Napoli si prepara a vivere una serata che unisce memoria, cinema e diplomazia culturale: la città accoglie la prima proiezione di “Un Natale a casa Croce”, film di Pupi Avati dedicato a Benedetto Croce, tra gli appuntamenti più attesi del programma Neapolis 2500.
La prima proiezione a Napoli
Mercoledì 3 dicembre 2025, alle ore 19, il Cinema Filangieri diventerà il luogo in cui Napoli ritrova, attraverso le immagini, una parte decisiva della propria storia culturale. In quell’occasione la città ospiterà per la prima volta “Un Natale a casa Croce”, inserito nel cartellone delle celebrazioni per i 2500 anni dalla fondazione di Napoli, coordinate dal Comitato Nazionale Neapolis 2500, organismo nato per iniziativa congiunta del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e del Ministero della Cultura. La serata avrà quindi un carattere non solo artistico, ma anche istituzionale, nel segno di un dialogo costante tra memoria cittadina e impegno pubblico.
L’appuntamento è stato ideato dalla Fondazione Biblioteca Benedetto Croce, in collaborazione con l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa, realtà da sempre legate allo studio e alla tutela della tradizione umanistica napoletana. Prima che le luci in sala si spengano, il pubblico ascolterà le parole del regista Pupi Avati e del cosceneggiatore Luigi Boneschi, chiamati a raccontare la genesi del film. L’introduzione sarà affidata al prefetto Michele di Bari, a Lucio d’Alessandro, rettore della Suor Orsola Benincasa e membro del Comitato Neapolis 2500, e a Benedetta Craveri, presidente della Fondazione Biblioteca Benedetto Croce, ultima discendente ad aver conosciuto personalmente il nonno Benedetto e presenza centrale nella narrazione filmica. Sarà un momento in cui le biografie, le istituzioni e la città si intrecciano, restituendo al pubblico la densità umana di una storia che appartiene a molti.
Un racconto filmico tra Benedetto Croce e la città nella sua stagione più intensa
“Un Natale a casa Croce” è prodotto da Minerva Pictures, Istituto Luce e Rai Documentari e si presenta come un viaggio dentro l’esistenza di un intellettuale che ha segnato il Novecento italiano. La pellicola segue il percorso umano e politico del filosofo e senatore Benedetto Croce, ma lo fa intrecciando costantemente il suo vissuto con quello di Napoli. Il film attraversa il periodo che va dalla fine dell’Ottocento alla prima metà del secolo successivo, restituendo non solo il pensiero di Croce, ma anche le tensioni, le trasformazioni, le speranze di una città chiamata a confrontarsi con i grandi passaggi della storia. Ne emerge un ritratto in cui la riflessione filosofica non resta astratta, ma si misura con le strade, i volti e le contraddizioni del suo tempo.
Gran parte delle riprese è stata ambientata nel Palazzo Filomarino, dimora di Croce e sede storica della Fondazione Biblioteca Benedetto Croce. I corridoi, gli studi, le stanze cariche di volumi diventano protagonisti silenziosi del racconto, custodendo il dialogo tra passato e presente. Lì dove il filosofo ha scritto e pensato, il film fa rivivere gesti, abitudini, relazioni familiari, accompagnando lo spettatore dentro una casa che è al tempo stesso luogo privato e spazio simbolico della cultura italiana. L’attenzione al dettaglio e alla dimensione quotidiana rende palpabile la presenza di Croce, mentre la macchina da presa apre squarci sulla città che circonda il palazzo, ricordando come Napoli, in quegli anni, fosse un laboratorio vivissimo di idee, conflitti e rinnovamenti.
Un progetto al centro della diplomazia culturale italiana
Il percorso pubblico del film ha preso slancio con l’anteprima al Festival del Cinema di Torino, il 26 novembre 2024, che ha segnato il debutto ufficiale dell’opera davanti alla comunità cinematografica. Da lì, “Un Natale a casa Croce” ha iniziato a viaggiare fuori dai confini nazionali, con proiezioni organizzate a Parigi, Pechino, Shanghai e Hong Kong, confermando l’interesse internazionale per la figura del filosofo e per il racconto della città. In attesa della messa in onda in prima serata su Rai 3, prevista il 23 dicembre, la pellicola si è progressivamente trasformata in uno strumento di dialogo tra l’Italia e il resto del mondo, capace di avvicinare pubblici diversi a una storia profondamente legata a Napoli ma aperta a riflessioni universali.
La dimensione diplomatica del progetto è stata sottolineata in modo esplicito durante gli Stati Generali della diplomazia culturale, svoltisi a Matera nel novembre 2024. In quella sede, il Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani ha espresso l’intenzione di portare “Un Natale a casa Croce” in tutti gli Istituti italiani di cultura nel mondo, riconoscendone il valore come biglietto da visita del pensiero e della creatività del Paese. Il Ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini ha a sua volta rimarcato il ruolo di Pupi Avati come autore capace di rappresentare non solo la bellezza dei paesaggi italiani, ma anche quell’insieme di valori e principi che definiscono l’identità culturale del Paese agli occhi delle comunità straniere. Il film, in questa prospettiva, diventa un ponte che unisce studio, emozione e politica culturale.
Neapolis 2500 e la vocazione internazionale di una città che parla al mondo
All’interno del più ampio quadro di iniziative legate a Neapolis 2500, il progetto dedicato a “Un Natale a casa Croce” assume un significato particolare. Il Comitato Nazionale Neapolis 2500, presieduto da Michele di Bari, ha posto al centro del programma l’idea che la cultura sia uno strumento concreto per costruire relazioni, far conoscere l’anima di una comunità e aprire nuove possibilità di collaborazione. Nel caso di Napoli, questo significa riportare al centro dell’attenzione internazionale una città che nel corso dei secoli ha dialogato con popoli, lingue e tradizioni differenti. Attraverso il film, questa vocazione torna a essere visibile: Napoli viene raccontata come una realtà viva, capace di rinnovare il proprio ruolo sulla scena globale grazie alla forza del suo patrimonio intellettuale e artistico.
Le proiezioni della pellicola negli Istituti italiani di cultura all’estero, sostenute dal Comitato Neapolis 2500, toccheranno numerose destinazioni: Abu Dhabi, Lisbona, Dublino, Cuba, Kiev, Beirut, Istanbul, Cordoba, San Pietroburgo, Praga, Addis Abeba. Ogni tappa offrirà a pubblici lontani la possibilità di confrontarsi con la vicenda di Benedetto Croce e con l’immagine di una Napoli che guarda fuori da sé, aprendosi al mondo senza rinunciare alle proprie radici. In questo itinerario globale, la città si racconta attraverso il cinema e, allo stesso tempo, si riscopre nelle reazioni degli spettatori stranieri. Per seguire l’evoluzione del programma e le attività collegate alle celebrazioni è disponibile un sito dedicato alle iniziative del Comitato, pensato per accompagnare cittadini e appassionati in questo percorso di memoria condivisa e di apertura internazionale.
