In Roma, il 27 novembre 2025, le immagini di un cortometraggio hanno attraversato il Consiglio Superiore della Magistratura trasformando una ricorrenza ufficiale in un momento di ascolto profondo, confronto e responsabilità condivisa sulla violenza contro le donne.
Il cinema come atto di presa di coscienza
Nel cuore dell’iniziativa promossa dal personale del CSM, il ruolo centrale è stato affidato a Tutti giù per terra, cortometraggio firmato da Marco Simon Puccioni. L’opera, essenziale e incisiva, affronta la violenza di genere con uno sguardo limpido, scegliendo di raccontare una storia che non si limita a evocare la denuncia, ma che chiama chi guarda a interrogarsi su quale responsabilità collettiva sia disposta a esercitare in ogni contesto della vita quotidiana.
La proiezione speciale si è svolta in presenza del regista, delle attrici Cinzia Scaglione e Beatrice Stella e del produttore Giampietro Preziosa, che hanno scelto di confrontarsi direttamente con il pubblico del Consiglio. Proprio Preziosa, visibilmente coinvolto dall’ascolto in sala, ha ringraziato il CSM e il personale per l’accoglienza, spiegando che questo lavoro non nasce per essere solo guardato, ma per essere condiviso, con l’auspicio che possa innescare anche un solo gesto di consapevolezza in più nella società e nelle relazioni più quotidiane.
Un confronto pubblico su violenza, stereotipi e discriminazioni
Dopo la visione, la mattinata è proseguita con un confronto aperto dal titolo “Violenza di genere, stereotipi, discriminazione. Conoscere e contrastare la cultura della violenza contro le donne”, coordinato dalla Rappresentanza del Personale. Al dialogo hanno preso parte il cast del cortometraggio, la Consigliera del CSM Daniela Bianchini, componente del Comitato Pari Opportunità, l’esperto del CNR Antonio Tintori, responsabile del gruppo di ricerca MUSA, e l’avvocata Teresa Manente dell’associazione Differenza Donna. Un’occasione in cui si sono incrociate le voci del diritto, della ricerca, dell’attivismo e della creazione artistica.
Nel corso del dibattito, il contributo di Antonio Tintori ha portato al centro la dimensione della ricerca, sottolineando quanto sia urgente adottare un approccio davvero multidisciplinare per leggere i segnali nuovi della violenza, in particolare quella psicologica, che oggi appare sempre più diffusa e allo stesso tempo complessa da riconoscere. In chiusura, un intervento finale che ha visto la partecipazione anche dello scrittore Alberto Bottacchiari ha raccolto e rilanciato queste sollecitazioni, intrecciando piani culturali e personali in un dialogo diretto con i presenti.
La giustizia di fronte alla violenza sulle donne
Nel corso degli interventi istituzionali, la Consigliera Domenica Miele ha richiamato una idea di giustizia che non si esaurisce nel conteggio degli anni di carcere, ma che si misura nella capacità concreta di prevenire i reati, proteggere le vittime e incidere sulle mentalità. Da qui la richiesta di risorse adeguate per i centri antiviolenza, di una formazione obbligatoria rivolta a magistrati e forze dell’ordine e di percorsi educativi, fin dalla scuola, fondati sul rispetto reciproco, come basi indispensabili di una risposta credibile alla violenza sulle donne.
Accanto a lei, la Consigliera Daniela Bianchini, che nel CSM fa parte anche del Comitato Pari Opportunità, ha posto l’accento sulla formazione come condizione imprescindibile per un’azione davvero efficace. Solo professionisti preparati, ha spiegato, possono collaborare in modo consapevole alla prevenzione e al contrasto della violenza sulle donne, in un impegno che coinvolge l’intera comunità e che deve partire dalla promozione quotidiana di una autentica cultura del rispetto, capace di orientare comportamenti, linguaggi e decisioni in ogni ambito sociale contemporaneo.
Un percorso condiviso di sensibilizzazione al CSM
L’appuntamento si inserisce nel più ampio percorso di sensibilizzazione avviato dalla Rappresentanza del Personale del CSM sui temi della parità, della prevenzione e della tutela delle donne, con l’obiettivo di rafforzare una cultura attiva e condivisa contro ogni forma di violenza. In questa cornice, la ricorrenza della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne è stata vissuta non come un semplice rito, ma come un momento per intrecciare cinema, riflessione civile e confronto istituzionale attorno a responsabilità precise.
La mattinata si è aperta con gli indirizzi di saluto della Rappresentanza del Personale e del Segretario Generale Roberto Mucci, che hanno introdotto il senso dell’incontro ponendo al centro la responsabilità delle istituzioni nel riconoscere e contrastare la violenza sulle donne. Da lì si è sviluppato un percorso fatto di immagini, analisi e testimonianze che ha trasformato il Consiglio in uno spazio di ascolto reciproco, in cui il linguaggio del cinema ha dialogato con le parole della giustizia e della ricerca.
