Un cinema che apre le sue porte non solo alle storie sullo schermo, ma anche a chi le ha create: al The Space Cinema Roma Parco De’ Medici si prepara una serata che unisce incontro dal vivo e grande schermo, offrendo al pubblico l’occasione di vivere il nuovo film “VAS” in un clima di vicinanza rara e preziosa.
Una serata speciale con il cast in sala
Al The Space Cinema Roma Parco De’ Medici prosegue una programmazione costruita attorno a eventi speciali, pensati per dare al pubblico qualcosa in più rispetto alla semplice uscita serale. L’obiettivo è offrire una rassegna ampia e curata, interamente dedicata al meglio della stagione cinematografica italiana, così che chi entra in sala possa trovare non solo i nuovi titoli in cartellone, ma un percorso che valorizza in modo particolare queste produzioni, all’interno di un calendario continuo di appuntamenti che si susseguono nel corso della stagione stessa.
In questo percorso si inserisce la serata di mercoledì 3 dicembre, fissata per le ore 20:30, quando il nuovo film “VAS” sarà al centro di un incontro diretto tra chi lo ha realizzato e il pubblico. Prima che le luci si abbassino, gli spettatori verranno salutati in sala dagli interpreti Eduardo Scarpetta e Demetra Bellina e dal regista Gianmaria Fiorillo, che introdurranno la proiezione con un momento di vicinanza sincera, regalando a ogni presente la sensazione rara di partecipare a qualcosa di unico.
Biglietti, attesa e il valore dell’incontro dal vivo
L’appuntamento può essere vissuto senza imprevisti, grazie alla possibilità di assicurarsi il proprio posto in sala in anticipo. I biglietti per la proiezione di “VAS” al The Space Cinema Roma Parco De’ Medici possono essere acquistati attraverso il sito ufficiale di The Space Cinema oppure tramite l’app ufficiale, scegliendo con calma la poltrona e l’orario, così da arrivare alla serata portando con sé soltanto l’emozione dell’attesa, un gesto semplice che rende ancora più personale il rapporto con l’evento per tutti.
Il saluto del cast prima della proiezione aggiunge una dimensione umana alla serata, creando un ponte immediato tra chi ha dato volto alla storia e chi sta per guardarla. Un semplice ingresso in sala, poche parole rivolte agli spettatori, possono cambiare il modo in cui un film viene vissuto, perché a ogni personaggio si associa un volto reale, una presenza che anticipa le emozioni racchiuse nella vicenda raccontata in “VAS”, rendendo la sala un luogo in cui il cinema sembra avvicinarsi alla vita di chi guarda.
Camilla, Milano e una vita racchiusa in pochi metri quadrati
Al centro di “VAS”, diretto da Gianmaria Fiorillo, c’è Camilla, una giovane donna di venticinque anni che vive a Milano. È descritta come brillante, bella e dotata di un’ironia tagliente, qualità che convivono con una forma intensa di agorafobia. La sua esistenza si svolge all’interno di un piccolo appartamento, uno spazio in cui si sente al riparo, mentre il mondo esterno viene osservato esclusivamente attraverso uno schermo, senza che il corpo varchi mai davvero quella soglia protettiva, unico punto di contatto con ciò che accade fuori da quelle pareti.
Ogni relazione di Camilla è mediata dalla tecnologia: chat, social e app sostituiscono incontri e sguardi dal vivo. I suoi unici contatti stabili sono, per lei, Adriano, il migliore amico, e i pochi follower che seguono il suo racconto erotico-sentimentale intitolato C.A.S. – CAM AND SEX, pubblicato su WriteApp. Al centro di quella narrazione c’è un protagonista maschile chiamato Matteo, figura misteriosa, sfuggente e totalmente virtuale, che esiste soltanto come personaggio all’interno della storia che lei condivide online, nel mondo digitale.
Quando il virtuale prende corpo: l’arrivo di Matteo
La linea che separa immaginazione e realtà si incrina quando, un giorno, un vero Matteo decide di scriverle. Non è più soltanto il protagonista del racconto su WriteApp, ma una persona in carne e ossa che le si rivolge da dietro un altro schermo. Anche lui vive chiuso tra le mura della propria casa, per scelta, coltivando una profonda ostilità verso tutto ciò che appartiene al mondo esterno, che sente distante e minaccioso, esattamente come accade a Camilla nella sua esperienza.
A unire Camilla e il nuovo Matteo non è soltanto il rifiuto del mondo fuori casa, ma la ricerca ostinata di un contatto che non ferisca, che resti abbastanza vicino da scaldare e abbastanza lontano da non far paura. Il loro rapporto nasce e cresce in una zona ambigua, sospesa tra finzione e realtà, tra gioco e confessione, fino a trasformarsi in un legame sempre più profondo e, al tempo stesso, inquietante nella sua intensità, per entrambi i protagonisti coinvolti.
