Capita che la vita, in un attimo, ribalti programmi e sicurezze: è quello che accade a Mery, protagonista de La ruota del criceto, primo romanzo di Giuliana Scorsoni. Una storia che nasce da un’esperienza reale e trasforma l’angoscia di giorni sospesi in un racconto vitale, ironico e profondamente umano.
Un vortice che stravolge la vita
Come ci si sente quando il destino, senza preavviso, cambia le regole del gioco? Mery lo scopre nel momento in cui una banale revisione del proprio stato di salute si trasforma in una sequenza serrata di accertamenti clinici. Un click effettuato distrattamente nella scelta degli esami basta a metterla in moto, trascinandola in una corsa circolare da cui sembra impossibile scendere. È la sensazione di girare all’infinito, come un piccolo animale nella sua ruota, mentre il mondo intorno continua a procedere come se nulla fosse.
Nel giro di poche ore, i progetti accuratamente preparati per le vacanze estive, con la mente già oltre e le valigie pronte in numero esagerato, vengono azzerati. La sua esistenza viene letteralmente centrifugata per venticinque giorni, tempo in cui ogni gesto ruota intorno a ospedali, controlli, diagnosi da attendere. I ritmi quotidiani, fino a quel momento scanditi dal lavoro e da una consolidata autonomia, cedono il passo a un tempo sospeso, fatto di corridoi bianchi, di notti insonni e di pensieri che si accavallano senza tregua.
Il viaggio inatteso di Mery tra visite, attese e paure
Mery arriva a questo passaggio cruciale della sua storia con alle spalle una vita piena, costruita con ostinazione. Ha sessant’anni, esercita la professione forense, ha sempre una valigia a portata di mano e un’agenda fitta di spostamenti. È distratta, combina gaffe in serie, si caccia in situazioni comiche per la sua goffaggine e ci vede pochissimo. Le capita di smarrire di tutto: telefono, carte di credito, persino i vestiti, che talvolta svaniscono nel nulla tra un cambio di stanza e l’altro.
A uno sguardo superficiale, la sua condizione personale potrebbe evocare immagini di solitudine. È orfana, non si è mai sposata, non ha figli né fratelli con cui condividere i momenti difficili. Potrebbe sembrare la versione contemporanea della piccola fiammiferaia, aggiornata all’epoca digitale, e invece la sua realtà è molto diversa. Dentro questa apparente fragilità si nasconde una riserva di resistenza inattesa, una capacità di prendere la vita di petto persino quando tutto sembra sfuggirle di mano.
Quando la catena di esami prende avvio, Mery ha la netta percezione di essere salita su un treno che non prevede soste intermedie. Ogni visita comporta altre richieste, nuovi controlli, ulteriori spiegazioni da attendere. Il romanzo segue passo passo il suo itinerario più impegnativo, un percorso interiore e pratico insieme, fatto di attese in corridoio, di timori difficili da nominare e di cambiamenti profondi che la costringono a interrogarsi su ciò che conta davvero nel proprio cammino.
L’esercito rosa e la scelta di rinascere
Nel momento più delicato, accanto a Mery si schiera un gruppo compatto di donne, amiche di lunga data e presenze più recenti, che l’autrice definisce con affetto il suo “esercito rosa”. Sono loro a circondarla, a stringerla in un abbraccio concreto fatto di telefonate, accompagnamenti alle visite, battute capaci di spezzare la tensione. Questa rete femminile non la abbandona neppure per un istante, e lei ne è consapevole fino in fondo, trovando in quella compagnia la spinta per non cedere.
Proprio questa trama di solidarietà diventa la chiave che le consente di trasformare l’urto con l’imprevisto in un’occasione di rinascita. Il romanzo si rivolge idealmente a chi sceglie di non fermarsi davanti alle difficoltà, ma di usarle come punto di partenza per un nuovo inizio. La storia racchiude anche il sogno che per anni è rimasto chiuso in un cassetto: il desiderio dell’autrice di misurarsi con la narrativa, finalmente portato alla luce con lo stesso coraggio con cui, nella finzione, vengono affrontati gli inciampi della vita.
Un romanzo tra sorriso e commozione
La ruota del criceto si distingue per un tono narrativo vivace, diretto, che alterna leggerezza e profondità senza sforzo apparente. La scrittura di Giuliana Scorsoni, alla sua opera prima, restituisce la storia di una donna indipendente con un ritmo energico, capace di far sorridere anche quando descrive momenti di forte tensione. Il racconto nasce da un’esperienza personale dell’autrice, che rielabora quanto vissuto in una sorta di autoritratto spontaneo, mai compiaciuto, sempre teso a condividere emozioni autentiche.
Le pagine scorrono tra scene di ilarità e passaggi che stringono il cuore, senza mai cadere nel patetico. Sul percorso della protagonista compaiono figure destinate a lasciare il segno: un affascinante chirurgo dagli occhi azzurri, con cui i dialoghi assumono toni a tratti surreali, e un gatto rosso dal carattere deciso, pronto a rubare la scena. Questi incontri imprevedibili aggiungono una nota di imprevedibilità e alleggeriscono, con intelligenza, anche i frangenti più complessi del suo cammino.
In questo equilibrio accurato tra ironia e commozione risiede uno degli aspetti più riusciti del libro. Il lettore è accompagnato dentro le emozioni di Mery senza mai sentirsi schiacciato dal peso delle circostanze, ma nemmeno distratto da un’eccessiva leggerezza. Il risultato è una lettura che invita a riflettere su come ciascuno reagisce alle prove impreviste, riconoscendo negli inciampi non solo ostacoli, ma occasioni per ridefinire il proprio modo di stare al mondo, oggi più che mai necessari per non farsi travolgere dagli eventi.
Giuliana Scorsoni, una vita tra diritto, cronaca e pallone
Alle spalle di questo esordio narrativo c’è il lungo percorso professionale di Giuliana Scorsoni, avvocata civilista da oltre trent’anni. Nel corso della carriera ha ricoperto diversi incarichi all’interno delle istituzioni forensi e affianca da tempo all’attività in studio quella giornalistica. È infatti pubblicista da tre decenni, vive e lavora a Terni e collabora con l’edizione umbra de Il Messaggero, portando sulla pagina cronache e approfondimenti legati al territorio in cui opera quotidianamente.
Nata a Marina di Massa agli inizi degli anni Sessanta, ha compiuto lì il proprio percorso liceale prima di trasferirsi per gli studi universitari, laureandosi in Giurisprudenza all’Università di Pisa. Parallelamente al lavoro in tribunale, per vent’anni è stata voce e volto di emittenti umbre: speaker radiofonica per Radio Antenna Musica a Terni e conduttrice di programmi sportivi su Canale 58 e Umbria Viva. La grande passione per il calcio l’ha portata a calcare molti stadi italiani, seguendo da vicino partite e tifoserie.
Dal sogno nel cassetto allo scaffale delle librerie
Con La ruota del criceto, il percorso professionale e umano di Giuliana Scorsoni approda finalmente agli scaffali delle librerie. Il volume, pubblicato dalla casa editrice Bookabook, conta 216 pagine e porta il codice ISBN 979-12-5599-388-9. L’uscita ufficiale è fissata per il 27 novembre 2025, data da cui i lettori possono incontrare Mery e il suo mondo non più solo nelle intenzioni dell’autrice, ma in un libro compiuto e pronto a essere condiviso.
Il romanzo è acquistabile sul sito dell’editore e in tutte le principali librerie, sia fisiche sia digitali, al prezzo di 17,00 euro. La distribuzione ampia consente a un pubblico variegato di avvicinarsi alla vicenda di Mery, lasciandosi guidare pagina dopo pagina dentro quel turbine di esami, paure, amicizie e scoperte che scandisce i suoi venticinque giorni più intensi, raccontati con uno sguardo capace di unire realismo e desiderio di riscatto.
