Per una settimana di dicembre, nel cuore di Napoli, moda sartoriale e gioielli d’autore si incontrano in un temporary shop dal titolo Fili di connessione, progetto nato dall’intesa creativa tra Rosa Di Marzio e Rita Pinto, anime dei brand Twigghy e Pilar.
Un temporary shop che intreccia percorsi creativi
Da lunedì 1 a domenica 7 dicembre 2025, al civico 54/a di via Carlo Poerio, nel quartiere elegante di Chiaia, prende vita il pop up Fili di connessione, un temporary shop che riunisce le collezioni di abbigliamento di Twigghy e i gioielli di Pilar. Lo spazio resterà aperto tutti i giorni, con orario continuato dalle 11:00 alle 20:00, offrendo per un’intera settimana l’occasione di incontrare da vicino il lavoro di due creatrici che scelgono di esprimersi attraverso il fare artigianale, lontano da qualsiasi produzione standardizzata e da ritmi che non lasciano spazio alla cura del dettaglio.
Il nome Fili di connessione sintetizza l’anima del progetto: un luogo pensato come intreccio di percorsi personali e linguaggi creativi diversi. Rosa Di Marzio e Rita Pinto portano nella stessa stanza storie, sensibilità e strumenti differenti, ma accomunati da una medesima attenzione al dettaglio manuale. Nel temporary shop i capi e i gioielli dialogano tra loro e con chi entra, creando un ambiente in cui la dimensione commerciale lascia spazio a un contatto diretto con chi progetta e realizza, in prima persona, ogni singolo pezzo.
La moda su misura di Twigghy
Con il marchio Twigghy, Rosa Di Marzio porta nel pop up la sua idea di moda sartoriale: ogni capo nasce come pezzo unico, concepito come oggetto di stile contemporaneo, lontano da qualsiasi ripetizione. Le linee sono studiate con attenzione, la costruzione segue criteri di sartoria moderna, i tessuti vengono selezionati per qualità e resa, mentre le lavorazioni sono pensate per esaltare la personalità di chi indosserà l’abito. Non esistono produzioni in serie né repliche identiche: ciascun modello ha un temperamento inconfondibile, risultato di un lavoro di ricerca continua e di una visione stilistica precisa.
Chi sceglie un abito firmato Twigghy entra in relazione con un capo pensato per dialogare con il corpo e con il modo di essere di chi lo indossa. Ogni dettaglio, dalle proporzioni alle cuciture, è studiato per accompagnare i gesti quotidiani, restituendo un’immagine attuale senza rinunciare alla cura della tradizione sartoriale. Indossare queste creazioni significa portare con sé una storia fatta di tempo, pazienza e scelte ponderate, lontane dall’anonimato di tante proposte tutte uguali che si confondono tra loro ovunque.
I gioielli artigianali di Pilar
Accanto agli abiti, Rita Pinto presenta il mondo di Pilar, una linea di gioielli che condivide la stessa attenzione al lavoro manuale. Le sue creazioni nascono da metalli lavorati a mano, soprattutto ottone e argento, modellati in forme inconsuete che cercano un dialogo diretto con il corpo. Ogni anello, collana o orecchino è pensato come piccola scultura da indossare, un oggetto che abita la pelle senza essere mai puramente decorativo, ma dotato di una presenza forte e immediatamente riconoscibile visivamente.
Ogni gioiello firmato Pilar è legato a un’intenzione precisa: non nasce per seguire una tendenza, ma per condensare in una forma la sensibilità di chi lo crea. Le superfici irregolari, i volumi inattesi e le proporzioni spesso sorprendenti trasformano bracciali e pendenti in segni personali, da scegliere come si sceglierebbe una parola per raccontarsi. Indossarli significa affidare a un oggetto minuscolo un frammento della propria storia, lasciando che il metallo, a contatto con la pelle, costruisca nel tempo un rapporto sempre più intimo.
Una visione comune oltre le regole del mercato
Sebbene i percorsi di Rosa Di Marzio e Rita Pinto siano differenti, la direzione è la stessa: creare oggetti che non inseguono le richieste del mercato, ma provano ad alzarne l’asticella. Abiti e gioielli nascono da un disegno accurato, da materiali selezionati con attenzione e da lavorazioni integralmente manuali, con l’obiettivo di offrire pezzi irripetibili. In questa scelta c’è l’idea che la moda e l’ornamento possano diventare strumenti per dare valore alla singolarità di ciascuno, invece di ridurla a un’immagine unica per tutti.
Il temporary shop Fili di connessione nasce così come proposta speciale per una settimana di dicembre a Chiaia, pensata anche in vista delle feste natalizie. Chi è alla ricerca di un regalo da dedicare a qualcuno, o di un pensiero da riservare a sé stesso, trova in questo spazio creazioni che non hanno copie, pensate e realizzate a mano. Ogni pezzo diventa un dono che parla di autenticità, distanza dalle mode effimere e desiderio di originalità vera per chi sceglie.
Un calendario fitto tra vetrina e incontro
All’interno di questa settimana, un momento particolare è fissato per mercoledì 3 dicembre, alle ore 18:00, quando Rosa Di Marzio e Rita Pinto apriranno le porte del pop up per un incontro informale con clienti e nuovi amici. L’appuntamento prevede un aperitivo accompagnato dai vini dell’azienda vinicola irpina Terredora, che accompagneranno la visita tra le proposte esposte. Tra un calice e l’altro, gli ospiti potranno avvicinarsi alle collezioni, osservare da vicino tessuti, metalli e lavorazioni, lasciandosi guidare nella scelta del pezzo che più li rappresenta.
L’idea alla base di questo appuntamento serale è offrire a chi partecipa uno spazio in cui rallentare, concedendosi il lusso di scegliere con attenzione. Invece di un passaggio rapido davanti a una vetrina, il pop up invita a sostare, a toccare i materiali, a fare domande sul processo creativo che sta dietro ogni capo o gioiello. È un pomeriggio dedicato alla scoperta del singolo oggetto, della sua unicità e della pazienza racchiusa nei gesti di chi lo ha realizzato, in un clima che restituisce valore al tempo speso per scegliere.
