Un recente appuntamento istituzionale ha riportato al centro la condizione delle donne che subiscono violenza, ponendo l’accento su chi ogni giorno le accompagna nel cammino di liberazione. In un clima di ascolto e responsabilità condivisa, politica, professionisti e mondo associativo si sono interrogati su come trasformare la protezione in concreta possibilità di riscatto.
Un confronto necessario
Durante questo confronto è stato messo in luce quanto il tema della tutela delle donne vittime di violenza rappresenti oggi uno dei punti più sensibili dell’agenda politica e sociale. Al centro vi sono, da un lato, la protezione immediata di chi subisce maltrattamenti, dall’altro il potenziamento di un sistema di accoglienza e di sostegno capace di agire nei diversi territori. È stato ribadito che prevenzione e contrasto della violenza di genere devono entrare stabilmente nelle politiche pubbliche, in coerenza con la Convenzione di Istanbul e con le più recenti normative italiane, affinché ogni scelta istituzionale abbia un impatto reale sulla vita delle donne.
Il senatore Ignazio Zullo ha sottolineato come la risposta non possa limitarsi all’intervento emergenziale, ma debba investire un profondo cambiamento culturale. La violenza maschile contro le donne è stata descritta come un fenomeno che emerge con sempre maggiore evidenza nel tessuto sociale e che richiede consapevolezza diffusa, oltre che strumenti giuridici adeguati. In quest’ottica, Zullo ha ricordato l’introduzione del femminicidio come nuova fattispecie di reato nel Codice Penale, presentandola come un passaggio significativo per l’intera società e come segnale di una legislatura particolarmente attenta al contrasto della violenza maschile sulle donne.
Centri antiviolenza e case rifugio dentro una rete istituzionale
La presidente di La Crisalide in Rete APS, Roberta Bolettieri, ha richiamato con forza l’attenzione sul ruolo concreto dei centri antiviolenza e delle case rifugio. Queste strutture, ha spiegato, vanno riconosciute e valorizzate all’interno di una rete istituzionale chiara, capace di operare con continuità e competenza. Nelle sue parole, i centri non sono semplici servizi di assistenza, ma luoghi in cui si difende la libertà delle donne, si offre tutela e si alimenta un profondo cambiamento culturale, necessario per scardinare radici e giustificazioni della violenza.
Secondo Bolettieri, soltanto una rete istituzionale davvero stabile e integrata, capace di garantire accesso semplice ai servizi, protezione attiva ventiquattr’ore su ventiquattro e un accompagnamento psicologico, legale e sociale qualificato può offrire alle donne una reale prospettiva di uscita dalla violenza. Da questa impostazione discende l’idea di un percorso che porti all’autonomia e a una vera rinascita personale. È emersa, di conseguenza, la necessità di superare interventi occasionali e discontinui, a favore di un modello strutturato che coinvolga in modo coordinato forze dell’ordine, enti locali, servizi sociali, associazioni e comunità.
L’appuntamento istituzionale al Senato
La cornice di questo confronto è stata, martedì 2 dicembre 2025, la Sala Caduti di Nassirya del Senato della Repubblica, dove si è svolta la conferenza stampa intitolata “Presidi di libertà: il ruolo dei centri antiviolenza e delle case rifugio nel percorso di fuoriuscita dalla violenza”. L’iniziativa è stata promossa dal senatore Ignazio Zullo, capogruppo di Fratelli d’Italia nella 10ª Commissione permanente, in collaborazione con l’associazione La Crisalide in Rete APS. L’obiettivo dichiarato era quello di portare al centro dell’attenzione pubblica la protezione delle donne vittime di violenza e la necessità di rafforzare, in ogni territorio, i sistemi di accoglienza e di sostegno che già operano sul campo.
Il lavoro è stato guidato dal moderatore Federico Scalisi e arricchito dagli interventi di figure provenienti da ambiti diversi, chiamate a offrire prospettive complementari. Sono intervenuti Roberta Bolettieri, presidente di La Crisalide in Rete APS, Raffaella Casamassima, consigliere metropolitano di Bari, Maria Assunta Rutigliano, commissario tecnico psicologo della Polizia di Stato, Simona Petrozzi, presidente di Confcommercio Terziario Roma, e lo psicologo clinico e forense Raffaele Focaroli. Al centro dell’attenzione si è collocata anche la testimonianza, intensa e dolorosa, di una donna vittima di violenza, che ha reso ancora più chiaro il messaggio condiviso: solo un’azione coordinata, costante e strutturata, capace di cambiare concretamente la realtà, può garantire dignità, protezione e futuro alle donne che scelgono di denunciare e ricominciare.
