Colori, luce e ricordi diventano materia di un nuovo percorso espositivo a Busto Garolfo, dove pittura e fotografia si incontrano per raccontare la vita attraverso lo sguardo di una coppia di autori uniti anche nella quotidianità. Un progetto che trasforma l’esperienza personale in narrazione visiva e invita il pubblico a lasciarsi coinvolgere.
Un dialogo a due voci
La mostra I colori della vita nasce dall’incontro creativo tra Dorella Castoldi e Andrea Vigato, compagni di vita e di ricerca visiva, decisi a costruire un itinerario in cui i loro linguaggi si intrecciano senza sovrapporsi. Lei dipinge, lui fotografa, ma l’obiettivo è comune: lasciare che le immagini parlino tra loro, si rispondano, si completino. Il titolo riassume l’idea centrale del progetto: il colore come manifestazione dell’energia vitale, come impulso che scaturisce da natura e paesaggio quando la luce li attraversa e li rivela in tutta la loro intensità emotiva.
Dopo quasi tre anni di pensione, Dorella Castoldi ha deciso di rimettere al centro della propria giornata il gesto pittorico, scegliendo di lavorare a partire da alcune fotografie scattate da Andrea Vigato in momenti diversi della loro storia. Ogni immagine, prelevata dal flusso della quotidianità, diventa per lei la scintilla di un nuovo quadro, mentre per il pubblico si trasforma in occasione di memoria. Attraverso questo confronto serrato tra scatti e tela, i due autori invitano a ricordare, assaporare e gustare frammenti di realtà passata, presente e persino intuire possibili domani.
Fotografie che trattengono l’attimo, dipinti che lo reinventano
Negli scatti di Andrea Vigato i luoghi non sono semplici sfondi, ma piccoli frammenti di vita trattenuti in un preciso istante. La macchina fotografica interviene quando qualcosa lo colpisce: una sensazione fugace, un gioco di riflessi, il contrasto tra luce e ombra, una combinazione cromatica inattesa. Le sue immagini non vengono manipolate e conservano la sincerità dell’attimo in cui sono nate; i colori si accordano in composizioni che hanno il ritmo della poesia, mentre la tecnica resta sullo sfondo, subordinata all’emozione che desidera trasmettere a chi osserva.
Per Dorella Castoldi, partire dalle fotografie del compagno significa affrontare una traduzione completa in un codice pittorico autonomo. Sceglie supporti in stoffa e utilizza colori acrilici diluitissimi, quasi fossero acquerelli, sui quali interviene poi con pennellate più dense e gestuali, lasciando che la materia costruisca ritmo e profondità. Ogni tela è un’interpretazione personale dell’immagine di origine: alcuni dettagli vengono intenzionalmente omessi o trasformati per raggiungere un equilibrio visivo che la soddisfi. Il colore, osservato nei suoi accostamenti più sottili, diventa così risonanza emotiva immediata, guidata da uno slancio spontaneo più che da calcoli razionali.
Un progetto sostenuto dal territorio
La realizzazione della mostra è stata possibile grazie al sostegno della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate e del suo braccio operativo Ccr Insieme Ets, che cura anche la mutua di comunità dei soci dell’istituto. Per il presidente Roberto Scazzosi, valorizzare i talenti rappresenta un investimento concreto sul domani: quando una collettività riconosce e accompagna le proprie eccellenze, l’intero tessuto sociale ne beneficia. In questa prospettiva, la banca di credito cooperativo ribadisce la propria fiducia nel valore delle persone e del territorio, rafforzando radici comuni e offrendo spazio alla creatività, alla passione e alla capacità di chi ogni giorno contribuisce a renderlo più vitale.
Nelle parole di Roberto Scazzosi, la missione della banca è proprio quella di affiancare le energie positive che animano il territorio: persone che scelgono di impegnarsi, di rischiare, di esprimere cultura, arte, impresa e senso civico. La mostra firmata da Castoldi e Vigato rientra in questa visione, perché propone un cammino condiviso attraverso immagini e dipinti che richiedono al visitatore attenzione e disponibilità a soffermarsi. Le opere sollecitano uno sguardo più consapevole, capace di cogliere la bellezza che abita il quotidiano prima che il tempo la disperda, trasformando l’esperienza estetica in occasione di riflessione interiore.
La cultura come collante sociale
Il programma culturale dell’istituto di credito è affidato al Ccr Insieme Ets, struttura che coordina iniziative artistiche pensate per radicarsi nei luoghi simbolici del territorio. La presidente Maria Carla Ceriotti sottolinea come portare eventi nel cuore dei centri storici significhi contribuire a mantenerli vivi, restituendo loro una funzione sociale e comunitaria che rischia di attenuarsi. Secondo lei, la cultura possiede una forza speciale: avvicina le persone, crea occasioni di incontro autentico, rafforza il senso di appartenenza e incoraggia una partecipazione più ampia alla vita collettiva.
Nella visione di Maria Carla Ceriotti, quando mostre, incontri e attività artistiche abitano edifici che hanno segnato la storia di un paese, quegli spazi tornano a essere luoghi di vita quotidiana, aperti all’incontro e non solo al ricordo. Offrire proposte culturali di qualità è, per lei, uno degli strumenti più efficaci per alimentare la vitalità del territorio e costruire comunità capaci di dialogo. In questa prospettiva, iniziative come questa esposizione contribuiscono a rendere il tessuto sociale più consapevole, accogliente e coeso, mettendo le persone al centro di un’esperienza condivisa.
I percorsi personali degli autori
Dorella Castoldi, nata nel 1961, è cresciuta respirando pittura: il padre Felice, artista conosciuto a Busto Garolfo, Legnano, Busto Arsizio e nei paesi vicini, le ha trasmesso fin da bambina l’amore per il colore. Dopo il diploma al Liceo Artistico di Busto Arsizio e un percorso di studi tra Accademia di Brera e scuola Marangoni, ha lavorato nel settore della moda milanese, per poi scegliere l’insegnamento. Per quasi quarant’anni è stata docente al Liceo Artistico Statale di Busto Arsizio, fino al pensionamento nel 2022. I primi lavori, di impronta iperrealista e realizzati su carta con acrilici, sono stati presentati in diverse personali; le opere più recenti, concepite su tessuto e confezionate da lei come arazzi privi di cornice e vetro, puntano sulla matericità e sulla libertà del gesto pittorico.
Andrea Vigato, classe 1962, si è diplomato geometra, ma fin da giovane si è orientato verso l’informatica gestionale, ambito in cui ha costruito il proprio percorso professionale. Parallelamente ha coltivato con costanza la fotografia: le prime immagini risalgono alle gite scolastiche, realizzate con semplici apparecchi a fuoco fisso e formato quadrato, mentre la preziosa ROLLEIFLEX del padre poteva essere utilizzata solo sotto la sua attenta supervisione. Nel 1983, concluso il servizio militare, ha iniziato a lavorare con una reflex analogica, per poi passare al digitale nel 2008, mantenendo però lo sguardo formato negli anni della pellicola, attento alla costruzione dell’inquadratura già al momento dello scatto.
Date e orari per visitare la mostra
L’esposizione è ospitata nella sala Don Besana della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, in via Manzoni 50 a Busto Garolfo, dove verrà inaugurata domenica 30 novembre alle 10.30. Il percorso resterà aperto al pubblico fino al 21 dicembre, con visite nelle domeniche 30 novembre, 7, 14 e 21 dicembre dalle 15 alle 17 e nei martedì 2, 9 e 16 dicembre dalle 10 alle 12. Una scansione di date che offre a chi lo desidera la possibilità di prendersi il tempo necessario per entrare, con passo lento, dentro il racconto visivo proposto dai due autori.
