate al linguaggio inclusivo sono realizzate con il sostegno di E.ON, che affianca CBM Italia in questa iniziativa. Il contributo del partner rende possibile la produzione degli episodi concentrati sul tema delle parole e della comunicazione, offrendo al pubblico un ulteriore strumento per interrogarsi su come nominare e raccontare la disabilità nel rispetto dei diritti umani, allineando così il sostegno economico a un percorso di responsabilità sociale e attenzione concreta ai temi trattati nel podcast.
