Tre giornate, dal 3 al 5 dicembre, per guardare Napoli attraverso gli spazi in cui si vive e si lavora: è Architettura Open House 2025, itinerario che attraversa Chiaia, Centro e Vomero, aprendo abitazioni private, studi e cantieri a professionisti, appassionati di design e curiosi attratti dall’estetica dell’abitare e dal paesaggio urbano.
L’abitare come racconto della città
L’idea che sostiene AOH è semplice e al tempo stesso profonda: l’abitare definisce i luoghi in modo irripetibile, intrecciando architetture, interni e paesaggi naturali in un insieme che incide sulla qualità della vita. Ogni spazio visitato diventa così un frammento di un racconto più ampio, in cui l’ambiente costruito dialoga con il contesto, disegnando scenari urbani che influenzano il benessere quotidiano e le possibilità di sviluppo delle comunità che li abitano.
Nel corso di tre giorni di visite guidate, la città viene osservata come un vero e proprio campione di studio, un’indagine sul campo che attraversa strutture storiche e interventi contemporanei, luoghi domestici e spazi di lavoro. Case private, cantieri in corso e studi professionali si aprono a chi desidera capire come nascono le scelte progettuali e come queste trasformino la percezione degli ambienti, offrendo una prospettiva inedita sulla creatività partenopea e sulle sue molteplici declinazioni.
L’evento AOH 2025 e la sua organizzazione
L’ottava edizione di Architettura Open House, in programma dal 3 al 5 dicembre, è curata da Brillart Associazione, con il patrocinio e il contributo della Regione Campania tramite la Direzione Generale Governo del Territorio ai sensi della Legge Regionale 19/2019. Sostengono l’iniziativa anche l’Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori di Napoli e Provincia e Oice Confindustria, a conferma di un progetto che vuole valorizzare il lavoro dei professionisti e, al contempo, avvicinare il pubblico ai meccanismi che regolano la trasformazione degli spazi urbani e domestici.
La manifestazione coinvolge partner selezionati come Fondazione Tridama, Tuttohotel, Leonardo Immobiliare, Macos Design e Tenuta Cavalier Pepe, affiancati dai media partner Grande Napoli, Architettura Ecosostenibile, Archiportale e We:ll Hospitality Trend. AOH mantiene così un’identità duplice: evento accessibile a tutti, ma al tempo stesso di nicchia, perché permette di conoscere da vicino la professione dell’architetto, con le sue storie di vita, i processi innovativi, le sperimentazioni tecniche e le scelte culturali che stanno dietro ogni progetto.
Un’esperienza tra architettura e relazioni
L’accoglienza nei vari appuntamenti è affidata anche agli studenti dell’istituto alberghiero IPSEOA di Napoli, presenti grazie a un progetto di collaborazione scuola-lavoro. La loro partecipazione contribuisce a creare un clima di attenzione e cura del dettaglio, trasformando le visite in momenti di incontro in cui l’esperienza del luogo si intreccia con il dialogo, i racconti degli ospiti, le domande dei visitatori e l’atmosfera informale che si respira in ogni tappa del percorso.
Per i professionisti iscritti all’Ordine, ogni location visitata consente di ottenere 1 credito formativo professionale, offrendo così un’occasione concreta di aggiornamento attraverso il contatto diretto con opere concluse e cantieri in corso. Il tour diventa inoltre uno strumento di connessione per gli studi coinvolti, che possono presentare i propri lavori, tessere nuove relazioni e mostrare alcuni degli spazi più significativi della città. In questo quadro si inserisce anche l’anticipazione della fiera Tuttohotel, prevista dal 12 al 14 gennaio alla Mostra d’Oltremare, la cui organizzazione sarà presente in alcune tappe, rafforzando il dialogo tra mondo dell’ospitalità e ricerca architettonica.
Le novità del 2025: Napoli vista da terra e da casa
Tra gli elementi più attesi di questa edizione ci sono due esperienze inedite. La prima è “Napoli vista da terra”</strong, in programma giovedì 4 dicembre dalle 13.00 alle 15.00, solo su prenotazione. I partecipanti verranno accolti sul terrazzo e sull’altana di una casa privata in un palazzo del Seicento, nella zona dei Vergini al Rione Sanità, per contemplare un panorama a 360 gradi che abbraccia la collina del Vomero, Capodimonte, il Vesuvio, Capri, il centro direzionale e il centro storico, in un vero sguardo dall’alto su habitat e natura.
La seconda novità è “Napoli vista da casa”, in calendario venerdì 5 dicembre dalle 12.00 alle 14.00, sempre su prenotazione, nella dimora privata dell’avvocato Nicola Todisco, nei pressi di Piazza Carità. Qui i visitatori varcano la soglia di un interno che custodisce architettura e arredi di altre epoche, in un contesto nobiliare che sembra sospendere il tempo. Camminare tra queste stanze significa attraversare la memoria dell’abitare napoletano, cogliendo come gli spazi domestici abbiano raccontato, nel corso dei decenni, gusti, riti e sensibilità di chi li ha vissuti.
Mercoledì 3 dicembre: cantieri e interni in trasformazione
Il programma del mercoledì prende il via dalle 10.00 alle 12.00 con gli architetti Alessandra Fasanaro e Giovanni Aurino, di Od’a Officina d’Architettura, impegnati nel cantiere-progetto del Complesso del Gesù delle Monache in Via Settembrini 101, futura nuova sede dell’Accademia delle Belle Arti. Qui il restauro conservativo si combina con una rifunzionalizzazione culturale che punta a restituire vitalità a un edificio storico, preservandone le peculiarità e al tempo stesso adattandolo alle esigenze contemporanee di didattica, ricerca e produzione artistica.
Nel pomeriggio, dalle 15.00 alle 17.00, gli architetti Beniamino Di Fusco e Maria De Rosa, dello studio Eoss Architettura, presentano il cantiere del Lunch Bar Magnolia in Vico Belledonne a Chiaia 11, dove il progetto dell’impluvio trasforma l’ambiente in un singolare giardino d’inverno, dominato da un albero secolare e dalle forme originali di una raffinata “architettura tessile”. Dalle 16.30 alle 18.30 l’architetto Paolo Fucito apre le porte dell’ufficio dei consulenti finanziari Banca Mediolanum al Palazzo Mannajuolo in Via Gaetano Filangieri 34, cantiere concluso che coniuga ambienti di lavoro moderni e funzionali con la cura nel mantenere intatte le caratteristiche architettoniche di pregio del palazzo storico.
La giornata si chiude dalle 18.00 alle 20.00 con il cantiere finito Studio Moles 25 degli architetti Alfredo Ciollaro e Manuela Tirrito di Ars Constructa, all’interno di Palazzo Moles in Via Vergini 25. L’edificio seicentesco, adiacente al celebre Palazzo dello Spagnolo, accoglie un interno dai toni blu, in cui un gusto classico reinterpretato in chiave contemporanea genera una casa accogliente e funzionale. Qui l’abitare quotidiano entra in dialogo con la stratificazione storica del contesto, dimostrando come sia possibile reinventare uno spazio senza tradirne l’anima originaria.
Giovedì 4 dicembre: dimore storiche e panorami urbani
Giovedì mattina, dalle 10.00 alle 12.00, l’architetto Marisa Kitzman accompagna i visitatori nella Dimora dei Marchesi in Via Sant’Anna dei Lombardi 36, cantiere concluso in cui un’antica residenza viene raccontata attraverso l’incontro tra arredi d’epoca e interventi architettonici contemporanei. La nuova distribuzione interna valorizza la monumentalità del palazzo senza intaccarne la forza, in un equilibrio sottile tra memoria e attualità. Dalle 12.00 alle 13.00 gli architetti Ferruccio Izzo e Alberto Calderoni illustrano il lavoro svolto all’Ipogeo dei Cristallini in Via dei Cristallini 133, dove un contesto di straordinaria importanza storica e archeologia ellenistica è stato interpretato con un allestimento museale essenziale, capace di esaltare la funzione espositiva con un linguaggio sobrio e preciso.
Subito dopo, dalle 13.00 alle 15.00, prende forma l’esperienza di “Napoli vista da terra” nella casa privata seicentesca ai Vergini, che offre la panoramica completa sulla città, dalle alture del Vomero e di Capodimonte fino al mare, abbracciando Vesuvio, Capri, centro direzionale e cuore antico. La giornata prosegue dalle 16.00 alle 19.00 con il progetto firmato dall’architetto Salvatore Febbraio per una residenza privata a Posillipo, in Via Vincenzo Padula 2, Parco Mazoni. Qui la ristrutturazione ridefinisce gli interni attorno alla vista sul mare, tra tonalità calde del bronzo e riflessi del cielo, costruendo un’atmosfera in cui l’orizzonte esterno diventa parte integrante della casa.
Venerdì 5 dicembre: ospitalità, memoria e ricerca
L’ultimo giorno si apre dalle 10.00 alle 12.00 con l’architetto Jessica Pappalardo al Mercure Napoli Centro Angioino in Via Depretis 123, di fronte al Maschio Angioino. In questo palazzo ottocentesco, dotato di un invitante terrazzo affacciato sul castello, sulla piazza e sul porto, la struttura ricettiva diventa un esempio eloquente di incontro tra modernità e tradizione. Dalle 12.00 alle 14.00 torna la dimensione più intima con “Napoli vista da casa” nella dimora dell’avvocato Nicola Todisco, vicino Piazza Carità, dove l’architettura e l’arredo del passato compongono un viaggio nel tempo che restituisce la profondità della cultura napoletana dell’abitare.
Nel pomeriggio, dalle 15.00 alle 17.00, l’architetto Luigi Di Vicino con AriaProject, in collaborazione con Orac Italia, presenta il cantiere finito del Costantinopoli 33 Grand Suite in Via Costantinopoli 33, all’interno di un palazzo ottocentesco in cui il carattere originario dei luoghi viene preservato pur accogliendo funzioni dedicate all’ospitalità e uno spazio d’arte dedicato a vernissage e incontri. Dalle 18.00 alle 20.00 si chiude con la casa e studio degli architetti Alfredo Ciollaro e Manuela Tirrito di Ars Constructa in Via Cilea 136, appartamento ristrutturato con tecniche e tecnologie avanzate, caratterizzato da un grande open space e da ampie vetrate. Il terrazzo a livello, avvolto da un verde verticale curato, diventa un raffinato prolungamento della zona giorno, mostrando come l’integrazione tra interno ed esterno possa trasformare la casa in un luogo di sperimentazione estetica e di benessere quotidiano.
A completare il quadro, l’artista Lucia Ausilio, nota per una ricerca ispirata alla natura, ha ideato per AOH 2025 i braccialetti d’artista “Planet”, realizzati in corda vegetale, metallo e seta, materiali che richiamano direttamente l’universo dell’architettura. Questi oggetti, distribuiti dall’organizzazione prima dell’inizio del tour e disponibili anche nei vari studi, funzionano come un simbolico passpartout che accompagna i visitatori tra visite, incontri, talk e momenti di convivialità, in un’esperienza che intreccia materiali, idee e passioni e restituisce tutta la singolarità dell’architettura partenopea.
