Nella serata del 1 dicembre 2025, lo Stadio Renato Dall’Ara si è trasformato in un grande abbraccio collettivo: migliaia di persone hanno scelto di esserci per dire no alla violenza di genere, intrecciando il tifo per il Bologna FC 1909 a un impegno civile che ha coinvolto l’intera città.
Lo stadio come piazza civile della città
In occasione della partita tra Bologna e Cremonese, il Dall’Ara è stato al centro di una mobilitazione senza precedenti promossa da Bologna For Community. L’iniziativa, arrivata alla sua quinta edizione, è stata organizzata da PMG Italia e Io Sto Con ETS, in sinergia con il Bologna FC 1909 e con il sostegno istituzionale della Città Metropolitana di Bologna, del Comune di Bologna e della Regione Emilia-Romagna. La serata ha trasformato un appuntamento sportivo in un momento di forte responsabilità collettiva, in cui il calcio è diventato strumento di consapevolezza e partecipazione su un tema che attraversa in profondità la vita delle comunità.
Il risultato sul campo, una sconfitta per il Bologna, è passato in secondo piano rispetto alla qualità dell’attenzione e del coinvolgimento del pubblico. Dagli spalti è arrivata una risposta intensa, composta, partecipe, che ha mostrato come una partita possa farsi occasione per costruire cultura condivisa. La manifestazione ha intrecciato la potenza emotiva dello sport con la necessità di assumersi, insieme, una responsabilità chiara contro la violenza di genere, offrendo ai presenti non solo uno spettacolo agonistico, ma un vero momento di cittadinanza attiva.
Un impegno concreto a sostegno dei centri antiviolenza
Il cuore dell’iniziativa è stato il sostegno ai sei Centri Antiviolenza della Città Metropolitana di Bologna, destinatari delle donazioni raccolte nel corso della serata. Le risorse sono state indirizzate a CHIAMA chiAMA – MondoDonna Onlus, Casa delle Donne per non Subire Violenza APS, Trama di Terre APS, UDI Bologna APS, Associazione PerLeDonne ODV e SOS Donna ODV. A loro è stato dedicato simbolicamente l’intero evento, riconoscendo il valore di un lavoro quotidiano spesso silenzioso ma indispensabile per chi cerca un’uscita dalla spirale della violenza.
Queste realtà, sostenute concretamente dalle donazioni, sono impegnate ogni giorno in percorsi di ascolto, protezione e accoglienza rivolti alle donne che subiscono abusi. L’iniziativa al Dall’Ara ha voluto dare visibilità a questo impegno, mettendo al centro operatrici, volontarie e volontari che accompagnano le vittime lungo cammini difficili. Trasformare un atto di tifo in un gesto di sostegno concreto ha significato riconoscere che la cura di chi è colpita dalla violenza riguarda l’intera comunità e non può essere confinata in uno spazio privato o marginale.
Una presenza corale di istituzioni e cittadinanza
Più di cento ospiti hanno risposto all’appello, componendo un quadro istituzionale e civico raro per partecipazione e intensità. Tra le autorità presenti si sono distinti la Vicesindaca del Comune di Bologna Emily Clancy, il Capo di Gabinetto della Città Metropolitana di Bologna Stefano Mazzetti, la Consigliera dell’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna Simona Lembi, il Questore di Bologna Antonio Sbordone, l’Assessora allo Sport del Comune Roberta Li Calzi, la Presidentessa della quinta Commissione consiliare salute, welfare, politiche per le famiglie, la comunità e le fragilità Roberta Toschi e il Direttore Sviluppo Persone & Organizzazione dell’Aeroporto Marconi di Bologna Marco Verga.
Accanto alle figure istituzionali hanno trovato posto sindache e sindaci della Città Metropolitana, giovani del territorio distintisi per il proprio impegno civico, rappresentanti di aziende partner, associazioni e realtà locali. Questa composizione così varia ha dato forma a una presenza davvero corale, in cui ogni soggetto ha portato un tassello della propria esperienza. La pluralità delle voci ha amplificato il messaggio dell’iniziativa, trasformando il Dall’Ara in una piazza in cui le istituzioni non erano semplici spettatrici, ma parte attiva di un fronte comune contro la violenza sulle donne.
Il racconto della serata, dentro e fuori dal Dall’Ara
La serata è iniziata all’esterno dello stadio, dove istituzioni e associazioni hanno condiviso riflessioni e testimonianze sulla violenza di genere. In questo spazio di confronto sono stati richiamati i numeri, ma soprattutto le storie e le vite interrotte, con l’obiettivo di ribadire che la risposta non può limitarsi alle emergenze. È stata sottolineata la necessità di un impegno quotidiano, diffuso, radicato nell’educazione, nelle relazioni, nei luoghi della vita di tutti i giorni, perché solo un lavoro costante può incidere su un fenomeno tanto profondo.
Una volta entrati al Dall’Ara, il pubblico è stato accolto dai saluti del portiere rossoblù Łukasz Skorupski e dell’Amministratore Delegato del Bologna FC 1909 Claudio Fenucci. Nei loro interventi è stato ricordato come lo sport possa offrire un terreno privilegiato per promuovere cultura, costruire legami di comunità e assumere responsabilità sociali. Il calcio, spesso percepito solo come competizione, è stato presentato come spazio educativo, capace di parlare alle nuove generazioni e di veicolare messaggi chiari su rispetto, parità e rifiuto di ogni forma di violenza.
Gli striscioni e la memoria delle vittime
Il momento più intenso è arrivato poco prima del fischio d’inizio. In curva è apparso lo striscione con la scritta “NON UNA DI MENO”, mentre nei distinti campeggiava il messaggio “NO ALLA VIOLENZA SULLE DONNE”. Le parole, distese sugli spalti di uno stadio abituato a cori e bandiere, hanno assunto un valore diverso, quasi solenne. Il silenzio attento del pubblico ha accompagnato questo gesto simbolico, trasformando quegli striscioni in una presa di posizione netta, visibile a tutte e tutti.
Accanto a questi messaggi è stato srotolato un impressionante striscione di 80 metri, su cui erano riportati i nomi di tutte le donne uccise per femminicidio nel 2025. Ogni nome, scritto uno accanto all’altro, ha restituito il peso reale di una tragedia troppo spesso ridotta a numeri. Il contributo decisivo dei tifosi del Centro Bologna Clubs e la determinazione del loro Presidente Andrea Coppari hanno reso possibile questo gesto potente: un tributo che ha reso impossibile distogliere lo sguardo, invitando ciascuno a interrogarsi su ciò che può fare, nel proprio quotidiano, per interrompere questa catena di violenza.
Tifosi, volontari e imprese: una rete che agisce
La riuscita della serata è stata il frutto di una collaborazione ampia tra tifose e tifosi, istituzioni, volontarie e volontari, aziende e associazioni partner. Un ruolo centrale è stato svolto dal Centro Bologna Clubs, che ha sostenuto con convinzione il progetto e ne ha alimentato la forza simbolica. Accanto al mondo del tifo, si sono attivate numerose realtà economiche e produttive: Spazio Conad Via Indipendenza, Centro Commerciale Via Larga, Camst – Tavola Amica, Aleo Film, Coloplast e Cantarelli Group. Ognuna ha contribuito a rendere possibile un evento corale, dimostrando come anche il tessuto imprenditoriale possa farsi parte di un’alleanza concreta contro la violenza di genere.
All’interno dello stadio, le postazioni presidiate dalle volontarie e dai volontari dei Centri Antiviolenza, collocate in Distinti, Curva e Tribuna, hanno rappresentato il punto di contatto diretto tra la causa e il pubblico. Tifosi, famiglie e cittadine e cittadini hanno potuto avvicinarsi, informarsi, lasciare una donazione, sentendosi protagonisti di un gesto tangibile di sostegno. Quel dialogo faccia a faccia con chi ogni giorno lavora accanto alle donne che subiscono violenza ha dato profondità all’iniziativa, andando oltre lo slogan e trasformando l’emozione in partecipazione concreta.
Una ferita aperta e una risposta collettiva
La violenza contro le donne continua a essere una ferita profonda della nostra società, una frattura che attraversa relazioni, famiglie, contesti sociali. La serata del 1 dicembre ha mostrato come un luogo tradizionalmente dedicato alla festa e alla competizione possa diventare, quando serve, spazio civile, politico e profondamente umano. Il Dall’Ara ha accolto una voce che troppo spesso rimane soffocata, permettendole di emergere con forza e dignità, sostenuta da una comunità intera che ha scelto di prendere posizione in modo chiaro.
Quello che è accaduto allo stadio non è stato soltanto un momento di sensibilizzazione, per quanto potente. È stato un gesto collettivo, una dichiarazione pubblica di responsabilità condivisa, un segnale che la violenza non è una questione privata tra chi la subisce e chi la agisce, ma riguarda l’intero tessuto sociale. Ancora una volta Bologna ha saputo muoversi come un solo corpo, dimostrando che, quando una città si riconosce in un obiettivo comune, è possibile trasformare un evento sportivo in un passaggio di coscienza collettiva.
Le voci di chi ha ideato e guidato l’iniziativa
Silvana Fusari, Responsabile Relazioni Esterne di PMG Italia e Direttrice di Bologna For Community, ha descritto questa quinta edizione come una serata di grande emozione e rara bellezza, un’occasione per ritrovarsi e valorizzare il lavoro dei Centri Antiviolenza. Ha ricordato che l’evento è stato interamente dedicato ai sei centri della città metropolitana e ha definito particolarmente toccante il momento in cui i tifosi del Centro Bologna Clubs hanno sollevato lo striscione con i nomi di ogni donna uccisa nel 2025, un’immagine che rende impossibile girarsi dall’altra parte. Ha ribadito il “basta” alla violenza sulle donne, richiamando le parole del Capitano Lorenzo De Silvestri sul fatto che insieme si può vincere, e ha sottolineato quanto sia decisivo che questo impegno superi il solo piano simbolico per tradursi in un reale cambiamento.
Il Presidente del Centro Bologna Clubs Andrea Coppari ha spiegato che la scelta di realizzare uno striscione con i nomi di tutte le donne uccise nel 2025 è stata, per il mondo del tifo, un gesto dal significato profondo, un modo per unirsi con forza al coro che rifiuta la violenza sulle donne. L’Amministratore Delegato del Bologna FC 1909 Claudio Fenucci ha raccontato di essersi commosso nel vedere così tante persone presenti e ha ringraziato Silvana Fusari per il lavoro svolto. Ha sottolineato il valore della partecipazione dei sindaci della Città Metropolitana e ha definito di grande spessore gli eventi sociali promossi da Io Sto Con ETS, esprimendo gratitudine per il coinvolgimento del club in un’iniziativa tanto significativa.
La responsabilità delle istituzioni
La Vicesindaca di Bologna Emily Clancy ha definito un onore per il Comune sostenere un appuntamento come quello del Dall’Ara, sottolineando come lo sport possa avere un ruolo capillare nel veicolare messaggi e pratiche di contrasto alla violenza. Ha ricordato che il patriarcato è un sistema radicato in profondità e che, proprio per questo, la risposta deve essere altrettanto diffusa e costante, coinvolgendo l’intera comunità metropolitana. La Consigliera regionale Simona Lembi ha ringraziato Silvana Fusari per la sua tenacia e la Città Metropolitana per la presenza, evidenziando l’esistenza di una rete solida costruita da quando la violenza è stata riconosciuta come tema pubblico e ribadendo che si tratta di un fenomeno profondamente radicato, che richiede alleanze forti e concrete.
Il Capo di Gabinetto della Città Metropolitana Stefano Mazzetti ha definito questa iniziativa qualcosa che “bisogna fare”, insistendo sull’importanza dell’esserci e ringraziando sindaci e amministratori per la partecipazione. Ha parlato di una bella giornata e di uno stadio unico per un evento di questo tipo, un motivo di orgoglio per il territorio. Il Questore Antonio Sbordone ha ricordato che il tema della violenza di genere resta una priorità per le forze dell’ordine e che la presenza in momenti come questo è fondamentale. L’Assessora allo Sport Roberta Li Calzi ha espresso l’unità e la soddisfazione del Comune nel sostenere chi lavora quotidianamente su questi temi, sottolineando il ruolo essenziale dei centri antiviolenza, che ogni giorno accolgono e proteggono le donne. Ha invitato a non tirarsi mai indietro, ribadendo che le istituzioni devono esserci sempre e che è cruciale far comprendere quanto sia importante chiedere aiuto.
Politica, imprese e impegno quotidiano
La Consigliera comunale Roberta Toschi ha ricordato l’approvazione unanime in Consiglio di un ordine del giorno contro la violenza sulle donne che include anche il riferimento alla gravidanza e alla disabilità, evidenziando come le donne con disabilità siano particolarmente esposte al rischio di subire abusi. Ha raccontato di seguire il progetto fin dall’inizio e di vedere, anno dopo anno, crescere il numero delle persone coinvolte, un dato incoraggiante che convive con il dolore di dover ancora parlare di violenza. Il rappresentante dell’Aeroporto Marconi di Bologna Marco Verga ha sottolineato come il mondo delle aziende debba prestare grande attenzione a queste battaglie, considerandole parte integrante della propria responsabilità sociale. Ha spiegato che per l’Aeroporto è motivo di soddisfazione essere presente e ha insistito sulla necessità di restare uniti in questo tipo di impegno.
I centri antiviolenza raccontano il valore dell’iniziativa
Loretta Michelini, di CHIAMA chiAMA – MondoDonna, ha espresso gratitudine e gioia per la riuscita della serata, ricordando che il percorso era iniziato cinque anni prima e che oggi sono presenti tutti e sei i centri della città metropolitana. Ha definito straordinario partire proprio dallo sport per combattere la violenza di genere, riconoscendo nella passione calcistica un veicolo capace di raggiungere pubblici diversi. Susanna Zaccaria, della Casa delle Donne per non Subire Violenza, ha affermato che iniziative di questo tipo sono fondamentali per dare forza al lavoro dei centri e ha descritto Bologna come una città speciale, in cui eventi così partecipati e significativi possono trovare spazio, ringraziando la città e i suoi cittadini per il sostegno.
Clarice Carassi, di Trama di Terre, ha ringraziato Bologna For Community, Silvana Fusari e tutte le realtà coinvolte, rivolgendo un pensiero particolare alla comunità sportiva e ai tifosi che hanno contribuito alla riuscita dell’evento. Ha sottolineato l’enorme valore sociale dell’iniziativa, ricordando che il contrasto alla violenza sulle donne riguarda l’intera collettività e non può essere demandato solo alle dirette interessate. Camilla Zamparini, di UDI Bologna, ha osservato che, se Bologna viene considerata un modello, allora deve valere anche la regola “nessuna donna uccisa”, esprimendo un ringraziamento sentito per eventi come questo. Gianna Nuvoli, di SOS Donna, ha rimarcato l’importanza di un’iniziativa che usa lo sport come grande veicolo di comunicazione e ha invitato il calcio a farsi carico di questi temi. Ha ricordato che molti ancora non conoscono i centri antiviolenza, motivo per cui occasioni pubbliche come quella del Dall’Ara sono preziose per farli emergere, concludendo con un grazie forte e convinto.
