A inizio dicembre 2025 il pubblico milanese è chiamato a misurarsi con Spezzato è il cuore della bellezza, creazione di Mariano Dammacco e Serena Balivo. Un lavoro teatrale che mette al centro la fragilità dei legami, alternando densità emotiva, immagini poetiche e una vena ironica che attraversa l’intero spettacolo senza mai tradire la complessità dei sentimenti in gioco.
Un appuntamento teatrale nel cuore di Milano
Nella Sala Bausch del Teatro Elfo Puccini di Milano, Spezzato è il cuore della bellezza arriva come uno degli appuntamenti più attesi della stagione di dicembre 2025. Lo spettacolo porta la firma del sodalizio artistico fra Mariano Dammacco, che ne è autore e regista, e Serena Balivo, protagonista in scena, ed è stato insignito del Premio Ubu 2020-2021 per il Nuovo testo italiano / scrittura drammaturgica, riconoscimento che ne sottolinea il valore sul piano della scrittura e dell’innovazione formale.
Il lavoro intreccia in modo serrato la dimensione emotiva e quella poetica, costruendo un tessuto narrativo che parla d’amore senza abbandonarsi mai alla retorica. La scrittura di Dammacco apre ferite, interroga zone d’ombra, ma sa anche concedere allo spettatore momenti di respiro, grazie a un’ironia misurata che arriva sempre nel punto esatto in cui la tensione drammatica rischierebbe di farsi insostenibile. Ne nasce un equilibrio raro, in cui si ride con una delicatezza acuta che non scalfisce mai il dolore evocato, anzi lo rende più vicino e riconoscibile.
Un triangolo amoroso tra sogno, memoria e ironia
Al centro di Spezzato è il cuore della bellezza c’è la storia di un triangolo amoroso, composto da lui, lei e l’altra. Non viene raccontata come una cronaca lineare, ma attraverso frammenti, scorci di memoria e immagini che emergono e si incrinano, offrendo allo spettatore uno sguardo ravvicinato sull’amore nelle sue pieghe più tormentate. La convivenza di tragedia e umorismo genera una drammaturgia che non cerca consolazioni facili: il dolore della ferita affettiva e il sorriso disincantato abitano la stessa scena, costringendo chi guarda a riflettere su ciò che resta quando un rapporto si incrina.
In scena, Serena Balivo dà corpo e voce alle due donne coinvolte nella vicenda, rendendo palpabili le loro tensioni, i desideri, le contraddizioni che le muovono. Accanto a lei, in un scenario onirico, compare la figura muta dell’uomo, animata da Mariachiara Falcone, presenza che attraversa lo spazio senza mai parlare e proprio per questo diventa emblematica, quasi un’immagine sospesa dei sentimenti che la circondano. Lo spettacolo si muove in un continuo scambio tra realtà e sogno, tra gravità e leggerezza, traducendo sulla scena la bellezza fragile delle relazioni umane, sempre in bilico tra desiderio di compiutezza e inevitabile vulnerabilità.
Domande sull’amore alla base della creazione
Il percorso di creazione del lavoro nasce da una serie di interrogativi sull’amore come sentimento essenziale nell’esistenza umana. La compagnia si è chiesta come questa forza, così centrale nella vita di ciascuno, possa nel tempo trasformarsi, talvolta degenerare e finire per tradire i desideri e le aspettative di chi lo vive. Che cosa accade quando ciò che avevamo idealizzato non coincide più con la realtà quotidiana? Da queste domande prende forma una scrittura che non cerca definizioni rassicuranti, ma preferisce sostare nelle zone di incertezza, dove il sentimento si mostra in tutta la propria complessità, tra slancio e disincanto.
L’esperienza dello spettatore è quella di un viaggio dentro le crepe dell’affetto, un percorso che invita a guardare amore, dolore e passione con occhi nuovi. I frammenti di memoria e di conflitto che compongono la vicenda vengono trasformati in un racconto scenico denso di immagini, capace di evocare emozioni forti senza mai cedere al sentimentalismo. La forza dello spettacolo sta proprio nel mostrare la coesistenza di potenza e fragilità: le persone in scena non sono eroi, ma esseri umani alle prese con le proprie mancanze, e in questa esposizione sincera risiede la possibilità di riconoscersi e sentirsi toccati nel profondo.
Dal palcoscenico alla pagina: il testo e il volume dedicato
Il testo di Spezzato è il cuore della bellezza non vive soltanto sul palcoscenico. È stato infatti pubblicato nel volume “Danzando con l’umano. Cinque drammaturgie di Mariano Dammacco”, curato da Sergio Lo Gatto e Debora Pietrobono. Il libro fa parte della collana Linea promossa da Emilia Romagna Teatro Fondazione / Teatro Nazionale ed è uscito per i caratteri di Luca Sossella Editore. In questo modo la drammaturgia trova una seconda vita sulla pagina, offrendo a lettori, studiosi e spettatori la possibilità di tornare sul testo, di rileggerlo e di coglierne sfumature che in scena, talvolta, scorrono rapide.
La pubblicazione raccoglie cinque testi firmati da Mariano Dammacco: L’inferno e la fanciulla, Esilio, La buona educazione, Spezzato è il cuore della bellezza e Danzando con il mostro, tutti nati negli anni di collaborazione con Serena Balivo. Ad accompagnare le drammaturgie vi sono quattro apparati critici curati da Gerardo Guccini, studioso di teatro e già docente di Drammaturgia presso l’Università di Bologna. Il suo sguardo analitico, attento alle relazioni tra testo e spettacolo tanto nelle esperienze storiche quanto in quelle contemporanee, offre strumenti preziosi per comprendere come la scrittura di Dammacco si traduca in pratica scenica, illuminando la specificità di questo percorso artistico.
Il percorso condiviso di Mariano Dammacco e Serena Balivo
Il nucleo creativo formato da Mariano Dammacco e Serena Balivo porta avanti, negli anni, un’idea precisa di teatro. Da una parte c’è la volontà di lavorare su un teatro d’arte e d’autore, costruito con rigore sulla scrittura e sull’interpretazione; dall’altra l’esigenza che questo teatro resti popolare, leggibile e accessibile a un pubblico ampio, tanto nei contenuti quanto nei linguaggi. La loro ricerca, sia sul piano tematico sia su quello formale, si concentra soprattutto sul lavoro dell’attore e sulla composizione di drammaturgie originali, pensate fin dall’inizio in strettissimo dialogo con la scena e con chi la abita.
Otto spettacoli nati da una stessa visione
Da questo processo condiviso sono nati finora otto spettacoli, che scandiscono oltre un decennio di collaborazione. Il percorso prende avvio con L’ultima notte di Antonio del 2012, prosegue nel 2014 con L’inferno e la fanciulla, quindi nel 2016 con Esilio. Nel 2018 arriva La buona educazione, mentre nel 2020 debutta Spezzato è il cuore della bellezza. Seguono, nel 2022, Danzando con il mostro e, nel 2024, due nuovi lavori: La morte ovvero il pranzo della domenica e Arlecchino nel futuro. Questi titoli, letti uno accanto all’altro, delineano una traiettoria coerente, in cui ogni nuova creazione prosegue e approfondisce la stessa attenzione all’umano, ai suoi conflitti e alle sue zone di ombra e di luce.
Premi e riconoscimenti per attore e drammaturgo
Anche i singoli spettacoli nati da questo sodalizio hanno ricevuto numerosi riscontri. Esilio è stato proclamato spettacolo dell’anno nel 2016 all’interno di Last Seen, il progetto di selezione curato da Krapp’s Last Post, si è aggiudicato il Premio Museo Cervi, è stato finalista al Premio Rete Critica 2016 e al Premio Cassino OFF 2017, oltre a essere entrato nella Selezione Premio In Box blu 2017. L’inferno e la fanciulla, a sua volta, è arrivato in finale al Premio In Box blu 2016. Un quadro che testimonia come la ricerca di Dammacco e Balivo, pur profondamente autoriale, abbia saputo dialogare con le principali realtà critiche e con i contesti di promozione del nuovo teatro italiano.
A essere premiate sono anche le persone che sostengono questo percorso. Serena Balivo ha ricevuto il Premio internazionale Ivo Chiesa 2021, il Premio Ubu 2017 come miglior attrice under 35 e il Premio Nazionale Giovani Realtà del Teatro 2011. Mariano Dammacco è stato insignito del Premio Ubu 2020-2021 nella categoria Nuovo testo italiano / scrittura drammaturgica proprio per Spezzato è il cuore della bellezza ed è stato finalista al Premio Ubu 2024 nella stessa categoria con La morte ovvero il pranzo della domenica. Ha inoltre vinto l’Italian And American Playwrights Project 2020/22 con La buona educazione, il Premio nazionale di drammaturgia Il centro del discorso 2010 per L’ultima notte di Antonio, il Premio ETI/Scenario 1993 per Sonia la Rossa e il Premio ETI/Vetrine 1996 per Amleto e la Statale 16, tracciando una traiettoria autoriale lunga e riconosciuta.
Calendario delle repliche al Teatro Elfo Puccini
Spezzato è il cuore della bellezza va in scena a Milano dal 2 al 7 dicembre 2025, con una programmazione che accompagna lo spettatore per un’intera settimana. Le repliche sono previste con orari differenziati, pensati per intercettare abitudini e ritmi diversi: serata più anticipata, serata più tarda, prime serali ricorrenti e un appuntamento domenicale pomeridiano, così da consentire anche a chi ha impegni lavorativi o familiari di trovare il momento giusto per immergersi in questo viaggio teatrale sull’amore e sulle sue ferite.
Nel dettaglio, lo spettacolo è in cartellone martedì 2 dicembre alle 20:00, mercoledì 3 dicembre alle 21:00, giovedì 4 dicembre alle 19:30, venerdì 5 dicembre alle 19:30, sabato 6 dicembre alle 19:30 e domenica 7 dicembre alle 15:30. La durata è di circa 1 ora e 10 minuti, tempo in cui la scena si apre e si richiude sulla storia di questo triangolo amoroso, lasciando nello spettatore domande e risonanze che continuano a vibrare ben oltre il buio finale. Un’occasione preziosa per lasciarsi toccare da un teatro che guarda senza sconti alle zone più vulnerabili dell’esistenza.
