Nel cuore di Milano, sabato 6 dicembre 2025, la musica d’autore torna a raccontare la città attraverso lo sguardo di Enzo Jannacci. Alla Camera del Lavoro, Alessio Lega ed Enrico Intra daranno vita a un concerto gratuito che intreccia memoria, teatro e impegno civile in un omaggio profondamente umano.
Un concerto per la memoria viva di Enzo Jannacci
Sabato 6 dicembre 2025, alle 17.30, l’auditorium Di Vittorio della Camera del Lavoro, in corso di Porta Vittoria 43, ospiterà un concerto-spettacolo ad ingresso libero fino a esaurimento posti. L’iniziativa nasce come fuori programma della XXXI edizione dell’Atelier Musicale e porta la firma dell’associazione culturale Secondo Maggio, che ha voluto dedicare un appuntamento speciale al mondo creativo di Enzo Jannacci. Con il titolo “Fuori Atelier – Jannacci e la sua Milano”, la serata unirà musica, parola e memoria civile, senza indulgere in celebrazioni retoriche, ma restituendo la vivacità artistica e umana di una figura centrale della canzone italiana.
Al centro della scena ci sarà Alessio Lega, che ha ideato lo spettacolo e lo condurrà con chitarra e voce, affiancato dal suo trio. Con lui saliranno sul palco Rocco Marchi alle tastiere e Guido Baldoni alla fisarmonica, in un intreccio sonoro pensato per restituire le sfumature ironiche e struggenti del repertorio jannacciano. La partecipazione straordinaria del pianista Enrico Intra, tra i più autorevoli maestri europei del jazz e amico di lunga data di Jannacci, aggiungerà una prospettiva preziosa. A dialogare con i musicisti interverrà lo scrittore Piero Colaprico, direttore del Teatro Gerolamo, giornalista e autore dei romanzi dedicati al maresciallo Binda, i primi tre dei quali nati in collaborazione con Pietro Valpreda, oltre che creatore dell’espressione “Tangentopoli”.
Il progetto artistico di Alessio Lega tra canzone d’autore e impegno civile
La scelta di affidare questo tributo a Alessio Lega non è casuale. Cantautore segnato da un forte impegno sociale ed esistenziale, Lega ha costruito nel tempo un percorso rigoroso, intrecciando la propria scrittura con la tradizione delle canzoni popolari e con il repertorio di grandi autori italiani del passato. Alle interpretazioni affianca un intenso lavoro di traduzione e adattamento in lingua italiana delle opere di Brel, Brassens e Ferré, affrontate con rispetto filologico ma anche con una sensibilità personale. Il suo esordio discografico del 2004, il cd “Resistenza e amore”, gli è valso la Targa Tenco, riconoscimento che ha ottenuto nuovamente nel 2019 nella categoria dedicata agli interpreti di brani non propri.
In questa nuova tappa del suo percorso, lo sguardo di Lega si concentra su Enzo Jannacci, considerato un cantore delle vite degli ultimi, capace di dare voce a chi resta ai margini con un’immaginazione surreale e visionaria. La serata alla Camera del Lavoro prende le mosse da uno spettacolo diventato ormai leggendario, andato in scena nel 1964 al Teatro Gerolamo: “22 canzoni”, ideato per Jannacci da Dario Fo e poi fissato su disco. Recuperare oggi integralmente quella struttura significa riaccendere un tassello essenziale della storia della canzone milanese, nata in un clima culturale vivacissimo e animato da sperimentazioni coraggiose.
Il viaggio nella Milano di Jannacci
Il concerto alla Camera del Lavoro si configura come un viaggio dentro quella Milano della canzone di cui Jannacci è stato protagonista, una città che in quegli anni viveva una stagione culturale particolarmente intensa. Portare questo materiale nell’auditorium Di Vittorio significa rimettere a fuoco le storie degli ultimi che popolano i suoi brani e il loro intreccio con la memoria collettiva cittadina. In questo quadro si inserisce anche la storia del Derby Club, nato nel 1962 con il nome di Intra’s Derby Club, spazio fondato da Enrico Intra dove Jannacci ha più volte incrociato, nel corso degli anni, la creatività di musicisti, attori e comici, dando vita a collaborazioni che hanno inciso sull’immaginario della città.
Il repertorio scelto da Lega con Rocco Marchi e Guido Baldoni attinge a quelle pagine con un’attenzione quasi teatrale alla narrazione. In scaletta compaiono “Ohè sunt chi” di Dario Fo ed Enzo Jannacci, “Ma mi” firmata da Giorgio Strehler e Fiorenzo Carpi, “Quella cosa in Lombardia” nata dalla collaborazione tra Franco Fortini e Carpi, e “Qualcosa da aspettare” di Fausto Amodei. A queste si affiancano “Sopra i vetri” e “La luna è una lampadina” di Fo e Carpi, “La forza dell’amore”, “L’Armando”, “Prete Liprando e il giudizio di Dio” e “Sei minuti all’alba” scritte da Fo e Jannacci, oltre a “Veronica” di Fo, Sandro Ciotti e Jannacci, e ad “Aveva un taxi nero” di Fo e Carpi. Chiudono il percorso “E l’era tardi”, “Sfiorisci bel fiore” ed “El purtava i scarp del tennis”, composte da Jannacci.
La serata avrà anche un momento dedicato alla lettura, legato alla presentazione del volume “Strà Milano, lo stradario cantato della città”, edito da Altreconomia. Il libro porta la doppia firma di Alessio Lega e Giangilberto Monti e nasce in stretta sintonia con il percorso musicale proposto in concerto. La sua presenza all’interno dell’appuntamento aggiunge una dimensione ulteriore al ritratto di Milano evocato dalle canzoni, offrendo al pubblico la possibilità di portare con sé, a fine spettacolo, una traccia tangibile di questo particolare omaggio a Jannacci.
