Quella che era nata come una piccola pizzeria di quartiere affacciata sulla costa abruzzese è oggi un simbolo di crescita coraggiosa, capace di portare il nome della regione in una delle classifiche più prestigiose al mondo e di raccontare, attraverso la pizza, una storia di vita, lavoro, territorio e visione condivisa.
Un traguardo mondiale nato sulla riviera abruzzese
Quattordici anni fa, sulla riviera abruzzese, apriva una pizzeria che nessuno avrebbe pronosticato tra le protagoniste della scena internazionale. Oggi quel nome, Carpe Diem “Diversamente Pizza”, compare nella classifica 50 Top World Artisan Pizza Chains stilata da 50 Top Pizza, come prima catena abruzzese a ricevere un riconoscimento di respiro globale. Un risultato che fotografa un modello imprenditoriale giovane, solido e coerente, capace di trasformare un’idea locale in un progetto strutturato, fedele alle proprie origini ma perfettamente inserito nella contemporaneità.
Il marchio è oggi presente in tutte le province dell’Abruzzo, con sedi ormai consolidate a Montesilvano, Villa Raspa, Chieti, L’Aquila e Roseto degli Abruzzi, mentre altri format sono in arrivo. La crescita si accompagna a numeri importanti, con oltre 80 dipendenti e un fatturato che supera i 5 milioni di euro. Dietro queste cifre c’è un percorso che ha puntato su qualità, ricerca e coerenza di stile, trasformando una pizzeria di provincia in una realtà che racconta l’Abruzzo a un pubblico sempre più ampio.
Emilio Brighigna e Angelica De Berardinis: una visione condivisa
Tutto parte dal 2011, a Montesilvano, quando il napoletano Emilio Brighigna decide di rilevare un vecchio pub e trasformarlo in pizzeria. I primi anni non sono semplici: il locale fatica a imporsi e, nello stesso periodo, la sua vita personale viene scossa da eventi dolorosissimi, dalla morte del padre in un incidente alla scomparsa della sorella Manuela, detta “Mela”, appena diciottenne. A lei Emilio dedicherà la propria società, che porta il suo nome, in un gesto carico di significato, segnato anche da un rapporto complesso con la madre.
In quel momento di fragilità, Emilio sceglie di non arretrare, decide di investire nel proprio futuro, di studiare, formarsi, frequentare corsi di perfezionamento e trasformare la passione in mestiere. Proprio in questa fase incontra Angelica De Berardinis, che diventerà sua moglie e compagna di avventura. Angelica riconosce fin da subito in lui una visione nitida e una determinazione rara, sceglie di crederci e di assumere un ruolo centrale nel progetto. Da allora lavorano fianco a fianco: ogni apertura, ogni passo avanti, ogni obiettivo raggiunto nasce da un impegno condiviso e da una squadra che mette sul piatto professionalità e, soprattutto, cuore.
Con il passare del tempo, il locale di Montesilvano cresce e Carpe Diem diventa un riferimento per la pizza contemporanea in Abruzzo, arrivando in anticipo su molti trend e introducendo, quando ancora non era diffuso, un modo nuovo di interpretare questo prodotto nel territorio. L’espansione segue tappe precise: nel 2017 apre il secondo locale a Villa Raspa insieme al primo laboratorio dedicato agli impasti, che diventerà il motore della sperimentazione interna; nel 2020 il marchio arriva a L’Aquila; nel 2023 si aggiungono le sedi di Chieti e Roseto; nel 2025 viene lanciato a Montesilvano il nuovo format “Fuori Misura”, centrato sulla pizza in teglia e sulla ruota di carro. Sono già previste una formula “express” a Chieti e un grande progetto da oltre 600 metri quadrati a Francavilla al Mare, che includerà anche pasticceria, viennoiserie e gastronomia calda. Una crescita che, come sottolinea lo stesso Brighigna, è il frutto di determinazione e idee, con lo sguardo rivolto al futuro e le radici ben salde nella propria identità.
Ricerca, identità e contemporaneità
Alla base di ogni pizza firmata Carpe Diem c’è una filosofia precisa: valorizzare la materia prima, mantenere una forte identità e spingere la ricerca senza tradire la memoria gastronomica. Nel lavoro quotidiano si cercano continuamente nuove contaminazioni, frutto dei viaggi e degli incontri con altri professionisti del settore. Emilio segue in prima persona l’intera proposta food, supervisionando impasti e ricette e impostando procedure condivise per tutte le sedi, in modo che l’esperienza al tavolo sia riconoscibile, indipendentemente dal locale in cui si entra.
Questa visione è racchiusa nel pay off del brand, “Diversamente Pizza”, che sintetizza la volontà di sperimentare e innovare rimanendo fedeli alle proprie radici. La pizza diventa così strumento per raccontare l’Abruzzo con un linguaggio attuale, capace di intrecciare tecniche diverse, ingredienti selezionati e suggestioni del territorio. Il laboratorio impasti, nato con la seconda apertura, è il cuore della sperimentazione, della ricerca e della formazione interna: qui si studiano consistenze, tempi di maturazione, combinazioni di farine, con l’obiettivo di proporre un prodotto contemporaneo, leggibile, ma sempre profondamente legato al contesto da cui nasce.
L’impasto e gli stili di pizza: equilibrio tra leggerezza e carattere
La pizza contemporanea di Carpe Diem parte da un impasto pensato per coniugare gusto e digeribilità. Viene utilizzata una miscela di farine di tipo 0 e tipo 1, ottenute da grano tenero e duro, con una forza medio debole che permette un equilibrio tra struttura e leggerezza. La lievitazione dura 24 ore e si affida al lievito di birra, scelta che consente di controllare con precisione il risultato finale. Ne nasce un disco soffice ma sostenuto, con un cornicione non esagerato, ben alveolato, croccante al morso e morbido all’interno, in linea con l’idea di modernità che il marchio vuole esprimere.
Accanto a questa interpretazione contemporanea, il menù propone la ruota di carro da 38 centimetri, che incarna l’anima napoletana del progetto, e i padellini, realizzati con lievito madre e farine differenti, come multicereali o farina di riso, per invitare chi si siede a tavola a scoprire nuove texture e profili aromatici. Una cura particolare viene riservata anche al senza glutine, sviluppato con attenzione alle esigenze specifiche di chi non può consumare farine tradizionali, così da rendere l’esperienza della pizza il più possibile inclusiva.
Materie prime d’eccellenza e creazioni signature
La selezione delle materie prime è uno dei cardini del mondo Carpe Diem. I fornitori vengono scelti con cura, con un’attenzione speciale per i prodotti italiani di eccellenza e per le realtà che lavorano secondo logiche di filiera corta e sostenibile. Molti ingredienti provengono da Presìdi Slow Food, come i fichi reali di Atessa o la ventricina dell’Alto Vastese, che portano sulla pizza sapori autentici e profondamente legati ai luoghi. Questa cura si riflette nell’intero menù, dove ogni ricetta è costruita per mettere al centro l’ingrediente, senza sovrastarlo.
Tra le proposte che raccontano meglio questa filosofia c’è il “Porchetta in tour”, un padellino ai malti scuri dal carattere deciso. All’interno trova spazio la porchetta IGP, avvolta da misticanza fresca, cipolle agrodolci, una senape delicata e croccanti chips di topinambur profumate allo zafferano. Un intreccio di consistenze e sapori che unisce la profondità del malto alla succulenza della carne, accompagnata da note dolci, acide e speziate, in un equilibrio studiato nei dettagli.
Non mancano proposte dal profilo più raffinato, come la pizza con crudo di Angus, arricchita da mozzarella di bufala, rucola, polvere d’arancia e scaglie di grana di pecora stagionato 30 mesi, dove freschezza e struttura si sostengono a vicenda. La tradizione regionale viene celebrata con la “A Scanno”, con fiordilatte, melanzane a funghetto e salsiccia a punta di coltello, completata da scaglie di ricotta a scorza nera del Bio Agriturismo Valle Scannese. Tra le creazioni più audaci spicca infine la “Polpo Lardiato”, che unisce friarielli leggermente piccanti, lardo, stracciatella e tentacoli di polpo arrosto, profumati da polvere di peperone dolce di Altino, anch’essa Presidio Slow Food, per un morso intenso e sorprendente.
Fritti, oli e bevande: un percorso completo
Il viaggio nel mondo Carpe Diem non si esaurisce con la pizza. Il menù dei fritti è costruito con la stessa attenzione alla materia prima e alla tecnica: ogni pezzo è artigianale, pensato per essere parte integrante dell’esperienza. L’arancino con gorgonzola Bufala Blu, miele e noci pecan gioca sui contrasti tra sapido, dolce e tostato, mentre le frittatine di pasta sono reinterpretazioni creative che omaggiano la grande tradizione napoletana, guardata con rispetto ma senza rinunciare a una lettura personale.
In sala viene proposta anche una vera e propria carta degli oli, con alcune referenze regionali e nazionali selezionate da produttori come Marina Palusci e Tommaso Masciantonio, pensate per valorizzare diversi impasti e topping. L’esperienza si completa con il beverage: la birra artigianale a marchio Carpe Diem, realizzata in collaborazione con il birrificio Collerosso, dialoga con le pizze grazie a profili gustativi studiati ad hoc, affiancata da una scelta di vini selezionati e da una proposta di mixology pensata per accompagnare ogni assaggio con il giusto equilibrio, chiudendo il cerchio di un percorso che va ben oltre una semplice cena in pizzeria.
