Da dicembre, a Mondeggi, riprende una scuola in cui la terra diventa aula, occasione concreta per rimettere le mani nel suolo e condividere saperi agricoli. Un cammino collettivo che unisce persone diverse attorno alla coltivazione, alla cura del cibo e alla voglia di immaginare, insieme, un modo diverso di stare nei campi.
Una sesta edizione per il biennio 2025-2026
La Scuola Contadina di Mondeggi, che entra nel biennio 2025-2026 con la sua sesta edizione, nasce come vero e proprio percorso di formazione popolare. Nel corso degli anni ha avvicinato centinaia di persone al lavoro agricolo e alla conoscenza del suolo, proponendo un modo di coltivare capace di tenere insieme ambiente, relazioni e cura del cibo. Ogni ciclo didattico viene costruito per creare un contatto diretto con i campi e con chi li coltiva, offrendo una proposta formativa accessibile, libera e completamente gratuita, radicata nell’esperienza concreta.
Gli incontri sono pensati per un pubblico eterogeneo: chi già lavora nei campi e desidera aggiornare le proprie competenze trova momenti di approfondimento mirati, mentre chi si affaccia per la prima volta al mondo agricolo, per passione personale o con l’idea di costruire un progetto lavorativo, viene accompagnato passo dopo passo. Ogni persona può scegliere se partecipare a una sola data o seguire più moduli, in un contesto che mette in comune conoscenze e tecniche di lavoro sulla terra. L’obiettivo è avvicinare tutti a pratiche contadine consapevoli e fornire strumenti utili per esercitare la propria autodeterminazione alimentare, orientando le scelte verso forme di agricoltura attente alle dimensioni ecologiche, economiche e sociali del territorio.
L’alleanza tra Unione Buddhista Italiana e Mondeggi Bene Comune
Alla base del progetto c’è una collaborazione stabile tra l’area Ecologia dell’Unione Buddhista Italiana e l’associazione Mondeggi Bene Comune. La Scuola Contadina si svolge all’interno della tenuta di Mondeggi e negli spazi della Casa del Popolo di Grassina, a Bagno a Ripoli, in provincia di Firenze. Le giornate di formazione sono distribuite nei fine settimana, dal mese di dicembre 2025 fino a maggio 2026, articolando il cammino in una serie di appuntamenti regolari di studio e pratica che accompagnano l’intero periodo.
Il sostegno dell’Unione Buddhista Italiana, attraverso i fondi dell’8xmille, consente di arricchire l’offerta didattica con nuovi docenti e nuovi argomenti, affiancati ai corsi già consolidati. Nel complesso, la Scuola può contare su circa trenta insegnanti, donne e uomini con esperienza in agronomia, ricerca e ingegneria ambientale, apicoltura, viticoltura e olivicoltura. Questa rete di professionalità compone un quadro formativo ampio, in cui le diverse specializzazioni dialogano e si intrecciano, offrendo ai partecipanti uno sguardo articolato sul lavoro agricolo di oggi.
Un programma che intreccia pratiche agricole e arti manuali
Tra i corsi che ritornano nelle nuove edizioni ci sono quelli che, negli anni passati, sono stati maggiormente apprezzati da chi ha partecipato. Dalla biodinamica all’agroecologia, dall’olivicoltura alla panificazione naturale, fino ai laboratori dedicati a ceramica, cesteria e autocostruzione, ogni proposta intreccia conoscenze tecniche e gesti manuali. Il programma offre così la possibilità di sperimentare in prima persona l’intero ciclo, dal campo alla trasformazione, restituendo il valore del lavoro artigianale e del tempo necessario per prendersi cura dei processi agricoli.
Nel calendario trovano spazio anche appuntamenti molto attesi, che guardano alle innovazioni e alle pratiche emergenti. Sono previsti corsi su microrganismi utili in agricoltura, apicoltura ecologica, riconoscimento delle piante spontanee e autocostruzione di una tenda yurta, pensati per ampliare lo sguardo su tecniche e strumenti a diversa scala. Una delle novità del biennio è la collaborazione con la Rete Italiana MicroFarmer, con cui viene organizzato un intero fine settimana di scambio di esperienze e pratiche dedicate all’agricoltura di piccola scala, in un confronto serrato tra chi la vive ogni giorno.
Una comunità che condivide saperi per cambiare l’agricoltura
Per Silvia Francescon, responsabile dell’area Ecologia dell’Unione Buddhista Italiana, la Scuola Contadina è innanzitutto un’esperienza collettiva. È un luogo dove ci si incontra, ci si conosce, si costruiscono relazioni e reti tra persone che desiderano dare vita a un modello agricolo diverso, fondato sulla cura e sulla circolazione libera del sapere. Mettere a disposizione degli altri ciò che si è imparato, senza trattenerlo per sé, è il gesto che regge l’intero progetto e ne definisce il carattere profondamente comunitario oggi.
La visione che guida il percorso è chiara: liberare il sapere agricolo da ogni logica puramente commerciale e diffondere metodi di coltivazione rispettosi degli ecosistemi, coerenti con principi etici e aperti alla condivisione. L’agricoltura viene pensata come un servizio reso alle persone e all’ambiente, non solo come produzione di merci. In questo quadro si inserisce anche la partecipazione delle e degli studenti del percorso “Coltivare Gaia”, che portano nella Scuola un lavoro comune di riflessione e sperimentazione sulle pratiche agroecologiche e comunitarie, arricchendo il confronto tra chi insegna e chi impara.
