La musica italiana oggi ha un silenzio in più. Alessandro Tomei, sassofonista, clarinettista e flautista tra i più richiesti del nostro paese, è morto dopo una lunga malattia che lo aveva costretto a rallentare il ritmo ma non aveva intaccato la sua voglia di suonare.
Il suo percorso abbraccia club jazz, teatri, studi televisivi e i palchi più importanti della canzone italiana. Nel corso degli anni ha affiancato artisti come Claudio Baglioni, Ornella Vanoni, Danilo Rea e molti altri protagonisti di primo piano, diventando un punto di riferimento sia per i colleghi sia per chi, da casa, riconosceva il timbro del suo sax prima ancora di leggere i crediti. Legatissimo a Supino e alla Ciociaria, dove aveva costruito un rapporto profondo con il territorio, ha portato quel pezzo di Lazio ovunque lo chiamasse la musica.
La notizia della scomparsa e il saluto di Claudio Baglioni
La notizia della morte di Alessandro Tomei ha iniziato a girare tra la sera del mercoledì e le prime ore di oggi, giovedì, prima nei paesi della Ciociaria, poi piano piano ovunque, fino ai siti nazionali. Si parla sempre della stessa storia: un musicista che ha tenuto testa a una malattia lunga e cattiva, senza mai cercare riflettori sul proprio dolore. Niente particolari spinti, niente frasi di troppo, solo il racconto di una lotta durissima, che chi gli è stato vicino ricorda come affrontata con una forza e una dignità che colpivano chiunque.
Il messaggio che più di tutti ha reso tangibile questo dolore è arrivato da Claudio Baglioni, compagno di viaggio artistico per anni. Su X il cantautore ha scritto: «Buon viaggio Alessandro. Quanto ci mancheranno il canto sublime del tuo strumento e il tuo bel sorriso». Dentro poche parole c’è l’immagine di un uomo che in tournée non era solo “il sax”, ma una presenza umana forte, capace di alleggerire lunghe giornate tra prove e spostamenti. Voi che avete seguito Baglioni dal vivo, chissà quante volte lo avete visto sul palco senza magari soffermarvi sul suo nome.
Un musicista a cavallo tra jazz e pop

Chi conosceva la scena jazzistica italiana da metà anni Novanta in poi sapeva perfettamente chi fosse Alessandro Tomei. A partire da quegli anni diventa una presenza stabile nei festival e nei club, alternando sax contralto, tenore, soprano, flauti e clarinetti con una naturalezza che metteva d’accordo puristi e appassionati meno “tecnici”. Ha calcato palchi come Umbria Jazz, Jazz & Image a Villa Celimontana, Atina Jazz, il festival di Mosciano Sant’Angelo e diverse rassegne internazionali, tra cui una tournée in Colombia con lo Ialsax Quartet che lo ha portato nelle città di Bogotá, Medellín, Cali e Barranquilla.
Se scorriamo le collaborazioni, capiamo al volo che peso aveva: ci sono Tullio De Piscopo, Fabrizio Bosso, Enrico Rava, Roberto Gatto, Maurizio Giammarco, Gegè Munari, Gianni Basso, Enrico Pieranunzi, Maria Pia De Vito, Ada Montellanico, Petra Magoni, e potremmo andare avanti ancora. Lui era quel tipo di musicista che arriva sul palco senza fare rumore, si aggiusta il sax, attacca la prima nota e cambia subito l’aria del pezzo. Niente atteggiamenti da star, niente esibizioni di ego, solo la calma di chi la musica l’ha studiata, ascoltata e vissuta per tutta la vita.
Le grandi voci italiane che hanno scelto il suo sax
Il talento di Tomei non si è mai fermato ai club jazz, anzi. Il suo sax e i suoi fiati sono finiti accanto ad alcune tra le voci più riconoscibili della musica italiana: con Claudio Baglioni e Ornella Vanoni è di casa, ma in lista ci sono anche Gino Paoli, Mario Biondi, Giorgia, Loredana Bertè, Mango, Noemi, i Neri per Caso e parecchi altri. In studio e sul palco ha condiviso partiture con Ennio Morricone, Armando Trovajoli, Peppe Vessicchio, Renato Serio, Gianfranco Lombardi, infilando il suo suono in quegli arrangiamenti che avete cantato mille volte in macchina o sotto la doccia, senza magari fermarvi sul nome di chi stava disegnando quelle linee di sax.

Le registrazioni parlano da sole: Tomei firma assoli e parti strumentali in dischi di Mario Biondi, Loredana Bertè e Mango, e registra a Londra, negli storici Abbey Road Studios, per la cantante britannica Kate Robbins. Tra i progetti a suo nome spiccano album come Subzero, Lavori in sorso, Tre sogni e Playground, oltre alla partecipazione all’album The Music of Virgilio Fraternali pubblicato nel 2020 insieme al chitarrista Alessandro Fraternali. Se vi va di riscoprirlo, una playlist dedicata a queste registrazioni racconta più di tante parole chi era Alessandro sul palco e in studio.
Televisione, Sanremo e il volto familiare che non guardiamo mai
Il grande pubblico televisivo ha incontrato Alessandro Tomei in tantissime occasioni, spesso senza accorgersene davvero. È stato per anni nelle orchestre di Domenica In, Festa Italiana, I Raccomandati e Piazza Grande, oltre a partecipare a programmi come Panariello sotto l’albero, Ciak si canta, Amici e maratone come Telethon e La notte dei campioni. Mille sigle, stacchi, improvvisazioni, quegli interventi perfetti che reggono uno sketch o un cambio scena senza che lo spettatore se ne renda conto.
Tra le esperienze più visibili c’è la partecipazione all’orchestra del Festival di Sanremo, dove viene indicato tra i musicisti a partire dall’edizione 2018 e nelle successive annate in cui il suo sax accompagna cantanti e ospiti sul palco dell’Ariston. Chi ha occhi allenati lo ha riconosciuto spesso anche in altre formazioni Rai, nei progetti legati a Neri Marcorè e in numerose produzioni registrate nei teatri romani. C’è una sorta di paradosso in tutto questo: decenni davanti alle telecamere e, nonostante ciò, una straordinaria capacità di restare concentrato solo sulla musica.
Supino, la Ciociaria e le radici che restano
Se ripercorriamo la sua storia con la cartina in mano, la traiettoria è abbastanza netta: da una parte la provincia di Frosinone, Supino, la Ciociaria; dall’altra Roma, con tutto il suo giro di locali, studi e teatri. Tomei nasce musicalmente al Conservatorio “Licinio Refice” di Frosinone, dove prende il diploma in sassofono con il massimo dei voti, seguito dal maestro Bettazzi, poi fa le valigie per studiare a Siena Jazz e all’Università della Musica di Roma. Questo continuo andare e tornare tra le sue radici e la capitale lo ha trasformato in un punto di riferimento per i ragazzi che iniziavano a suonare in zona e per l’ambiente romano, sempre in cerca di musicisti capaci di passare con naturalezza da un linguaggio all’altro.
Le testate locali descrivono in queste ore un’ondata di affetto che attraversa Supino e l’intera provincia: messaggi, ricordi, fotografie di concerti di piazza, parole di stima per “un musicista splendido, ma soprattutto una bellissima persona”, come hanno scritto alcuni amici. Per tanti giovani sassofonisti della zona, sapere che uno di “casa” era arrivato sui palchi dei grandi festival e in televisione aveva il sapore di una promessa: se ce l’ha fatta lui, forse quel sogno non è così lontano. E la sua scomparsa lascia non solo dolore, ma anche una responsabilità in più per chi raccoglierà il suo testimone.
L’eredità artistica e umana di Alessandro Tomei
Guardando alla sua produzione discografica e ai progetti cui ha preso parte, colpisce una cosa: ogni lavoro mette in luce una sfumatura diversa del suo carattere musicale. In Subzero e Lavori in sorso il quartetto dialoga con il repertorio jazz più classico, filtrato da una scrittura moderna; in Tre sogni e Playground emerge una dimensione più intimista, fatta di melodie che restano in testa ma non rinunciano alla complessità armonica. The Music of Virgilio Fraternali, invece, racconta l’incontro con il mondo di un compositore che gli permette di esplorare un’altra tavolozza di colori.
Tutto questo, però, sarebbe poca cosa senza il modo in cui chi l’ha conosciuto descrive l’uomo dietro il musicista. Colleghi, tecnici, allievi e amici parlano di una persona generosa, ironica, sempre pronta a dare una mano su un assolo complicato, un ingresso difficile, un dubbio su una partitura. Forse il modo più semplice per salutarlo è proprio questo: mettere su un disco dove c’è il suo sax, alzare un po’ il volume e ricordare che, finché quelle note continueranno a girare tra le nostre case, Alessandro Tomei non sarà davvero uscito di scena.
