Il primo dicembre 2025, alle 20:30, la Chiesa degli Artisti in Piazza del Popolo a Roma accoglie La Transizione dell’Amore (The Artists), serata inaugurale di un percorso che punta a trasformare questo luogo in cuore pulsante della cultura contemporanea, tra sperimentazione, spiritualità e dialogo internazionale.
Un centro mondiale per cultura e creatività
Con La Transizione dell’Amore (The Artists) prende forma il primo passo di un progetto che ridisegna il ruolo della Chiesa degli Artisti nel panorama creativo internazionale. L’obiettivo dichiarato è quello di trasformarla in uno snodo di respiro mondiale per cultura e arti, capace di coniugare profondità spirituale e ricerca espressiva contemporanea, offrendo alla città e al mondo uno spazio in cui linguaggi diversi possano dialogare in modo autentico. In questa prospettiva, il luogo sacro si propone come punto di riferimento per pensatori, creativi e pubblico di ogni provenienza.
Alla guida di questo esordio c’è il testo ideato e scritto da Marco Martorelli, affidato alla conduzione di Marzia Roncacci, che segue il progetto anche dal punto di vista editoriale insieme a Lorena Magliocco. La regia di Valter D’errico costruisce un racconto unitario, sostenuto dall’organizzazione di Debora Diego in qualità di produttrice esecutiva. Intorno a loro è attesa una costellazione di protagonisti del mondo della cultura e dello spettacolo internazionale, tra cui anche artisti insigniti del Premio Oscar, chiamati a condividere una serata che vuole segnare un cambio di passo nella scena artistica globale.
La Transizione dell’Amore, un racconto collettivo
Il progetto si presenta come una vera e propria narrazione corale: La Transizione dell’Amore prende forma in un intreccio di arti visive, musica, performance, poesia e contributi provenienti da una nuova generazione di creativi. In un periodo segnato da tensioni diffuse e da una crescente frammentazione del tessuto sociale, l’iniziativa sceglie di collocare al centro la dimensione artistica come luogo in cui ritrovarsi, interrogarsi e costruire forme di rinascita condivisa, capaci di parlare tanto alle biografie individuali quanto alla comunità.
Alla serata partecipano artisti italiani e internazionali, chiamati a dialogare attraverso installazioni pensate specificamente per questo spazio, azioni site specific e momenti di confronto condiviso con il pubblico. Il percorso invita a riscoprire il legame profondo tra esperienza spirituale e impulso creativo, restituendo alla città un luogo in cui la riflessione contemporanea possa misurarsi con le domande più urgenti del presente e trovare un terreno comune in cui far emergere nuove possibilità di senso per chi desidera abitare il cambiamento.
Un progetto che guarda oltre la serata inaugurale
Fin dalla sua concezione, La Transizione dell’Amore è pensata non come un evento isolato ma come il primo tassello di una piattaforma culturale duratura. L’intento è quello di dare vita, negli anni successivi, a un programma capace di ospitare progetti interdisciplinari, residenze per artisti, interventi culturali diffusi e appuntamenti aperti al pubblico, così da consolidare la Chiesa degli Artisti come nuovo riferimento a livello internazionale in cui sperimentare forme inedite di collaborazione e confronto tra linguaggi diversi provenienti da orizzonti geografici differenti.
In questa prospettiva di lungo respiro, l’iniziativa si inserisce nella visione di Papa Francesco, che auspica la piena valorizzazione di questo luogo simbolico, chiamato a diventare punto di riferimento globale per arte, cultura e dialogo contemporaneo. Il percorso prende avvio a partire dal Giubileo e prosegue negli anni seguenti, con l’obiettivo di rendere stabile una presenza capace di illuminare le sfide del tempo presente attraverso la forza delle immagini, dei suoni e delle parole artistiche, condivise tra generazioni e culture differenti.
Le persone e la visione che sostengono il progetto
Alla base di questo percorso c’è il sostegno decisivo di Monsignor Antonio Staglianò, la cui dedizione quotidiana e la cui visione culturale hanno reso possibile la realizzazione dell’intero progetto. Nel corso degli anni, il presule ha promosso con costanza il dialogo tra esperienza di fede e creatività contemporanea, incoraggiando artisti, iniziative e percorsi che hanno arricchito la vita culturale della comunità. Il suo sguardo aperto, attento e profondamente umano ha contribuito a plasmare uno spazio in cui le espressioni artistiche diventano occasione di incontro, di cura interiore e di ispirazione condivisa per chi vi prende parte.
Accanto a questo orizzonte si colloca il patrocinio della Fondazione Baravalle, da sempre impegnata nella promozione di una concezione dell’arte capace di leggere il presente e di aprire a significati inediti. Il sostegno della Fondazione conferisce solidità e respiro all’iniziativa, permettendo di intrecciare in modo coerente ricerca estetica e interrogativi del nostro tempo, in un contesto in cui l’esperienza artistica viene riconosciuta come strumento privilegiato per leggere la complessità della realtà contemporanea e aprire nuove prospettive di lettura per il pubblico.
