In un reparto dove luci e monitor scandiscono i primi giorni di vita, esiste un progetto pensato per restituire ai neonati prematuri il calore di cui hanno più bisogno: quello di un abbraccio. Una piccola innovazione nata dall’ascolto dei genitori e dalla volontà di rendere meno fredda la distanza dell’incubatrice.
Un abbraccio quando mamma e papà non ci sono
Nelle Unità di Terapia Intensiva Neonatale, circa 124 in tutta Italia, ogni giorno nascono storie di attesa e di coraggio. I neonati arrivati in anticipo sui tempi restano per ore dentro incubatrici che li proteggono, ma allo stesso tempo allontanano braccia e carezze. I genitori entrano e escono a orari stabiliti, cercando di riempire con lo sguardo e con poche mani appoggiate sul vetro il bisogno continuo di contatto dei loro figli, spesso sentendosi impotenti di fronte a quella distanza.
Da questa realtà è nata l’idea di MAMI, un progetto sviluppato dalla Business Unit Fabric di Mainetti Italia per offrire un sostegno concreto ai più piccoli in questi reparti. Il nome, scelto nella sua disarmante semplicità, richiama immediatamente una figura che accoglie, una casa che non giudica, una presenza che consola. Dietro quelle quattro lettere c’è il desiderio autentico di portare un po’ di calore umano laddove le apparecchiature mediche sembrano occupare tutto lo spazio. Ogni dettaglio è stato pensato perché questo nome diventasse una promessa mantenuta, e non soltanto un’immagine rassicurante.
Guanti speciali che imitano il tocco di una mano
I dispositivi ideati con il progetto MAMI sono speciali guanti, confezionati con un tessuto ignifugo e sicuro, studiato proprio per stare a contatto con la pelle delicatissima dei prematuri. All’interno contengono granuli di polipropilene, racchiusi in un sacchetto in cotone 100%, così da unire protezione e comodità. Posizionati intorno al corpo del bambino, questi guanti lo avvolgono come se lo circondassero delle braccia di un adulto, permettendogli di sentirsi al sicuro anche quando mamma e papà non possono rimanere accanto a lui.
Quando vengono sistemati con cura, i guanti MAMI creano una sorta di nido morbido che conserva il calore e il profumo lasciati dai genitori. Il neonato riconosce quelle tracce familiari e vi si abbandona, avvolto da un contatto continuo che ricorda l’abbraccio ricevuto in famiglia. Questa presenza discreta favorisce il rilassamento, sostiene la termoregolazione del piccolo, lo aiuta a tranquillizzarsi e contribuisce a ridurre i livelli di stress che inevitabilmente accompagnano la sua permanenza in Terapia Intensiva, offrendogli un ambiente più armonioso e meno ostile nonostante la complessità delle cure.
Il lavoro di ricerca dietro un gesto semplice
Dietro la semplicità di MAMI c’è un lungo lavoro di progettazione guidato dall’ingegnere Roberto Peruzzo, amministratore delegato di Mainetti e ideatore del progetto. Il team ha selezionato con cura il tessuto più adatto alla cute dei neonati, scegliendo una soluzione lavabile a 60° per garantire una sterilizzazione efficace, e ha definito cuciture morbide, prive di asperità. Anche la grammatura delle microsfere è stata studiata con estrema precisione, così da riprodurre il peso di una mano di mamma o papà e restituire una sensazione autentica di amore e protezione.
Ogni fase di realizzazione dei guanti, dalla scelta del tessuto alle finiture fino al coinvolgimento dei laboratori, è stata portata avanti nello stesso territorio, in un’ottica di chilometro zero che ha reso MAMI un prodotto interamente Made in Italy. All’interno della grande famiglia di Mainetti Italia diverse realtà hanno collaborato: Reca Mainetti ha curato le etichette in cotone 100%, la Mainetti Business Unit Paper Packaging ha creato le scatole di cartone che contengono il kit e Mainetti Omaf ha fornito le buste di plastica, ciascuno contribuendo con competenza e partecipazione personale.
Dai laboratori alle culle dei reparti di Terapia Intensiva
Il percorso di MAMI non si è fermato alla progettazione industriale: oggi 150 kit completi, certificati CE secondo la normativa italiana, sono pronti per raggiungere le Unità di Terapia Intensiva Neonatale degli ospedali del Paese. La distribuzione è resa possibile grazie alla collaborazione con l’associazione di volontariato Cuore di Maglia, che da anni sostiene questi reparti fornendo abbigliamento e accessori realizzati a mano da straordinarie volontarie, capaci di trasformare gomitoli e tessuti in piccoli gesti quotidiani di cura, per accompagnare i bambini e le loro famiglie in momenti delicatissimi.
Cuore di Maglia ha seguito anche le fasi di avvio e realizzazione di questo progetto con la stessa attenzione che da sempre dedica ai reparti che assiste. La sua rete diretta di contatti e il rapporto personale costruito nel tempo con le Terapie Intensive Neonatali rappresentano un sostegno prezioso per far arrivare MAMI rapidamente dove serve, garantendo una diffusione immediata ed efficace e permettendo a ogni kit di trovare in fretta il suo piccolo destinatario. In questo modo il progetto esce dalle sale riunioni e si traduce in un aiuto concreto per chi sta lottando per crescere.
Le parole dei genitori e il significato profondo di MAMI
Da quando i primi kit sono arrivati nei reparti, non si contano i messaggi di gratitudine di mamme e papà che hanno visto i loro bambini affidati alle “braccia” di MAMI. Una testimonianza, in particolare, racchiude l’essenza di questo impegno: una madre racconta di aver percepito il suo bimbo un po’ meno lontano, mentre lei stessa si sentiva finalmente più vicina a lui, grazie a un lavoro svolto in armonia con quello straordinario del reparto di patologia neonatale, che assiste il suo piccolo.
In parole come queste il progetto trova la sua verità più profonda: la capacità di trasformare un intervento apparentemente tecnico in un dono d’amore. È noto che lo sviluppo cognitivo dei bambini nasce dal contatto, dal conforto, dalla vicinanza fisica dei genitori, un privilegio spesso negato ai nati pretermine costretti in incubatrice. MAMI prova a colmare almeno in parte quella distanza, restituendo loro un abbraccio caldo e morbido, e offrendo ai genitori la consapevolezza di poter restare accanto ai propri figli anche quando devono fisicamente allontanarsi.
